Recensioni

Ingrid Bergman’s holidays

Titolo: Ingrid Bergman’s holidays

Autore: Danilo Marigo

Editore: Augh!

Collana: Frecce

Pagine: 200

Prezzo: € 14,00

Uscita: 30 novembre 2018

Recensione

Questo è il secondo libro che leggo di Danilo Marigo. Il primo è stato “La guerra dei baccalà e altri cinque strani casi di arte pedatoria” costituito da racconti. Invece questo suo ultimo lavoro è un romanzo e anche qui, però, ritorna nuovamente la tematica del calcio come una delle varie protagoniste.

Ho letto il libro anche incuriosito da questo cambio di genere per rendermi conto di come potesse variare, eventualmente, lo stile narrativo dell’autore. Devo ammettere che ha saputo giocare bene le sue carte, infatti mi ha stupito perché tutto è molto avvincente ed interessante grazie alle varie storie che vengono narrate. Se nell’altro erano appunto racconti, qui sono più storie comunque collegate che danno vita al romanzo.

C’è la parte dedicata all’incontro con la grande Ingrid Bergman e la parte del calcio che evidentemente è una delle grandi passioni dell’autore, dato che in essa sa destreggiarsi assolutamente molto bene. In questo modo riesce a conquistare sia gli appassionati di cinema, sia quelli di sport.

Tutto è amalgamato abbastanza bene e risulta di piacevole lettura, inoltre lo stile è, come sempre, scorrevole. Forse in alcune passaggi, a mio avviso e secondo i miei gusti personali, si dilunga leggermente, ma comunque riesce a tessere un romanzo appassionante, con un certo grado anche di mistero, tanto da infondere curiosità in noi lettori e a stimolarci nel proseguire con la lettura.

Il protagonista, Ålf Ericsson, è un donnaiolo, forse un po’ troppo esagerato dato che non si mai sfuggire nessuna occasione di conquista, ma risulta comunque essere una persona pure garbata e disponibile con gli altri. Si intuisce anche la sua testardaggine nel voler raggiungere i suoi scopi e i suoi obiettivi.

La storia viene narrata con diversi passaggi descrittivi, sia per quanto riguarda i personaggi, che per i paesaggi,  in modo da permettere al lettore di immaginarsi le scene con facilità e di prendere parte alle azioni dei protagonisti. Personalmente mi sono innamorato dei luoghi che ci ha presentato tra le varie pagine ed è riuscito a stuzzicarmi la voglia di visitarli.

Tra alcuni colpi di scena ed un ritmo a volte serrato e coinvolgente, Danilo Marigo ci narra, quindi, le vicende di Ålf Ericsson e anche di Jakob, all’interno del mondo calcistico, giornalistico e del cinema. Intorno a loro ruotano anche altre figure tra cui quella di zia Rose, di Anna (la compagna di Ålf che è rimasta a casa durante il suo viaggio), di Xavier , di Elin .

Una vicenda, perciò, che spazia molto, senza perdere mai il filo della narrazione, infatti risulta tutto ben curato. Una chicca, che tengo a segnalare perché mi è piaciuta moltissimo, è la presenza, tra i vari capitoli del libro, di diverse foto in bianco e nero che si rifanno alle vicende che vengono narrate o comunque sono legate alle varie storie.

“Ingrid Bergman’s holidays” è un romanzo originale ed accattivante, con tematiche adatte per gli appassionati del genere e che magari potrebbero anche incuriosire chi non si ritrova in esse.

Per quanto mi riguarda ho trovato alcuni capitoli più interessanti rispetto ad altri e ciò, a volte, mi ha rallentato nella lettura, ma in conclusione è stato un libro piacevole e curioso.

Qui sotto vi riporto un passaggio del libro:

“Il mio unico proposito dal lassù era di portare a termine la missione per cui ero venuto, non volevo strafare, mi conoscevo bene, una volta fallito qualsiasi buon proposito mi sarei sentito più verme di prima. Certo che, quando si è perso il passato, è possibile che ciò accada anche per il presente e per il futuro.

Quando ero in viaggio, quelle poche volte, come a Skagen, mi sentivo leggero, senza radice alcuna. La vita passata ritornava, ritornava l’inconcludente ma sempre seducente sensazione di fragile equilibrio a cui ero esposto. A Fjällbacka tutto ciò poteva non accadere ?”

Trama

Nel 1958, in Svezia va in scena la sesta edizione dei Mondiali di calcio. Un’occasione unica per un giornalista sportivo come Ålf Ericsson, donnaiolo impenitente che però si trova fuori dalle grazie del proprio direttore e relegato alla pagina di cronaca per motivi disciplinari.

Giunto da Stoccolma a Fjällbacka per intervistare la diva Ingrid Bergman, che trascorre le vacanze su una stupenda isola poco distante, Ålf entra presto in contatto con le vicende locali e viene a conoscenza delle inquietudini di un certo Jakob, calciatore di origine sami caduto in disgrazia e arenatosi su quei lidi per essere dimenticato.

I due hanno in comune la necessità di dare una svolta alle rispettive esistenze; il passaggio della Svezia sotto i riflettori della rassegna iridata e alcune nuove conoscenze nel mondo del jet set, gravitante nell’orbita Bergman, suggeriscono ad Ålf un’idea per riscattarsi.

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