Interviste

Intervista all’autore: Vincenzo Capretto

Buongiorno a tutti !!!

Oggi Vincenzo Capretto, autore del libro “Il volto dell’inganno” edito “Dialoghi”, è il protagonista dell’intervista.

Se volete leggere anche la mia recensione del suo thriller, la trovate qui.

Biografia

Vincenzo Capretto è nato a Napoli nel 1979 ed è un militare della Marina Militare. Attualmente vive a Roma. Nel 2011 si è laureato all’Università della Tuscia di Viterbo in Scienze Organizzative e Gestionali. È giornalista pubblicista e collabora come redattore per la testata sportiva online “Footballweb” e per la rivista online di profilo economico-finanziario “Kompetere Journal”. IL VOLTO DELL’INGANNO è il suo romanzo di esordio.

Intervista

1 – Com’è nata l’idea di scrivere il tuo libro “Il volto dell’inganno”?

A luglio del 2019 avevo deciso che per il mio quarantesimo compleanno del successivo ottobre avrei fatto qualcosa per me stesso. Uscivo da una separazione che aveva lasciato grossi segni sul mio “io”.

L’idea iniziale era scrivere un’autobiografia. Avevo buttato giù anche qualcosa. Poi, qualche ora dopo, mi ero reso conto che non era quello che realmente sentivo e sinceramente in pochi avrebbero letto l’autobiografia di un perfetto sconosciuto.

Ero a La Spezia dove vivevo, ricordo che erano le ventidue circa quando mi dissi che avrei dovuto provare a scrivere un thriller, visto che è sempre stata la mia passione. Calcolate che all’età di quattro anni ho visto L’esorcista.

Andai a dormire con quest’idea. Durante la notte sognai quello che si legge nel primo capitolo. Mi svegliai alle tre e iniziai a scrivere più o meno il mio sogno. L’indomani ritoccai quello che avevo scritto. La notte successiva sognai il prologo, mi risvegliai e continuai a scrivere.

La prima cosa che ho scritto totalmente è stato il prologo, ancora prima di aver ultimato la trama. L’ho scritto immaginando di “entrare” al buio nella prima scena del libro e con una macchina fotografica (con flash) iniziare a scattare foto a caso.

Circa una settimana dopo, girovagando su internet avevo scoperto che l’ambientazione del primo capitolo in realtà era un posto esistente: Valsolda, Como. Non chiedetemi come sia possibile perché non lo so. In quei luoghi non c’ero mai stato. Su suggerimento di un amico ad agosto presi lo zaino ed andai in macchina sul Lago Ceresio a respirare l’ambiente e vedere la zona. La trama credo che l’ho conclusa subito dopo il rientro, a fine agosto.

Ho scritto il libro in ogni momento che avevo libero e vista la mia vita abbastanza “agitata”, non è stato per nulla semplice. Nella notte di Natale l’ho ultimato definitivamente.

2 – Mi descriveresti il tuo libro con tre aggettivi?

Coinvolgente, incalzante, sorprendente.

3 – Un pregio e un difetto dei protagonisti?

Alessandro: Stacanovista, un esempio per tutti – È perennemente insoddisfatto

Beatrice: Estroversa, molto socievole – Troppo impulsiva.

Greta: Apparentemente non ha pregi, ma… – Introversa.

Ricardo Juan Jimenez: Scaltrezza e furbizia. – La sua sicurezza, la sua presunzione è irritante.

4 – In quale momento della giornata preferisci scrivere?

Sera/notte. Tendenzialmente dalle 22 alle 2.

5 – Come ti organizzi per la stesura del libro?

Prendo appunti, i più svariati. Successivamente passo a uno schema e infine stendo la trama. Senza avere la trama completa non inizio. Ovviamente, però, durante la scrittura posso fare dei cambiamenti. Nella stesura del VOLTO DELL’INGANNO non credo di aver utilizzato uno stile innovativo, ma se dovessi dargli un nome credo che lo chiamerei “schema a forma di pino”, come l’albero. La trama principale rappresenta il tronco, le storie secondarie i rami. Provo spesso ad allontanare il lettore dalla principale linea narrativa, facendolo immergere in una storia secondaria, da cui potrà ricavare ulteriori dati utili per ricostruire la trama portante.

