Recensioni

I negativi

Titolo: I negativi

Autore: Daniele Morgese

Editore: Giulio Perrone Editore

Collana: Fiamme

Pagine: 357

Prezzo: € 20,00

Uscita: 5 agosto 2021

Recensione

Daniele Morgese ci propone il suo romanzo d’esordio dal titolo “I negativi” e firmato dalla casa editrice “Giulio Perrone Editore”. Il libro fa parte della collana “Fiamme” che ho scoperto, leggendo anche altri romanzi, di apprezzare parecchio.

La storia che lo scrittore ci propone si articola su più livelli temporali perché racconta non solo il presente con protagonisti Andrès e la madre Martina, ma anche il passato in cui si narra del padre Jean-Luc Auteuil, al secolo Gianluca Auterri, famoso fotografo. Il ragazzo non ha mai conosciuto suo padre e ciò crea in lui molte domande e una certa dose di rabbia mista ad odio verso l’uomo che pare averlo abbandonato.

La scrittura di Daniele Morgese mi ha conquistato immediatamente fin dalle prime pagine, infatti ho divorato il romanzo, leggendolo in modo spedito e con grande interesse, curiosità ed attenzione. Il suo stile è assolutamente gradevole, appassionante e stimolante. Infatti, non c’è neppure un momento di noia e neanche un tempo morto. Lo scrittore riesce a incuriosire i suoi lettori costruendo una storia ricca anche di mistero e di grandi sentimenti seppure di vario genere.

“I negativi” risulta un romanzo tutto in divenire, infatti man, mano che si procede nella lettura si arricchisce di diversi elementi e particolari che ci permettono di entrare sempre di più nella vicenda e nelle vite dei tre principali protagonisti, oltre di altri personaggi che danno il loro contributo alla storia aggiungendo anche un po’ di “pepe”, di intrigo e di ulteriore mistero.

Leggendo “I negativi” mi sono letteralmente appassionato alla storia, mi sono sorte molte curiosità e domande alle quali Daniele Morgese è stato davvero bravo a rispondere, strada facendo nel corso dei capitoli, tenendo sempre viva la mia attenzione e dosando bene tutte le varie informazioni e i vari ingredienti del romanzo.

A mio avviso, il libro è molto ben strutturato e lo stile narrativo dello scrittore fa in modo che l’attenzione non cali mai, ma anzi riesce ad elettrizzare e a far sorgere sempre qualche domanda e curiosità in più. Alcuni passaggi mi hanno emozionato parecchio, li ho trovati intensi, profondi, ricchi di interrogativi e di momenti di riflessioni.

La storia in sé ha anche passaggi che ci invitano a fermarci un attimo a riflettere sull’argomento, specialmente perché, man, mano che si procede nella lettura, veniamo a conoscenza di ulteriori elementi che risultano anche importanti.

I tre personaggi principali: padre, madre e figlio, sono descritti bene e risultano le tre anime, molto diverse, del romanzo, tre mondi e tre modi di pensare e di agire. Tutto ciò rende “I negativi” ricco di spunti, di sfumature e di momenti anche emozionanti, oltre a dei passaggi in cui gli attriti tra i protagonisti vengono a galla, facendo nascere delle discussioni e mettendo in luce alcune verità.

Sono stato letteralmente conquistato da questo romanzo per vari motivi: per la scrittura, per la storia che diventa sempre più avvincente ed appassionante, per i personaggi molto ben delineati ed in particolare Andrès a cui è impossibile non affezionarsi. Sarebbero molti i passaggi che vorrei riportarvi, ma preferisco invitarvi a procurarvi il libro e a leggerlo perché vi assicuro che merita parecchio. Daniele Morgese ha scritto un romanzo d’esordio che non lascia indifferenti, ma anzi invita alla riflessione e provoca emozioni di diverso genere. Ve lo consiglio davvero tanto!

Qui sotto trovate, invece, l’incipit:

“Non avrei mai pensato di arrivare a questo punto. Certo, a volte mi sono sentito vicino a farlo, e una volta ero talmente preparato da aver predisposto tutto il necessario. Ma all’ultimo mi sono sempre tirato indietro. Adesso non c’è più possibilità di ritornare sui miei passi. Devo farlo, una sola volta, che valga per sempre.

Ho pensato al come. Dirlo a voce? Mi sarebbe mancato il coraggio. Mi sarei fermato a metà discorso, colto dai rimorsi e dalla viltà da sempre mi fa da disdicevole compagna. Avrei sentito su di me gli sguardi di tutti e la vergogna sarebbe stata troppo pesante da sopportare. Scriverlo? Questa mi è sembrata la scelta più adatta, abbastanza da convincermi, una volta tanto. Ma poi sono sorti ulteriori dilemmi. Su un foglio di carta bianco? No, magari uno ingiallito dalle sigarette fumate qui, in attesa degli ennesimi risultati provenienti dalla camera oscura in cui ho affogato abbozzi di arte e realtà. No, troppo banale…” 

Trama

Andrès ha vent’anni, vive a Parigi con la madre e non ha mai conosciuto, il padre, Jean-Luc Auteuil, al secolo Gianluca Auterri, fotografo celebrato e ammirato, che è riuscito a imprimere la storia in un’immagine. A pochi giorni dall’inaugurazione della mostra dedicata al proprio lavoro, Gianluca si toglie la vita, confessando in una lettera di essere un imbroglione. Andrès è arrabbiato: si può perdere due volte una persona che non si ha mai avuto accanto per davvero? Come può piangere un padre che lo ha abbandonato?

Di certo non può abbandonare la madre, Martina, che lo ha cresciuto con amore e ha forgiato un legame unico e indistruttibile. Mamma e figlio partono allora per Milano, c’è il funerale a cui partecipare, l’appartamento del defunto da riorganizzare: è proprio qui che Andrès si imbatte in una stanza tappezzata di proprie foto. La sua unica certezza crolla: perché il padre li ha abbandonati? Era davvero l’uomo egoista e superficiale che ha sempre immaginato?

Il tarlo inizia a rodere fino a portarlo di notte nell’appartamento del padre, dove trova una lettera, e il suo diario. In quelle pagine scopre la versione di Gianluca sul successo inaspettato, sulla storia con Martina, sulla propria nascita. A chi dare ragione? Qualcuno ha ragione?

Rovistando nel passato dei genitori, Andrès scopre l’unica verità possibile, che non esiste verità. Daniele Morgese, con una scrittura che gronda dolore, insegna che ogni storia ha il suo negativo, la sua versione inversa e speculare e soprattutto che figli e genitori sono umani allo stesso modo, con sogni, insicurezze, paure e meschinità, sono immagine gli uni degli altri, mutui specchi di scampoli di vita.

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