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La forma del silenzio

Titolo:  La forma del silenzio

Autore: Stefano Corbetta

Editore: Ponte alle Grazie

Pagine: 234

Prezzo: € 16,00

Uscita: 27 agosto 2020

Recensione

“La forma del silenzio” , che ho avuto il piacere di leggere in anteprima, è il nuovo libro di Stefano Corbetta. La storia provoca in noi un turbine di sensazioni e di emozioni. Il romanzo ha al suo interno una certa dose di mistero, di tenerezza.

Insieme alla protagonista Anna, sorella del piccolo Leo, affrontiamo le varie pagine, ricche di umanità, cercando di farci un’idea sull’andamento delle vicende passate e presenti che, infatti, si intrecciano e ci coinvolgono nei vari avvenimenti.

Passando da un capitolo al successivo ci si rende conto che niente sarà più come prima. Il tempo passa ed anche le persone mutano, crescono, maturano, solo le ferite spesso restano aperte, nonostante si tenti di andare avanti. Tutti i personaggi cercano, a loro modo, di procedere nella propria vita e si ritroveranno sicuramente cambiati per sempre.

Molti dovranno imparare a convivere con la loro sofferenza, i propri rimorsi e rimpianti. Non sarà facile, per alcuni, proseguire, ma si ammira, per esempio, Anna per la sua tenacia, per la sua forza interiore che, secondo me, dimostra, man, mano che si procede con la lettura.

Se Leo è di una tenerezza pazzesca e ci fa scendere qualche lacrima, la sorella l’apprezziamo per il suo carattere e il suo enorme attaccamento al fratello. Anche Elsa, la madre dei due, ha un suo modo di reagire ma, a volte, si vorrebbe poterla guardare dentro per capirla meglio, perché, secondo me, sembra vada avanti vivendo nel suo mondo.

Durante la lettura si assisterà al riaprirsi di vecchie ferite che cambierà per sempre la vita e quel pizzico di equilibrio, che pareva esserci nuovamente, vacillerà.
Stefano Corbetta ci propone una storia a tratti molto intensa, con una certa dose di mistero che dona al romanzo quella giusta quantità di attesa e di desiderio di scoprire come si concluderà. Il ritmo, a mio avviso, è molto lineare, tutto è come ovattato, ma si percepisce che non resterà sempre così, ed infatti comincerà a farsi sentire, tra il silenzio delle pagine, fino ad esplodere provocandoci qualche brivido

Il suo stile narrativo è sicuramente coinvolgente e si sente il suo grande attaccamento a questa storia, infatti riesce a farci conoscere bene i vari personaggi. Indubbiamente sono molte le domande che sorgono, sia a loro, che a noi lettori ed insieme, in particolare ad Anna, si cerca di dare delle risposte.

“La forma del silenzio” è un romanzo particolare, perché oltre a raccontarci la vicenda al suo interno, ci impone di ascoltare ed interpretare una certa dose di silenzio, di cose non dette di cui, forse, alcune resteranno, almeno per qualcuno, lì per sempre. Inoltre ci aiuta anche ad ascoltare le voci intorno, a riflettere dentro di noi e ci dimostra come sia faticoso accettare la sofferenza, la mancanza di qualcuno a noi caro.

Stefano Corbetta col suo romanzo “La forma del silenzio” ci regala molto su cui pensare e ci propone dei personaggi molto ben delineati che riescono a colpire le nostre emozioni.

Un libro profondo, a volte un pugno nello stomaco per alcuni momenti di sofferenza ben evidenti, ma, una volta concluso, vi lascerà molto, non è un romanzo che scivola nel dimenticatoio.

Vi riporto un passaggio dalla quarta di copertina:

“Se doveva dire qualcosa, stringeva gli occhi e si metteva a tracciare segni nell’aria senza mai distogliere lo sguardo da chi gli stava di fronte, una preghiera che recitava con il corpo, parole mute che sgorgavano da un angelo ferito”

Trama

Leo ha sei anni. È nato sordo, ma la sua infanzia scorre serenamente. Con la sua famiglia, Leo parla la Lingua dei Segni, e quella degli affetti, che assumono forme inesplorate nei movimenti delle mani dei genitori e della sorella Anna. Ma è giunto il tempo della scuola e Leo viene mandato lontano da casa, a Milano, in un istituto che accoglie bambini come lui. Siamo ai tempi in cui nelle scuole è vietato usare la Lingua dei Segni.

All’improvviso per Leo la vita diventa incomprensibile, dentro un silenzio ancora più grande di quello che ha vissuto fino a quel momento. Poi, in una notte d’inverno del 1964, Leo scompare.

A nulla servono le ricerche della polizia: di Leo non si ha più notizia. Diciannove anni dopo, nello studio della sorella Anna, si presenta Michele, un compagno di Leo ai tempi della scuola. E inizia a raccontare la sua storia, partendo da quella notte d’inverno.

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