Recensioni

La misura del tempo

Titolo: La misura del tempo

Autore: Gianrico Carofiglio

Editore: Einaudi

Collana: Einaudi. Stile libero big

Pagine: 288

Prezzo: € 18,00

Uscita: 5 novembre 2019

Recensione

Il nuovo libro di Gianrico Carofiglio (autore di cui ho letto spesso vari libri e che ho avuto l’enorme piacere di conoscere dal vivo, qualche giorno, grazie ad una presentazione riservata ad alcuni noi blogger e di cui ringrazio Einaudi per l’invito) è un legal thriller molto avvincente in cui il tempo gioca un ruolo importante nel corso della storia. Infatti esso fa riferimento a diversi momenti, tra cui quello passato e quello processuale, ed entrambi hanno un ruolo importante all’interno della storia.

Ritroviamo, quindi, una nuova avventura con protagonista Guido Guerrieri, tanto caro sia all’autore, che a tutti noi lettori. Inoltre a fargli compagnia in questo nuovo libro c’è Lorenza, una sua vecchia fiamma. Per entrambi si nota che è passato del tempo, in particolare per la donna che non è più come lui la ricordava, ma molto più spenta e molto meno curata. Durante la lettura del libro ripercorreremo alcuni momenti della loro storia passata.

Oltre a loro due faremo la conoscenza di altri personaggi, prima tra tutti Iacopo, il figlio di Lorenza. Il ragazzo si trova in carcere e, per un motivo particolare (che scoprirete leggendo il libro), ha bisogno di un nuovo avvocato che possa salvarlo dall’accusa di omicidio volontario.

La scrittura di Gianrico Carofiglio è elegante e come sempre coinvolgente, precisa, dettagliata ed in questo caso forse lo è ancora di più poiché ci sono diversi capitoli che si svolgono in un’aula di tribunale. Specialmente in questi momenti si nota la grande bravura dell’autore e di come sia ben preparato sugli argomenti trattati e sulle leggi tanto da permettere, magari ai lettori che non conoscono del tutto l’argomento, di poter comunque seguire la vicenda dato che ci sono dei passaggi abbastanza tecnici.

Il processo non sarà assolutamente facile, né veloce, ma ricco di diverse problematiche.

Ho trovato molto interessanti i personaggi presenti nel libro e ciò grazie alla bravura di Carofiglio nel descriverli e dare al lettore, in alcuni casi, la possibilità di avere su di loro pareri anche discordanti. In particolare la figura di Lorenza che è quella che può portare ad opinioni maggiormente contrastanti e ciò credo sia ottimo sotto vari punti di vista. Infatti ciò può dar vita ad un confronto costruttivo tra noi lettori. Se un libro permette di far dialogare chi lo legge significa, secondo me, che è  ben scritto ed avvincente.

I capitoli si alternano, spesso, tra presente e passato, tra la vicenda che si svolge in tribunale e la storia passata tra Guido e Lorenza che ci permette di conoscerli meglio e di farci un’idea più precisa e dettagliata di quella che fu la loro relazione. Inoltre ho percepito, ogni tanto, tra le pagine, una certa dose di malinconia specialmente per quanto riguarda i due protagonisti principali.

Oltre a questo ho trovato interessanti alcune arringhe di Guido Guerrieri che mi hanno tenuto incollato alle pagine, forse anche perché sono appassionato del genere ed attirato dallo svolgimento del processo che Carofiglio riesce a rendere veramente molto interessante.

Voglio anche segnalare alcuni passaggi, specialmente verso la fine (che è una delle parti che più ho gradito) assai profondi.

“La misura del tempo” è indubbiamente indicato a coloro che sono appassionati del genere legal thriller essendoci ampie parti che si svolgono in tribunale, agli amanti del giallo e della scrittura ben curata, ricca di dettagli precisi e tecnici. Inoltre, in questo caso, trovo che pure i personaggi siano degli elementi importanti perché riescono a catturare la nostra attenzione ed intrattenerci con curiosità ed interesse.

Qui sotto un passaggio del libro, ma vi consiglio anche l’ultima parte perché è ricca di momenti costruttivi e da ricordare.

“Qualcuno ha scritto che bisognerebbe essere capaci di morire giovani. Non nel senso di morire davvero. Nel senso di smettere di fare quello che fai quando ti accorgi di avere esaurito la voglia di farlo, o le forze; o quando ti accorgi di avere raggiunto i confini del tuo talento, se ne possiedi uno…”

Trama

Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario.

Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza.

Comincia così, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali.

Una scrittura inesorabile e piena di compassione, in equilibrio fra il racconto giudiziario – distillato purissimo della vicenda umana – e le note dolenti del tempo che trascorre e si consuma.

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