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Il grande amore di mia madre

Titolo:  Il grande amore di mia madre

Autore: Urs Widmer

Editore: Keller

Collana: Vie

Pagine: 159

Prezzo: € 15,50

Uscita: 14 marzo 2019

Traduzione: Roberta Gado

Recensione

“Il grande amore di mia madre” è un libro breve, ma molto intenso e profondo, una storia accattivante ed interessante, piena di sfumature.

All’interno del romanzo ci sono pochi dialoghi, c’è un voce narrante, ma non poteva essere diversamente, secondo me, perché solo così arriva nel modo migliore, dritto al lettore, tutta la storia narrata da Urs Widmer.

I protagonisti sono Clara e Edwin. Lei è una donna ricca e molto innamorata di lui che è un direttore d’orchestra squattrinato. Clara si lascia trasportare dai profondi sentimenti che prova per Edwin e lo accompagna ovunque lui vada a dirigere, mettendosi anche a disposizione per aiutarlo. Si nota il grande cuore della donna, il forte sentimento che nutre, che va oltre tutto il resto. Il colpo di scena è però dietro l’angolo, infatti le cose cambieranno notevolmente e la metteranno a dura prova, dato che saranno molte le difficoltà, anche fisiche, che dovrà affrontare.

Si respira molta sofferenza, ma anche tanta forza interiore da parte di Clara, seppure inizialmente risulta, secondo me, più fragile a causa della sua forte devozione ed apatia nei confronti di Edwin.

Tutto ciò ci viene raccontato, come vi ho anticipato sopra, da una delicata voce narrante che regala al libro una dose di tranquillità nonostante, a volte, la tragedia si prende il suo ampio ruolo da protagonista.

“Il grande amore di mia madre” sembra anche volerci trasmettere il fatto che nella vita accade che il destino decida di prendersi gioco di noi, cambiandoci le carte in tavola, come è successo duramente alla donna. Ed è in questo momento dell’esistenza, cioè davanti alla prove più difficili, che esce il vero carattere della persona. Tutti noi abbiamo dentro una grande forza, ma essa sarà espressa al massimo solo davanti alle tragiche situazioni della vita. Fateci caso.

Dall’altra parte invece, per quanto riguarda Edwin, si osserva la sua grande crescita sia lavorativa che come persona. Due esistenze che si scambiano, due vite che diventano una l’opposta dell’altra, facendo assaporare a loro, gioie e dolori. Tutto ciò viene raccontato nel periodo degli anni venti con i vari avvenimenti, spesso tragici, che li contraddistinguono, rendendo in tal modo ancora più difficile la vita a Edwin (che però ne esce bene) e specialmente a Clara che inizia il suo declino.

Il ritmo del romanzo scorre senza soste, l’ho trovato estremamente lineare,  ci trasporta nel corso delle sue pagine senza attimi di pausa, ma ci lascia osservare, da fuori, i giorni dei due protagonisti e della situazione di quel periodo che stava mutando notevolmente, in modo assai difficile e problematico. La scrittura  è assolutamente limpida e di ottima qualità.

Mi sono fatto trasportare da questo romanzo, dalla sua potenza narrativa che a volte, forse, era troppa, infatti occorre essere preparati ad affrontare situazioni anche delicate e tristi.

La lettura, quindi, la consiglio a chi vuole un libro su cui riflettere sulla esistenza che a volte muta, relegando, in un angolo, chi stava bene e facendogli affrontare dure prove per ritornare alla vita.

Qui sotto vi riporto le prime righe:

“Il grande amore di mia madre è morto oggi. Era una vecchia quercia, sano fino al midollo anche in punto di morte. È crollato per terra mentre sfogliava, chino sul leggio, una pagina della Sinfonia in Sol minore di Mozart. Quando lo hanno trovato, stringeva nella mano rigida un brandello della partitura, gli squilli dei corni all’inizio dell’Adagio. Una volta aveva detto a mia madre che la Sinfonia in Sol minore è il più bel brano musicale mai composto. Leggeva da sempre le partiture come altri leggono i libri.

Trama

Clara è figlia di un’agiata famiglia borghese nella spensieratezza degli anni Venti. Quando conosce Edwin, dominato dalla grande passione per i compositori moderni, se ne innamora: non ha dubbi, è l’uomo giusto. Lo segue e lo sostiene nel sogno di dirigere dal nulla un’orchestra che porti al mondo una musica mai sentita.

Ma proprio mentre a lui arridono fama e successo, Clara conosce i rovesci della fortuna e, con la crisi del Ventinove, si ritrova povera in un’Europa che ben presto scivolerà verso guerre e regimi.

“Il grande amore di mia madre” è il ritratto tra finzione e verità – tratteggiato dal figlio – di una donna consumata da un sentimento assoluto, silenzioso e irriducibile, per uno dei più celebri direttori d’orchestra svizzeri. Ma questo romanzo piccolo e intensissimo è anche un cammeo che raffigura con la vivacità della scrittura di Urs Widmer il mondo travolto dalla storia del Novecento, il genio di artisti e compositori e i sogni delusi di riscatto sociale.

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