Interviste

Intervista all’autore: Lucio Magherini

Ciao a tutti !!!

Oggi ho il piacere di proporvi l’intervista fatta a Lucio Magherini, autore del libro “Colpa libera tutti” edito “Scatole Parlanti”

Per leggere la mia recensione potete cliccare qui.

Biografia

Lucio Magherini: sono nato a Firenze, il 13 Novembre del 1978, e sono cresciuto in un paese di provincia, Rufina. Ho ereditato la passione per la lettura da mia mamma e sono passato presto dai fumetti ai romanzi di avventura, per poi approfittare dei libri di mia sorella maggiore, anche lei schiava dello stesso vizio.

Pur facendo una scelta di studi molto lontana da questo interesse (sono un perito in elettronica e telecomunicazioni), ho continuato a coltivarlo grazie anche ad un professore d’italiano che, nonostante in quel contesto scolastico la sua materia fosse sostanzialmente ignorata, faceva il suo lavoro con grande passione; una volta diplomato ho trovato lavoro in un’azienda che realizza sistemi di monitoraggio ambientale di Protezione Civile (ci lavoro tuttora, dopo più di 20 anni), iniziando come tecnico trasfertista in tutta Italia.

Essendo spesso lontano da casa, nella maggior parte delle occasioni da solo, iniziai a spendere le serate in albergo nello scrivere qualche riga, anche se a quel tempo non avevo l’ambizione e la costanza di portare a compimento qualcosa di strutturato. Dopo essere passato ad un lavoro di ufficio, prima come responsabile di reparto e poi al commerciale, negli ultimi anni ho dedicato sempre più tempo e impegno alla scrittura; ormai è diventata una passione che non posso far a meno di seguire, a prescindere dai risultati che potrò o non potrò ottenere.

Nel 2016 ho terminato e auto pubblicato in ebook il racconto “E’ solo lunedì”; l’anno successivo, il racconto “Le acque dell’Edron” ha vinto la prima edizione del concorso Il Borgo Italiano ed è stato pubblicato sulla rivista web Il Colophon di Antonio Tombolini Editore. “Colpa Libera Tutti”, pubblicato a luglio del 2019 per la casa editrice Scatole Parlanti, è il mio primo romanzo

Intervista

 1 – Come è nata l’idea di scrivere il tuo libro “Colpa libera tutti”?

Il primo spunto l’ho avuto riguardo all’ambientazione, facilmente condizionato dal fatto che in quei giorni stavo percorrendo la Via degli Dei, tra Bologna e Firenze; prendendosi il suo tempo, come io stesso ero costretto a fare nei tratti di cammino più duri, l’idea ha preso forma, immaginando su quegli stessi passi un gruppo di vecchi amici, obbligati a fare i conti con il proprio passato.

2 – Mi descriveresti il tuo libro con tre aggettivi?

Intenso, cupo, dissociato.

3 – Un pregio e un difetto dei protagonisti?

Presi nel loro complesso, è nel ricordo del senso di appartenenza che li univa da ragazzi che i protagonisti mostrano quel poco di virtù di cui dispongono; allo stesso modo, nell’ingenuità di credere che i propri desideri non possano che realizzarsi, e nella superbia di conoscere il mondo quando non si conosce nemmeno sé stessi, i personaggi fanno trapelare la loro vera natura.

Per quanto riguarda la personalità di Francesco, voce narrante del romanzo, questa è rimasta sospesa per così tanto tempo che il ritrovare i vecchi compagni la plasma di nuovo come creta bagnata, con la dolcezza di Viola e il pragmatismo di Stefano.

4 – C’è un messaggio in particolare che vorresti arrivasse ai tuoi lettori?

Nessun messaggio, piuttosto l’idea di fondo che muove tutto il romanzo, imperniata su quanto il senso di colpa possa essere distruttivo, specialmente nel suo essere malcelato specchio di egocentrismo.

5 – In quale momento della giornata preferisci scrivere?

La sera, lasciando girare a vuoto i vinili sul piatto senza dar peso al tempo che passa.

6 – Puoi anticiparci se hai in progetto un altro libro?

Ho da poco terminato un nuovo romanzo, in cui ho voluto cimentarmi con quello che, insieme al noir, è il mio genere preferito: la fantascienza. Seppure molto diverso dal precedente, anche questo lavoro presenta il tema del viaggio come percorso di scoperta e consapevolezza del protagonista. Nel tempo che mi sono concesso tra una rilettura e la successiva, mi sono dedicato ad un racconto che potrebbe, forse, diventare qualcosa di più.

7 – Come ti descriveresti con tre aggettivi?

Meticoloso, riflessivo, equilibrato.

8 – Ci puoi raccontare, se c’è, un aneddoto sul tuo libro?

Il palloncino rosso che Francesco scorge tra gli alberi durante l’escursione con i suoi vecchi compagni è lo stesso che mi sono trovato davanti io, da qualche parte in un bosco, risalendo il passo della Futa; i commenti del ragazzo con cui mi trovai a fare quei chilometri non erano poi così diversi da quelli che Mario, il più giovane della banda, rivolge a Francesco nel libro.

9 – Un libro che ti piaciuto molto e uno che ti ha deluso?

Facendo torto a molti altri, “La confraternita dell’uva” di Fante è in ogni caso uno dei miei preferiti; per trovare una delusione ho dovuto fare uno sforzo di memoria in più, forse perché, dal mio punto di vista, non vale la pena tenere quei titoli a mente. Dopo aver dato un’occhiata in giro per casa mi sono ricordato di “Cane mangia cane” di Bunker.

10 – Infine una curiosità: qual è stato il tuo ultimo libro che hai comprato e/o letto?

L’ultimo libro che ho letto lo avevo, in realtà, comprato molti mesi prima, insieme ad altri a cui ho dato la precedenza (una delle cose che preferisco dei libri è che non hanno una scadenza). Il titolo è “Il condominio”; sono convinto che J.G. Ballard non ha niente da ridire sul mio ritardo.

Ti ringrazio di aver risposto alle mie domande

Alla prossima

Gabrio

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