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Nato per non correre

Titolo:  Nato per non correre

Autore: Salvo Anzaldi

Editore: Casa Sirio

Pagine: 288

Prezzo: € 16,00

Uscita: 16 maggio 2019

Recensione

“Nato per non correre” è un libro potente, molto interessante e scritto col cuore. Salvo Anzaldi ci racconta della sua vita, delle varie tappe che ha dovuto superare e lo fa con molta tranquillità, senza usare parole ad effetto per conquistare i lettori. Infatti non ne ha bisogno dato che è un libro estremamente interessante e coinvolgente, con una storia vera e sincera che ci tiene, fin da subito, attaccati alle pagine.

La scrittura è molto ben curata, precisa, grazie anche ai vari dettagli ed alle spiegazioni, sulla malattia, che l’autore ci illustra nelle pagine. Ne esce una storia molto incisiva e ci fa notare la grandezza umana di Salvo Anzaldi, il suo coraggio e la sua forza davanti alle avversità della vita e ai vari problemi che ha dovuto sostenere e superare, senza perdere la speranza, ma agendo con grande tenacia e ottimismo, nonostante tutto.

Egli, nella sua grande umanità e semplicità, ci regala, senza volerlo, dei preziosi insegnamenti su come reagire ed affrontare i problemi, specialmente fisici (nel suo caso molto gravi), che a volte la vita ci riserva. Ho avuto il piacere di conoscerlo dal vivo al “Salone del libro” di Torino e posso confermarvi la sua grande forza interiore, il suo ottimismo e la sua forza di volontà.

La storia che leggerete è assolutamente vera, toccante e forte, ci commuove ed allo stesso tempo ci invoglia a non arrenderci mai, ma a lottare per i propri sogni e per realizzare ciò a cui teniamo. Arriva spesso un momento in cui occorre sfidare se stessi, come appunto lui ha fatto egregiamente, dimostrando anche noi che possiamo farcela e crederci.

Il libro è diviso in capitoli, che chiamerei “le tappe della sua vita” fino al grande momento della maratona, che partono subito dopo il prologo e che ci permettono di conoscere meglio Salvo Anzaldi. Infatti veniamo a scoprire anche che tra le sue passioni c’è il calcio e la musica di Bruce Springsteen.

I vari capitoli li ho trovati tutti molto interessanti e coinvolgenti perché in modo schietto, sincero e dettagliato ci illustrano i vari momenti difficili ed il suo modo di affrontare le diverse situazioni. Si parte dall’infanzia, si passa all’adolescenza e il pallone, poi all’intervento, la maratona, la Grande Mela e si conclude con un capitolo assai importante e costruttivo intitolato “cinque pezzi facili” :

 “…per essere completa, la mia esperienza newyorkese deve ancora incastrare alcuni pezzi, cinque per la precisione, che si prenderanno il loro tempo e, uno alla volta, completeranno a dovere il mosaico che non dorme mai.”

 Indubbiamente si capisce che è riuscito a conquistare notevoli soddisfazioni, che, nel suo caso, valgono il doppio.

Anche da queste sue parole, si intuisce la sua grande forza interiore, la sua positività e la voglia di vivere. Ho letto con grande interesse “Nato per non correre” e mi ha trasmesso veramente molto coraggio, forza di volontà e i suoi insegnamenti ritengo siano davvero importanti per tutti noi perché, solo agendo come ci racconta nel suo libro, si può non farsi sopraffare dai problemi.

Ringrazio Salvo Anzaldi per questa grande lezione di vita che ha deciso di regalarci in modo vero e sincero, usando parole appropriate e mai per attirare l’attenzione, infatti ho trovato questa storia di una grande genuinità che arriva al nostro cuore in modo pulito ed intenso.

Consiglio vivamente a tutti di leggere questo libro, perché può solo fare del bene a tutti coloro che decideranno di tuffarsi tra le sue pagine, poiché sarà, infatti, anche una piccola rinascita personale oltre ad imparare molto circa la sua malattia che occorre assolutamente sapere.

Sono diversi i passaggi che vorrei citarvi, ma vi riporto ciò che trovate in seconda di copertina:

“Volevo una missione per le mie cicatrici e me ne hanno assegnata una all’ora di colazione, in  un’umida mattina del novembre 2014, al primo piano dell’Ospedale Infantile Regina Margherita.

-Sto per chiederti una cosa che ti sembrerà folle: te la senti di allenarti per la Maratona di New York del prossimo anno?

Trama

È possibile correre i 42 km della Maratona di New York con un ginocchio in titanio e una malattia considerata sinonimo di immobilità? Sì, e ce lo ha dimostrato Salvo Anzaldi, il 1 novembre 2015. Salvo è un giornalista, un appassionato di calcio e un fan sfegatato di Bruce Springsteen. Ma soprattutto Salvo è emofilico. Questo vuol dire che anche la caduta più banale può avere conseguenze molto serie: i versamenti delle articolazioni portano le cartilagini a consumarsi e le ossa a modificarsi, e mentre il dolore aumenta le possibilità di movimento diminuiscono.

La cosa migliore, per Salvo, sarebbe stata vivere una vita al riparo da ogni possibile trauma. Quella che racconta in questo libro, però, è una storia diversa, la storia di una persona che non ha mai voluto rinunciare a nulla, neanche a una singola, devastante partita di calcetto, a un viaggio dall’altra parte del mondo o, perché no, a essere il primo emofilico a correre la maratona più famosa al mondo.

Una corsa per dimostrare a se stesso e a ogni singolo emofilico che nessuna sfida è troppo grande da non poter essere affrontata e che, se ci credi, puoi arrivare dove non avresti mai nemmeno osato sognare.

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