Recensioni

Chiamami papà

Titolo:  Chiamami papà

Autore: Marco Palagi

Editore: Giovane Holden Edizioni

Collana: Battitore libero

Pagine: 263

Prezzo: € 15,00

Uscita: 1 novembre 2020

Recensione

Marco Palagi ci propone il suo nuovo libro “Chiamami papà”, edito “Giovane Holden Edizioni”, la cui lettura è assolutamente molto gradevole e piena di sentimento. Infatti già dal titolo si intuisce qualcosa, ma solo leggendolo ed addentrandosi nella storia si scopre quanto, questo romanzo, sia colmo di buoni sentimenti e quanta strada il protagonista ha dovuto affrontare per arrivare ad affermare quella frase che in copertina.

Un percorso che per lui non è stato facile e che si complica a causa di alcuni colpi di scena inaspettati, ma che dimostra la sua tenacia, la sua forza interiore, una volta presa consapevolezza del suo importante ruolo paterno.

La scrittura di Marco Palagi è molto profonda, scorrevole e particolarmente incisiva, a tratti ironica. Riesce ad affrontare il tema in modo molto preciso e dettagliato, anche tenero, come lo sono pure le sue descrizioni. Ho trovato molto avvincente ed appassionante anche il fatto della presenza delle due voci, che si alternano tra i vari capitoli: una di Lorenzo (il padre) e l’altra della figlia Emma che gli cambierà la vita, in meglio e in modo costruttivo, come in genere fanno tutti i bambini con i loro genitori:

“La verità è che abbiamo bisogno dei bambini per sentirci dire che valiamo qualcosa”(quarta di copertina)

Il romanzo è, indubbiamente, molto intenso, arriva al cuore anche perché è schietto e sincero, senza giri di parole e senza passaggi scritti per far colpo sul lettore. Durante la lettura si viene sorpresi, a volte, da alcuni avvenimenti che non ci si aspetta, in tal modo il ritmo ne risente positivamente, infatti non è mai una lettura noiosa o monotona.

Da parte mia ho provato molte emozioni a 360 gradi, infatti ho riso, ho temuto, mi sono rattristato, ho pianto, ho sorriso.

La penna dello scrittore è garbata, ogni tanto malinconica, mai fuori forma e riesce a cogliere e a trasmettere i momenti salienti della storia facendoli arrivare al lettore, cercando di far in modo che percepisca ciò che provano i protagonisti. Oltre al padre e alla figlia, c’è l’importante figura della madre Linda che ha un ruolo centrale di assoluta importanza.

In “Chiamami papà” si assiste a come Lorenzo, seppure con fatica e superando le molteplici problematiche, prende atto del suo importante ruolo di padre e, passo, dopo passo, cresce, matura e diventa consapevole della realtà.

Marco Palagi non si risparmia e ci propone una storia vera, profonda, attuale in cui l’amore è protagonista in tutte le sue forme, senza però eccessi, né forzature. Non vi anticipo altro, ma risulta molto interessante notare la maturazione di Lorenzo e la sua crescita anche interiore.

I passaggi che meriterebbero di essere citati sono diversi, ve ne propongo, quindi, uno tra le prima pagine:

“Ma in questo momento papà è lontano anni luce dal diventare padre, diciamo che è lontano dall’essere una persona responsabile, mi chiedo spesso come sia potuto passare dall’uomo che è oggi all’uomo che sarà tra pochi anni. Ma nonostante tutto gli voglio tanto bene”

“Chiamami papà” è un libro istruttivo che, nel corso dei capitoli, mostra come un uomo irresponsabile, immaturo e, diciamolo pure, inizialmente con un pessimo carattere, riesce a cambiare, migliorandosi e riuscendo a diventare un uomo in gamba in grado di riuscire ad affrontare la sua burrascosa vita e ricoprire al meglio il suo meraviglioso ruolo di papà.

Trama

Lorenzo, alle soglie dei quarant’anni, si trasferisce a New York lasciandosi alle spalle un matrimonio fallito e una professione, quella di necroforo, quantomeno inusuale. Gli Stati Uniti, patria delle seconde opportunità, gli appaiono come la meta ideale dove poter ricominciare. L’incontro con la giovane Linda da un lato lenisce quanto di irrisolto si è portato dentro per lungo tempo, dall’altro lo costringe a fare i conti con la sua ambivalenza nei confronti della paternità: diventare padre, infatti, è molto diverso dal sentirsi padre.

È una decisione che limita, imprigiona, conforma: sembra quasi una legge sociale non scritta ma inesorabile. E il mestiere di genitore gli appare come una responsabilità che lui, ancora privo di un suo posto saldo nel mondo, non si sente di assumere. La vita però è imprevedibile e le sue convinzioni si sgretolano quando finalmente stringe tra le braccia la sua piccola Emma. A quel punto, niente è come lo aveva immaginato fino a poco prima.

Emma affianca la propria voce di neonata fiduciosa e splendente a quella del papà, per narrare in un’alchimia di momenti drammatici, episodi spassosi, pagine insieme brillanti e commoventi, l’avventura che ha portato lei ad affacciarsi al mondo e lui a sconvolgere tutta la propria esistenza.

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