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La ragazza che non c’era

Titolo: La ragazza che non c’era

Autrice: Cinzia Bomoll

Editore: Ponte alle Grazie

Collana: Scrittori

Pagine: 222

Prezzo: € 16,00

Uscita: 11 ottobre 2022

Recensione

Ѐ uscito in libreria il primo giallo di Cinzia Bomoll, pubblicato da “Ponte alle Grazie” ed intitolato “La ragazza che non c’era”.

La trama mi ha conquistato subito e il titolo mi ha incuriosito. Inoltre la mia voglia di leggere libri gialli è, specialmente in questo periodo, molto alta, quindi mi sono tuffato immediatamente tra le sue pagine.

La storia è scorrevole ed appassionante. Fin dall’inizio si entra in contatto con la vicenda e si fa la conoscenza della protagonista Nives Bonora, l’ispettrice a cui viene affidato il caso. Man mano che si procede con la lettura si scoprono ulteriori dettagli, non soltanto sulla storia gialla, ma anche sulla donna e si scopre che è umanamente molto interessante. Infatti la sua figura mi è piaciuta tanto e spero di poter leggere, in futuro, altri libri con lei protagonista.

“La ragazza che non c’era” ha diversi colpi di scena che appassionano ulteriormente, ha un ritmo dosato nel modo giusto che ho apprezzato, seppure essendo sempre assetato di adrenalina ne avrei gradita in maggior dose, ma ciò riguarda i miei gusti personali.

Intorno all’ispettrice Nives Bonora, ruotano altri personaggi chiave, che con lei hanno molto a che fare, dato che rientrano nella sua quotidianità. Tra questi troviamo Brandi, con cui ha Nives ha alti e bassi anche in amore; il padre (ex carabiniere e col quale ha un rapporto non del tutto idilliaco) e la dolce nonna della protagonista (in cui trova un appoggio e un po’ di benessere), tutte figure diverse e molto carismatiche. Oltre a loro, ovviamente, anche altri che alimentano la storia e, inoltre, inserirei tra di loro anche un oggetto, un taccuino, che risulta molto utile, scoprirete tutto leggendo il romanzo.

La penna di Cinzia Bomoll mi ha affascinato e conquistato fino al punto da apprezzare molto il suo romanzo e quindi di promuoverlo assolutamente.

Tornando a Nives Bonora devo ammettere che il suo carattere, la sua forza ed il suo modo di affrontare le varie situazioni e le diverse problematiche non mi hanno lasciato indifferente e sono convinto che riuscirà a conquistare pure voi. Ѐ una protagonista che lascia il segno, che colpisce e che si apprezza. Una volta finita la lettura del giallo si intuisce pure che si sentirà la sua mancanza. Per questo motivo spero arrivi presto, tra gli scaffali, una sua seconda storia, anche per saperne di più su di lei. Mi auguro, quindi, che “La ragazza che non c’era” sia la prima indagine di una lunga serie. Per essere il suo giallo d’esordio bisogna ammettere che è ben riuscito e perciò mi complimento con Cinzia Bomoll.

Per chi ama, quindi, questo genere di libri, consiglio caldamente di non perdere la prima indagine di Nives Bonora e di lasciarvi incuriosire da questa nuova ispettrice e dalla storia narrata in questo libro. In tal modo potrete scoprire anche la penna di Cinzia Bomoll e la sua grande capacità, secondo me, di tenere il lettore incollato alle pagine.

Concludo proponendovi, qui sotto, l’incipit:

“Il telefono trillò con la suoneria di Telefonami tra vent’anni di Lucio Dalla. Desiderio neanche tanto inconscio che chiunque la cercasse potesse rimandare la conversazione ai posteri. Nives Bonora, trentatré anni a febbraio, odiava doversi rendere disponibile per una conversazione senza preavviso. Sbuffò ed estrasse il telefono dalla tasca dell’uniforme. Argenta.

Indecisa se rispondere subito o richiamare, optò per la prima soluzione. Anche solo per evitare la solita manfrina che le toccava quando non si faceva trovare.

«Dimmi».

«Si può anche salutare, eh?»

«Sì, ciao.

«Ciao e basta?»

«Sua Maestà buonasera! Qual mio onore la porta a telefonarmi?»

«Non fare la spiritosa. Non fai ridere»…”

Trama

Una ragazza viene ritrovata morta per un’overdose nell’ospedale psichiatrico abbandonato di Aguscello, nella bassa ferrarese. Non si riesce a capire chi sia. Ma nelle quarantott’ore che passano fra il ritrovamento del corpo e l’inizio degli esami autoptici, la ragazza sparisce. Qualcuno l’ha vista allontanarsi sulle sue gambe: un raro caso di morte apparente. E così l’ispettrice Nives Bonora, figlia dell’Emilia più genuina – passionale e pragmatica, dolente e vitale – si trova ad affrontare il caso di una ragazza fantasma e una storia marcia, perversa, in cui la malavita dell’Europa dell’Est va a braccetto con la migliore borghesia di Ferrara.

Il coraggio di Nives, la sua irruenza e una dose di follia la porteranno a osare troppo ma infine a risolvere il caso a modo suo, contro ogni attesa e ai confini della legge. Ma Nives dovrà anche affrontare i tanti «casini» della sua vita privata, dal rapporto col padre carabiniere in pensione a quello con la nonna che le ha fatto da madre, fino al commissario Brandi, suo capo ostile ma anche poco affidabile amante

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