Recensioni

L’ ombra del glicine

Titolo:  L’ ombra del glicine

Sottotitolo: Una storia vera

Autore: Antonio Lidonnici

Editore: Edizioni Effetto

Collana: Effetto nero

Pagine: 387

Prezzo: € 18,00

Uscita: 15 settembre 2020

Recensione

Antonio Lidonnici ci propone il suo romanzo d’esordio “L’ombra del glicine” pubblicato dalla casa editrice “Edizioni Effetto”. La scelta del titolo non ve la svelo, ma lascio a voi scoprirla leggendo il libro.

Devo ammettere che dalla trama le mie aspettative sono subito schizzate in alto e, pur essendo abbastanza corposo in fatto di pagine, ho sperato di non sbagliarmi. Ebbene…vi dico subito che lo promuovo a pieni voti. Infatti l’ho letteralmente divorato in un giorno e mezzo, ci avrei messo anche meno, ma ho dovuto, ogni tanto interrompere, a malincuore, la lettura, perché gli impegni del momento mi chiamavano.

Il punto forte sono sicuramente i personaggi, in particolare i due protagonisti Claudia e Alfio che movimentano la storia con la loro presenza, i loro caratteri ben marcati e il loro modo di agire. Intorno a loro ruotano tanti altri personaggi, tra cui i componenti della famiglia della ragazza.

La scrittura è agile, snella e molto scorrevole. Inoltre tutto è reso ancora più intrigante grazie ai diversi colpi di scena e ad un’atmosfera ogni tanto misteriosa e cupa. Quasi nulla è prevedibile e il lettore si trova catturato dalla storia senza riuscire a staccarsi dalle pagine che si girano con impeto e curiosità per scoprire il proseguimento dei vari avvenimenti.

“L’ombra del glicine” è un romanzo assolutamente appassionante che non lascia tregua, ma invoglia a continuare la lettura grazie anche alle descrizioni avvincenti e ad un ritmo che, a volte, toglie il fiato.

Indubbiamente i personaggi sono ben caratterizzati e devo ammettere, per esempio, che Alfio, a mio parere, è terribilmente antipatico e insopportabile. Ciò mi ha reso ancora più curioso di scoprire il succedersi dei vari avvenimenti e delle diverse dinamiche che Antonio Lidonnici descrive davvero bene.

Il romanzo risulta, a mio avviso, molto ben curato in ogni suo dettaglio, nelle sue descrizioni e nei suoi dialoghi. I personaggi si riescono ad immaginarli assai bene, anche caratterialmente e i vari luoghi, in cui sono ambientate le diverse scene, sembra di vederli chiaramente come se fossimo lì presenti.

Durante la lettura ho provato anche qualche brivido e quel senso di adrenalina che mi ha fatto capire, quindi, che stavo leggendo il libro giusto per me.

Alcune scene sono abbastanza toste, forti, ma fanno parte della storia e quindi è giusto che siano così. Indubbiamente si provano diverse sensazioni, anche rabbia e timore, ma pure speranza. A volte si vorrebbe entrare nella storia per intervenire personalmente, la lettura infatti non ci fa restare fermi, ma provoca un senso di desiderio di voler far qualcosa per dare una mano, per agire. Tutto è davvero appassionante e, senza accorgersene, si arriva alla fine del giallo, anche un po’ dispiaciuti perché è terminato.

Devo fare i miei complimenti a Antonio Lidonnici perché con questo romanzo d’esordio è partito col botto. Infatti, il suo libro lo inserisco tra i miei preferiti del 2021. La sua scrittura riesce a catturare subito l’attenzione del lettore e, specialmente, ad invogliarlo nella lettura che diventa frenetica perché la storia è molto avvincente e ricca di colpi di scena, come ho scritto anche sopra.

Se desiderate, quindi, un libro che vi conquisti e non vi lasci tregua, se amate i romanzi tinti di giallo ben scritti e con personaggi di spessore, allora “L’ombra del glicine” fa al caso vostro. Personalmente ve lo consiglio caldamente!

Concludo con l’incipit:

“Mauro guarda spegnersi l’ultimo neon del reparto produzione. Se non chiamo Serafino per sistemare il relè, prima o poi si brucia, pensa. Poi getta il mozzicone oltre la balaustra e rientra in ufficio. Sono già tre mesi che Ines non va più a fare le pulizie lì dentro, e si vede.

La polvere ricopre il piano in ebano della scrivania che domina l’ufficio dalla parete opposta alla porta. Alle spalle l’ampia vetrata, che dovrebbe affacciare sulle colline della Val Fontanabuona, se solo oggi la nebbia non avesse deciso di fare la sua comparsa. Quando Mauro aveva rilevato il capannone quella vetrata non esisteva e il suo ufficio era uno spogliatoio privo di aperture sull’esterno, con due ventole che facevano circolare l’aria.

Era però rimasto colpito dalla posizione che occupava il locale rispetto all’intero capannone: in alto, a dominare tutto il reparto produzione, al quale si collegava tra mite una scala metallica. A Mauro ispirava un che di presidenziale e aveva deciso che sarebbe diventato il suo ufficio. Li negli anni aveva accolto fornitori e clienti, più o meno importanti…”

Trama

Genova è la città dei dualismi. Basta voltarsi dall’altra parte e il mare diventa monte, il levante ponente e le discese salite. Una sera un imprenditore genovese si volta dall’altra parte, e la vita diventa morte. Qualche mese più tardi, sua figlia Claudia, che ancora non ha metabolizzato la morte del padre, conosce Alfio, un uomo affascinante, vent’anni più grande di lei.

Attratta dalla sua maturità e dal suo carisma, la ragazza si perde in una relazione totalizzante, che la allontana dalla sua città e dai suoi affetti. Anche Claudia si volta dall’altra parte, e la luce di un presente fatto d’amore e passione si trasforma nell’oscurità di un futuro pieno di bugie, soprusi e violenza. Riuscirà a uscirne?

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