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Malafollia. Racconti dal carcere

Titolo:  Malafollia. Racconti dal carcere

A cura di: Antonella Boldelli Ferrera

Editore: Giulio Perrone Editore

Collana: Le nuove onde

Pagine: 175

Prezzo: € 16,00

Uscita: 27 maggio 2019

Recensione

Questo è un libro di racconti particolari. Al suo interno ne troverete sei:

“Comma 22” di Michele Maggio

“Pensieri doppi” di Patrizia Durantini

“La crisalide” di Stefano Lemma

“Sesto Lario e Svastica” di Salvatore Torre

“Se bentana cunzada” di Sebastiano Prino

“Perché un pazzo che cos’è” di “Edmond”

Hanno una cosa in comune: sono stati scritti da chi il carcere lo ha visto o addirittura vissuto veramente.

Interessante è notare anche il binomio: follia-carcere che rende subito una certa idea della situazione vissuta e di ciò che può provocare.

Leggendo le varie esperienze si capisce la forte sofferenza e il fatto che, una volta scontati i propri anni ed usciti da là, nulla sarà come prima. Sia a livello sociale, ma specialmente per quanto riguarda il proprio “io”, il proprio stato mentale, caratteriale e psicologico.

L’esperienza del carcere è un qualcosa che segna a vita e ciò lo si capisce bene leggendo i vari racconti. Chi ha trascorso gli anni all’interno ha dovuto sostenere varie prove dure, la prima indubbiamente è quella con se stesso, che poi sarà la stessa prima prova da affrontare quando si apriranno le porte per la liberà.

Attraverso questi racconti si scopre cosa i carcerati pensano, le loro domande, le loro paure, le loro problematiche. Inoltre quando si avvicina il momento di uscire mi ha colpito il fatto che affrontano questo momento con grande paura e tensione.

Non in tutti i racconti le emozioni e le sensazioni sono uguali, ma in alcuni casi risultano molto più marcate e più forti. Infatti c’è chi le manifesta con forza e chi invece in modo più tranquillo.

Ho trovato anche diversi passaggi molto profondi ed alcuni che fanno venire i brividi sulla pelle.

Un libro che va letto, ma tenendo presente di cosa tratta. Occorre avvicinarsi a “Malafollia”, secondo me, con la grande consapevolezza del suo argomento e dell’umanità presente al suo interno. Del fatto che i protagonisti dei racconti hanno vissuto in una situazione assolutamente diversa dalla nostra e che li ha segnati a vita.

L’esperienza del carcere è indubbiamente una tra le più difficili e tragiche che una persona possa vivere. Inoltre penso che, una volta usciti, sia necessario obbligatoriamente un sostegno psicologico per permettere agli ex detenuti di inserirsi nuovamente nella società con un certo grado di consapevolezza, dando loro i consigli più giusti per affrontare la nuova vita.

“Malafollia. Racconti dal carcere” un libro potente, forte, carico di umanità e di momenti drammatici. Una lettura, forse non per tutti, ma che va fatta.

Trama

“Stai entrando nel gioco” disse il padre a Leonardo quando gli confidò che anche il suo mondo non era come quello degli altri. E Leonardo, dal gioco della follia, non uscì più. Edmond, invece, ricorda che quando era piccolo faceva piccoli tagli sotto un occhio e aspettava che colasse il sangue per gridare qualcosa al mondo, ma il mondo non gli rispose mai.

Michele sta fuori dal carcere, così crede, ma le “voci” lo perseguitano e lui non sa più chi sia né come si chiami. Né dove si trovi.

Patrizia rivede se stessa, a pochi mesi, in braccio alla madre alla Stazione Termini di Roma… Occhioni verdi e sguardo intenso, Patrizia non piange quando la mamma la porge a un’altra donna dicendo “Se ne occupi, faccia la cosa giusta per lei”. Sono trascorsi ventidue anni da quel giorno e Patrizia non piange neanche da dietro le sbarre di una cella, anche se scrive “In certi momenti esce fuori il mostro che è in te”.

Il regime di Elevato Indice di Vigilanza è quello che catapultò Bastiano dalla Sardegna alla sezione d’isolamento dell'”infame carcere abruzzese”. Se fosse rimasto un anno senza parlare con nessuno avrebbe perso l’uso della parola, così escogitò un sistema: cominciò a parlare da solo… “e mentre parlavo, mani solerti compilavano l’ennesimo rapporto disciplinare…”. Meglio che impazzire.

Sesto Lario aveva imparato a urlare dentro di sé la rabbia: “Un fallito, un fallito, un fallito!” gridava contro quel destino che non gli permetteva di essere l’artefice della sua vita. Ma poteva esserlo della sua morte.

I sei racconti di Malafollia sono scritti dagli autori che si sono distinti nel corso del Premio Goliarda Sapienza. Il leitmotiv è la follia dentro le mura di un carcere. Qualcosa che tutti loro hanno visto, vissuto, toccato. Storie di grande impatto emotivo che trascinano negli angoli più misteriosi della mente umana

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