Interviste

Intervista all’autore: Alessandro Galdi

Buongiorno lettrici, buongiorno lettori,

vi presento con piacere il protagonista dell’intervista di oggi e cioè Alessandro Galdi, autore del libro “Seppur immobili” pubblicato da “Bookabook”.

Se volete recuperare la mia recensione, vi basta cliccare qui.

Intervista

1 – Com’è nata l’dea di scrivere il tuo libro “Seppur Immobili”?

L’idea è nata da un incontro con un mio caro amico, a cui ho fatto una dedica nel libro. Eravamo in un ristorante e io gli ho esposto uno dei miei pensieri assurdi che mi giravano nella testa (si tratta del racconto che ora si intitola “Cappuccino”). Normalmente, dopo che uno ti racconta una vicenda del genere, ti guarda con le sopracciglia aggrottate e dice: “Ma… stai bene??”. Invece lui mi ha guardato e mi ha detto: “Mmh… dovresti scriverlo”. Tornato a casa, ho trasferito tutto su carta e piano piano è diventato tutto ciò che sarebbe dovuto essere, ossia il bisogno di espressione.

2 – Mi descriveresti il tuo libro con tre aggettivi?

Il mio romanzo si basa sulla dicotomia cruento-bizzarro che, a mio parere, sono le caratteristiche che definiscono l’assurdo, cioè qualcosa che vuole essere inaspettato, potente, surreale, che crea sentimenti contrastanti, inappropriati, ma allo stesso tempo appropriati . Un altro aggettivo è sicuramente “intimo”, per me e per chi legge, facendo proprio ogni vicenda.

3 – Ci potresti raccontare un po’ del titolo?

“Seppur Immobili” vuole dare l’dea del movimento interiore che contraddistingue ognuno di noi e ci rende essere in continuo divenire, a seconda delle esperienze e delle emozioni che associamo. Questo movimento è secondo prospettive terze impercettibile, ma ci trasforma ogni giorno. Intende dare anche giustizia a tutto ciò che il nostro corpo mostra a livello microscopico e che, guardando la globalità di una persona, si lascia in secondo piano.

4 – Com’è nata la tua passione per la scrittura?

Un mio amico ha scritto un libro di poesie e, vedendo quanto è stato importante per lui, insieme abbiamo capito che poteva essere la strada per esprimere il nostro mondo interiore. E da qui mi ricollego alla prima domanda.

5 – Quali sentimenti e/o emozioni provocano, secondo te, la lettura dei tuoi racconti?

Io spero che i lettori possano provarle un po’ tutte, orrore, rabbia, disgusto, paura, tristezza, gioia, fierezza, stupore, curiosità, benessere. Vorrei che ognuno riuscisse a sentirsi e a indagarsi in ogni suo aspetto.

6 – Ci puoi raccontare, se c’è, un aneddoto sul tuo libro?

Nel racconto “Attesa”, parte di quello che è descritto l’ho immaginato nel momento stesso in cui ero davvero nella sala d’attesa del mio medico di base e la frase riportata riguardo l’ambrosia è presa testualmente da un foglio attaccato su una bacheca sopra alla parete.

7 – Se puoi anticiparci: progetti editoriali futuri?

Non ne ho uno preciso al momento. Ho scritto qualche breve “componimento” molto sensoriale, mi piacerebbe fare qualcosa più legato ai bambini e, perché no, scrivere ancora racconti di questo genere.

8 – Come ti descriveresti con tre aggettivi?

Sensibile, creativo, impacciato.

9 – Quali sono le tue passioni e hobby?

Suono il basso elettrico, spaziando diversi generi e pratico il Tai Chi Chuan. Spesso vado a vedere mostre artistiche e quando posso mi piace fare trekking.

10 – Infine una curiosità: qual è stato il tuo ultimo libro che hai comprato e/o letto?

L’ultimo libro che ho comprato è stata una raccolta di racconti di John Cheever “Una visione del mondo”. L’ultimo che ho letto è stato il fumetto Manga di Inio Asano “La fine del mondo e prima dell’alba”.

Biografia

Sono Alessandro Galdi, nato a Rho il 6 giugno 1996. Sono laureato in Terapia della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva e mi occupo di prevenzione, abilitazione e riabilitazione di bambini e adulti con disturbi del Neurosviluppo. Suono il basso elettrico, con anche esperienze di live, e mi piace vedere concerti di grandi rock e metal band, oltre che artisti jazz e funk. Pratico il Tai Chi Chuan per la sua attenzione al vissuto corporeo. Sia la musica che le arti marziali sono di grande ispirazione per la mia professione e per la scrittura e lo sono stati indirettamente per la mia raccolta di racconti “Seppur Immobili”.

Ti ringrazio molto di aver partecipato all’intervista.

Alla prossima!

Gabrio

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