Interviste

Intervista all’autore: Stefano Mattia Pribetti

Ciao a tutti,

il protagonista dell’intervista di oggi è Stefano Mattia Pribetti autore del libro “Fuori i gemelli” edito da “Edizioni Efesto”

Per leggere la mia recensione potete cliccare qui.

Biografia

Stefano Mattia Pribetti vive a Trieste, è giornalista pubblicista e lavora per una testata locale occupando il ruolo di vice responsabile. I suoi racconti sono stati premiati in diversi concorsi letterari tra cui il Premio Subway Letteratura 2015.

“Fuori i gemelli” è il suo primo romanzo, finalista regionale alla quarta edizione del Premio La Giara di Rai/Eri.

Intervista

1 – Come è nata l’idea di scrivere il tuo libro “Fuori i gemelli”?

A 22 anni la noia mi ha portato a scrivere una mia rivisitazione de “Le relazioni pericolose”. Aveva un titolo imbarazzante e ci avevo ficcato dentro una sotto – meta trama che strizzava l’occhio a “The watchmen”. Chissà cosa volevo dimostrare, fatto sta che quella cosa è rimasta a marcire in un cassetto fino all’età della (diciamo) ragione.

Un decennio di esperienze di vita dopo mi sono reso conto che quei personaggi erano ancora parte di me, e insieme a me erano (diciamo) maturati. Non erano male, erano solo usciti troppo presto e nella storia sbagliata. Così, ormai trentaduenne, ho riaperto quel cassetto, e ci sono finito dentro per altri due anni. Quando ne sono uscito avevo in mano “Fuori i gemelli”, la rivisitazione di una rivisitazione. Ho giurato a me stesso che sarebbe finito nelle librerie a una sola condizione: niente pubblicazioni a pagamento. E così è stato. Nostante il posto in finale al premio La Giara è stato un travaglio.

2 – Un pregio e un difetto di Angelica?

Creatrice e distruttrice. Ma non so quale sia il pregio e quale il difetto. Non sono neanche sicuro che siano aggettivi

3 –  Mi descriveresti il tuo libro con tre aggettivi?

Uncinato, vellutato, rovente

4 – Ci puoi raccontare, se c’è, un aneddoto sul tuo libro?

Un’amica mi ha ringraziato perché il libro l’ha aiutata a capire che doveva lasciare il ragazzo. Non riceverò mai complimento migliore. Quando scrivo non penso a cambiare il mondo e tantomeno la gente, ma è un piacere aiutare a far chiarezza. Anche quel ragazzo è un mio amico, spero non lo sappia mai.

5 – Che sensazioni hai provato mentre scrivevi “Fuori i gemelli”?

Fatica, senso di impotenza, solitudine, giornate a guardare lo schermo, voglia di buttare il computer dalla finestra e seguirlo a ruota. Scrivere un libro richiede ricerca, pianificazione e pazienza, perché i punti ciechi sono sempre dietro l’angolo. Eppure quando le mani vanno da sole sulla tastiera, quella per me è l’attività umana più simile al volo. Tutta quella ricerca nel mondo reale mi serve a tenere i piedi per terra.

6 – Come ti descriveresti con tre aggettivi?

Relativo, isoscele, verde scuro

7 – Puoi anticiparci se hai in progetto un altro libro

In “Fuori i gemelli” c’è una storia dentro la storia: uno dei personaggi scrive un graphic novel. È quella sottotrama fantascientifica della prima versione, non sono riuscito a lasciarla andare. La storia viene solo accennata ma inizialmente doveva essere incorporata nel libro, che avrebbe dovuto essere in parte a fumetti. Alla fine ho deciso di separare i due progetti e lasciare solo la parte scritta, ma i testi di quel fumetto sono già pronti, così come gli schizzi preparatori (di Andrea Tich, lo stesso che ha disegnato la copertina). Riprenderemo in mano la situazione anche se prima vorrei scrivere qualcos’altro, senza figure.

8 – Oltre alla scrittura quali sono le altre tue passioni?

Ho un diploma di shiatsu e so sciare ma non le chiamerei passioni divoranti. Tendo al distacco e all’apatia, di grande passione ma ne ho una sola. Spero rimanga sempre con me, mi ha tenuto a galla in ogni situazione.

9 – Quali sono i tuoi autori e libri preferiti: puoi citarmene un paio?

Amore senza fine per Jonathan Frenzen e Bret Easton Ellis. Però i miei libri preferiti non li hanno scritti loro. Sono “Il mondo secondo Garp” di Irving e “Il libro del riso e dell’oblio” di Kundera. In tutto ciò, da ragazzino ho iniziato a scrivere grazie a Palahniuk, gli devo troppo per non nominarlo. Anche qua abbiamo un quadro abbastanza dissociato.

10 – Infine una curiosità: qual è stato il tuo ultimo libro che hai comprato e/o letto?

Nicolai Lilin, Educazione Siberiana. È l’ultimo che ho letto per intero, ma l’ultimo acquisto non lo ricordo. Da tempo mi sono imposto di leggere quelli che ho incautamente accumulato.

Grazie mille di aver risposto alle mie domande

Alla prossima

Gabrio

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