Interviste

Intervista all’autore: Giuseppe Puonzo

Buongiorno a tutti voi !

Questa settimana a rispondere alle mie domande c’è Giuseppe Puonzo, autore del libro “Le strade di papà” della casa editrice “Scatole Parlanti”

La mia recensione al suo libro la trovate qui.

Biografia

Giuseppe Puonzo, 37 anni, sposato con due bimbi di uno e tre anni.

Laureato in scienze della comunicazione, ho la specialistica in comunicazione di massa e multimediale e un master in giornalismo (che finirò martedì!)

Lavoro come responsabile nel reparto tessile e promozionale di una tipografia di Venaria

Vivo a Cuneo

amo viaggiare e guidare i go kart.

prima o poi imparerò anche a nuotare.

Intervista

 1 – Come è nata l’idea di scrivere il tuo libro “Le strade di papà”

Era un piccolo sogno che volevo realizzare da un po’ di tempo. Raccontare le esperienze in giro per il mondo perchè non fossero più solo mie: una sorta di debito di gratitudine per ciò che avevo potuto vivere. Così ho iniziato a scrivere, senza sapere in realtà né se quelle pagine sarebbero mai diventate un libro, né se sarei stato capace di arrivare alla fine.

Poi è nata Benedetta, in questo modo così rocambolesco, e allora il debito di gratitudine che stava lì da un po’ è diventata un’esigenza. Ho provato a unire questi due pezzi di vita, quelli in giro per il mondo e quelli del primo anno di un papà, alternandoli e agganciandoli fra loro creando dei punti di contatto. E ne é venuto fuori il libro.

2 – Mi descriveresti il tuo libro con tre aggettivi?

Ti direi autentico, perché racconta, seppur un po’ romanzati, dei pezzi di vita veri

Ironico, perché credo che l’ironia bella sia un modo straordinario di riempire al vita.

Profondo, perché prova ad andare a scavare alla radice di alcune emozioni.

3 – Un pregio e un difetto dei due protagonisti marito e moglie?

Pregio del marito la determinazione. Difetto un po’ di egocentrismo.

Pregio della moglie la tenacia. Difetti ce ne sarebbero mille (:-)), diciamo l’impulsività.

4 – Che sensazioni hai provato mentre scrivevi il tuo libro?

Quelle di un ciclista all’inizio di una gara: il percorso fa un po’ paura, sai che qualche salita la trovi, sai che respiri nelle discese, sai che quando tagli il traguardo ti senti gratificato. E un po’ anche emozionato

5 – Il tuo libro è molto profondo e pieno di messaggi importanti. Quale vorresti arrivasse subito al lettore?

L’idea del bello. L’idea che puoi riempirti la vita anche là dove abitano gli ultimi, e mentre riempi la tua, riempi anche un po’ la loro. L’idea che il bene non ha né un prezzo né un limite: dipende da noi.

6 – Puoi anticiparci se hai in progetto un altro libro?

Volentieri: sì, l’ho iniziato. Non sarà la continuazione, non sarà simile.

7 – Come ti descriveresti con tre aggettivi?

Mi descriverei come determinato, rispettoso, umano.

8 – Ci puoi raccontare, se c’è, un aneddoto sul tuo libro?

Volentieri. c’è stato un momento che avevo sul tavolo tredici proposte per la pubblicazione. Ne avevo scelto una, era giovedì. Il lunedì scadeva il termine ultimo per accettarla. Nel week end avrei risposto accettando.

Il giorno dopo, venerdì, mi scrisse l’ufficio di Alter Ego, manifestandomi l’interesse alla pubblicazione. Mi piaceva tantissimo come casa editrice, era una di quelle che speravo mi rispondesse.

Telefonai, dicendo che dovevo fare tutto in due giorni perché il lunedì dovevo dare una risposta alla casa editrice che avevo scelto.

Mi dissero di aspettare un giorno: il direttore editoriale, Danilo, nel week end lesse il manoscritto e mi rispose la domenica, dicendomi che gli era piaciuto molto. Il martedì ero a Viterbo a firmare il contratto con loro.

9 – Quali sono i tuoi autori e libri preferiti: puoi citarmene un paio?

Amo molto Baricco, per quel modo di scrivere così complicato ma così bello.

Mi piace Gramellini, per quelle parole che vanno avanti da sole, come fossero lì in fila da sempre.

10 – Infine una curiosità: qual è stato il tuo ultimo libro che hai comprato e/o letto?

L’ultimissimo è stato “Lacrime di sale”, di Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa.

Grazie di aver partecipato alla mia intervista

Ciao

Gabrio

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