Recensioni

L’erba cattiva

Titolo:  L’erba cattiva

Autore: Christian Di Capri

Editore: Independently published

Pagine: 301

Prezzo: € 9,90

Uscita: 26 giugno 2020

Recensione

Christian Di Capri ci propone il suo primo libro e lo fa con una storia che non passa inosservata. Infatti il thriller “L’erba cattiva” parte subito in quarta con una situazione molto particolare e, nel corso della narrazione, riesce ad attirare l’attenzione del lettore grazie ad una forte dose di intrigo, di mistero e di  colpi di scena.

Il protagonista, Alberto, non è sicuramente una persona particolarmente simpatica, anzi, secondo me, è veramente arrogante ed egocentrico, a volte irritante. Egli si troverà coinvolto in una situazione molto difficile e pericolosa insieme a Sara e ad un’altra misteriosa persona che è presente nella sua cantina e con il volto coperto da una maschera da clown. Inoltre, quest’ultima, è rinchiusa all’interno di una cella metallica. A questo punto, si entra nel vivo della storia e sarà una corsa contro il tempo per scoprire l’identità della donna e la motivazione di tutto ciò.

Ma non saranno gli unici protagonisti. Infatti man, mano che si procederà nella lettura, faremo la conoscenza di altri interessanti personaggi. Inoltre, capitolo, dopo capitolo scopriremo i loro caratteri e specialmente il loro lati nascosti.

“L’erba cattiva” ha sicuramente anche la sua ricca dose psicologica che lega i diversi personaggi. I vari capitoli sono, a volte, intervallati da alcuni flashback che hanno il merito di raccontarci meglio alcune situazioni, illuminandoci sui comportamenti di Alberto e degli altri componenti del gruppo protagonista.

Tutti gli uomini e le donne presenti nella storia hanno il proprio lato di mistero e un carattere interessante. Inoltre  risultano essere persone molto variegate e diverse tra di loro. A questo punto diventa interessante anche il fatto che ogni lettore avrà il proprio protagonista preferito.

La penna di Christian Di Capri è assai incisiva, scorrevole e, a tratti, forte per quanto riguarda alcune scene e passaggi. Tutto è, sicuramente, scritto in modo molto coinvolgente ed appassionante, ma, a mio parere, ci sono un paio di elementi da migliorare.

Ho letto il libro con grande foga, perché, indubbiamente, la storia è scritta bene a livello di coinvolgimento e alimenta la curiosità del lettore, riuscendo nell’intento di non permettergli di staccarsi dalle pagine.

Durante la lettura sorgono diverse domande perché il mistero, specialmente riferito ai personaggi ed alla particolare situazione, è ben alto. Qualche scena mi ha fatto storcere leggermente il naso, ma altre, invece le ho ritenute ben scritte e veritiere.

Il ritmo è sicuramente un elemento assai importante di tutto il thriller ed è quasi sempre molto ben costruito, infatti è in grado di mantenere alta la tensione narrativa. Altri ingredienti che caratterizzano il libro sono la cocaina, il sesso ed i gusti particolari, per esempio di Alberto. Tutto ciò regala alla storia una ricca dose di elementi molto discutibili, specialmente per i lettori più abituati a letture politicamente più corrette.

Quindi mi sento di consigliare “L’erba cattiva”, che già dal titolo e dalla copertina fa capire qualcosa di ciò che si potrebbe trovare al suo interno, ai lettori che non si scandalizzano di nulla, a chi ama le situazioni molto particolari e, ovviamente, a chi è appassionato di thriller con scene ben costruite.

Concludo riportandovi ciò che è presente in quarta di copertina:

“E’ un fottuto puzzle di parole… La situazione stava cambiando. Da semplice spettatore di un orribile spettacolo, stava diventando un attivo partecipante. Se non un’altra vittima.”

Trama

Se ciò che siamo e rappresentiamo oggi è frutto delle nostre scelte passate, beh, quelle di Alberto sono alquanto discutibili. Cresciuto con una indole perfida e prevaricatrice, ha ottenuto svariati successi: una bella casa, una famiglia amorevole, un buon lavoro nel digitale, pur essendo partito dal basso. La sua vita, dopo il divorzio, non ha avuto particolari ripercussioni dal punto di vista psicologico: ha continuato a bistrattare il prossimo, pur di ottenere ciò che vuole. Ha pure potuto sperimentare diverse pratiche sessuali con diverse escort di alta fascia.

Ma la vita, ad un certo punto, gli presenta il conto. Un pomeriggio si accorge che nella sua cantina di Zerbolò giace inerme una donna con il volto coperto da una maschera da clown. Non solo: la malcapitata è rinchiusa all’interno di una cella metallica. Tutto normale, se non fosse che quella cantina era in disuso da anni e prima c’erano soltanto vecchi mobili e scatoloni.

Chiamare la polizia è rischioso: si accorge di far parte di un piano ben studiato, e seguire le istruzioni del sequestratore dalla voce metallica gli sembra l’unica opportunità per uscirne indenne. Ma forse, questa volta, la sua capacità di divincolarsi dalle situazioni più ostiche non gli sarà di grande aiuto. I demoni del suo passato sono tornati in superficie.

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