Consigli di lettura

Ombra mai più

Titolo: Ombra mai più

Autore: Stefano Redaelli

Editore: Neo Edizioni

Collana: Iena

Pagine: 213

Prezzo: € 15,00

Uscita: 22 giugno 2022

Quarta di copertina

“Chi l’ha detto che i matti mettono tristezza? Mi chiamo Angelantonio Paloni, sono un impaziente psichiatrico. Ho fretta di tornare a casa, nel mondo, di vedere cosa è cambiato, se sono cambiato io.”

Trama

“Quando torni nel mondo, del mondo ti devi fidare.” Per tre lunghi anni Angelantonio è stato ospite della struttura psichiatrica Casa delle farfalle, con sé porta il libro che ha scritto sulla follia standoci dentro, e ora c’è un fuori che lo aspetta. Il tempo ha lasciato segni profondi, sui suoi genitori improvvisamente anziani da cui fa ritorno, sul platano che aveva adottato quando era ragazzo, in una società che adesso lo guarda con sospetto perché “è stato lì”.

Non sempre si comprende ciò che è vitale, ma c’è una fragilità che accomuna tutti – matti e sani, buoni e cattivi – che parla una lingua misteriosa, e dice parole che Angelantonio dovrà imparare insieme a chi incontrerà. In “Ombra mai più” Redaelli continua il suo racconto sulla follia del mondo e la saviezza dei folli, sul rimosso della nostra società, e lo fa con il suo tatto, la sua poesia, la sua inconfondibile scrittura.

Seconda di copertina

“Abbandono la testa indietro, guardo il platano dal basso verso l’alto. Da bambino, in quella posizione, cercavo di scorgere nella chioma un nido di uccello e quando ci riuscivo, restavo a fissarlo nella speranza di vederne volare uno fuori. Mi interessava l’uccello che lasciava il nido.

Come sarebbe stato il suo primo volo? Timido, impacciato, coraggioso?

Guardavo in alto finché il dolore al collo mi costringeva a cambiare posizione. Non ne ho mai visto uno. Aspetto, come allora, anche se non c’è niente da scorgere.

Non c’è chioma, fronda, ramo su cui annidarsi. Né ombra né riparo, ma tanto cielo.”

Biografia

Stefano Redaelli è professore di Letteratura Italiana presso la Facoltà “Artes Liberales” dell’Università di Varsavia. Addottorato in Fisica e in Letteratura, s’interessa dei rapporti tra letteratura, medicina, scienza e spiritualità.

Tra le sue pubblicazioni scientifiche: A 40 anni dalla legge Basaglia: la follia, tra immaginario letterario e realtà psichiatrica (DiG, 2020), Nel varco tra le due culture. Letteratura e scienza in Italia (Bulzoni, 2016), Le due culture. Due approcci oltre la dicotomia (con Klaus Colanero, Aracne, 2016).

Per la narrativa ha pubblicato la raccolta di racconti Spirabole (Città Nuova, 2008) e il romanzo Chilometrotrenta (San Paolo, 2011). Per Neo Edizioni ha pubblicato il romanzo Beati gli inquieti, Selezione Ufficiale “Premio Campiello”, “Premio Napoli” e “Premio Flaiano” 2021.

Incipit

“Non siamo noi che abbiamo fame di letteratura. È la letteratura che ha fame di noi.

Si nutre di tutto, avidamente: di quello che abbiamo vissuto, di quello che vorremmo vivere, di quello che ci manca, di quello che possediamo (già ci sta per mancare), dei sogni (di notte, a occhi aperti), della realtà, di quello che vorremo tacere, portarci nella tomba (per vergogna), di quello che andrebbe gridato dai tetti, come una liberazione.

Ha fame la letteratura, una fame ancestrale. Da quando il primo uomo ha iniziato a raccontare, seduto in torno a un fuoco, di ritorno dalla caccia, vivo ancora una volta per miracolo, non si è mai saziata. Forse abbiamo iniziato a raccontare per lei, non per noi. Non lo facciamo per sopravvivere, per esorcizzare la morte, per salvare qualcosa o qualcuno dall’oblio. Lo facciamo per fame: la sua. Ora le do in pasto la mia storia.

Forse per un po’ mi lascerà in pace…”

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