6 – Puoi anticiparci se hai in progetto un altro libro?

Molto dipenderà dal tempo che riuscirò a ritagliarmi.

Ho messo nel cassetto una trama di un romanzo drammatico sentimentale: quattro storie d’amore che si intrecciano a Roma. Chissà un giorno forse lo riprenderò.

Ho invece, seriamente, iniziato a lavorare a un nuovo thriller psicologico. Non voglio dire altro.

7 – Come ti descriveresti con tre aggettivi?

Caparbio, sognatore, estroverso.

8 – Ci puoi raccontare, se c’è, un aneddoto sul tuo libro?

Ne avrei più di uno, ma ne menziono solo due.

Quando ad agosto nel 2019 sono stato sul Lago Ceresio e Lago di Como, scrivevo un po’ ovunque; in ogni angolo; giravo con un taccuino e prendevo appunti.

Una sera mi trovavo a cena in un ristorante sul Lago di Como. Mentre mangiavo mi fermavo spesso a scrivere appunti. A metà serata iniziai a notare che le cameriere del locale mi osservavano e confabulavano fra loro. A fine cena, in attesa del caffè, si presentò al mio tavolo il direttore del locale, che con molta garbatezza mi chiese perché prendevo appunti e chi fossi. Lo guardai stranito. Mi spiegò che era preoccupato che potessi essere un critico culinario appartenente ad una rivista (per esempio la guida Michelin) e che mi trovassi lì per recensire il suo ristorante. Una volta spiegato l’arcano scoppiammo a ridere entrambi.

Giusto un anno dopo, grazie all’aiuto dell’edicola del paese, Edicol Solda, sono riuscito a fare una presentazione del VOLTO DELL’INGANNO proprio a Valsolda. La proprietaria dell’edicola, ha avuto la gentilezza di offrirmi vitto e alloggio nella sua casa vacanza. Quando ho superato l’uscio dell’ingresso, mi sono sentito attirato dal terrazzo. Messi i piedi sul balcone ho voltato il mio viso a sinistra, i miei occhi si sono gonfiati istantaneamente di lacrime: avevo davanti proprio la veduta, l’angolazione di Valsolda che avevo fatto nel mio sogno. Il cerchio si era chiuso, ero proprio nel posto dove qualcuno o qualcosa volesse che fossi. Tra l’altro sono stato accolto con affetto da tutti.

Voglio sottolineare che Valsolda è una piccola perla, un paradiso che Madre Natura ci ha donato e che, purtroppo, in pochi conoscono. Magari non tutti sanno che era la dimora estiva dello scrittore Antonio Fogazzaro. Quest’ultimo ambientò buona parte della sua trilogia, composta da Piccolo mondo antico, Piccolo mondo moderno e Il santo, proprio a Valsolda e nei suoi dintorni.

9 – Un libro che ti è piaciuto molto e uno che ti ha deluso?

Misery non deve morire di King, resta, al momento, il mio preferito.

Tendenzialmente nessun libro mi ha mai deluso, ognuno mi ha sempre lasciato qualcosa. Se proprio devo rispondere, ultimamente sono rimasto un po’, direi perplesso, dal Suggeritore di Carrisi. Ti spiego, sicuramente non posso criticare uno scrittore che considero il miglior autore italiano del genere thriller e che continua a vendere milioni di libri, ma ci sono alcune contraddizioni e alcuni passaggi in questo libro abbastanza inverosimili, tali da lasciarmi un pizzico di amaro in bocca a fine lettura. Ribadisco resta un punto di riferimento per chi si affaccia a questo genere.

10 – Infine una curiosità: qual è stato il tuo ultimo libro che hai comprato e/o letto?

Piccola Imperfetta, un fantasy dell’esordiente Daniele Murgia, Edito dalla Dialoghi.

Nonostante non sia il mio genere preferito, è riuscito a farmi affezionare dopo poche pagine ai suoi personaggi. Sembra apparentemente solo una storia per bambini, in realtà risulta essere molto profonda e adatta anche a un pubblico adulto.

Ti ringrazio di aver riposto alle mie domande !

Ciao

Gabrio

Share:

Scrivi un commento