Recensioni

Nel mare c’è la sete

Titolo: Nel mare c’è la sete

Autore: Erica Mou

Editore: Fandango Libri

Pagine: 221

Prezzo: € 16,00

Uscita: 12 marzo 2020

Recensione

“Non gli avevo rubato il cuore, me l’ero semplicemente ritrovato in borsa senza sapere cosa farmene”.

 La frase sopra è tratta dalla quarta di copertina di “Nel mare c’è la sete”, il libro d’esordio della cantante Erica Mou.

Nelle vesti di scrittrice devo ammettere che fa centro al primo tentativo per diversi motivi. Prima di tutto perché la scrittura è scorrevole, appassionante e molto particolare. Infatti il suo modo di esprimersi e di comporre è assolutamente nuovo e moderno.

Ciò che mi ha colpito è che ha un ritmo perfetto, infatti in alcune parti è più tranquillo, mentre in altri risulta, a mio avviso, più energico, movimentato. Ci sono diversi passaggi che risultano assolutamente poetici, gradevoli e mai banali. Inoltre essi, a volte, ci permettono di riflettere facendoci nascere delle domande.

I due protagonisti principali, Maria e Nicola, sono una coppia molto varia. Lei mi è sembrata più dura, tenace e sicura di sé, seppure poi scopriamo alcuni suoi dubbi, diverse sue incertezze ed anche una certa dose di sofferenza. Lui, invece, appare molto debole e sottomesso, inoltre risulta una persona insicura, dipendente e con un carattere per nulla forte.

Egli ha bisogno di certezze e di conferme. Lei, invece, spesso agisce di testa sua, a volte, anche in modo aggressivo e con freddezza. Due personaggi ben descritti e con molte caratteristiche introspettive che ci catturano. Maria, inoltre, ha un lavoro molto originale e si apprezza, nel corso del libro, il suo sforzo di essere sincera con se stessa, con Nicola e con chi le sta vicino. Mi ha colpito molto un passaggio in cui ha una discussione col marito: mi ha fatto immaginare il mare inizialmente calmo che man, mano si agita e le sue onde si alzano ed inghiottono tutto ciò che trovano lungo la loro strada.

Si respira, a tratti, un certa dose di tristezza e di solitudine. Inoltre si percepisce la sofferenza dei vari personaggi, compresi i genitori di lei che hanno perso una figlia. La vita di tutti non è mai lineare e tranquilla, ma ognuno vive le giornate in base agli eventi passati da cui sono stati segnati parecchio. Man, mano che ci si avvicina alla fine, la tensione sale, almeno è ciò che ho provato e la mia curiosità, di sapere come sarebbe finito, è stata molto elevata.

“Nel mare c’è la sete” è un romanzo che riesce a stupire, ad arrivare dritto e forte al cuore del lettore, provocandogli emozioni anche intense e di vario genere.

La penna di Erica Mou è parecchio incisiva e tenace, infatti sa come muoversi per lasciare il segno e catturare l’attenzione del suo pubblico. Tutto ciò avviene senza scorciatoie o trucchi particolari, ma semplicemente cucendo una storia molto umana e ricca di azione, di coinvolgimento e di sentimenti opposti.

Questo libro è ricco di sfumature, di scoperte, di sofferenze e di decisioni da prendere.

Sono rimasto sorpreso piacevolmente dalla delicatezza di Erica Mou e dalla sua profondità interiore.

“Nel mare c’è la sete” lo consiglio a chi ha desiderio di una storia scritta in modo nuovo e gradevole, a chi ha voglia di leggere un romanzo che trasmette molto.

Qui sotto vi riporto un passaggio del libro:

“Il vento mischia le carte in tavola. Sasso, forbici, carta. Quel gioco ci insegna che chi vince può anche perdere, e viceversa. Che non esiste certezza se un abbraccio distrugge le pietra. Così fa il vento, lentamente, senza ostentare forza. Ci sono vite che si lasciano erodere. E non è detto che tutti i passi lascino impronte. Questo pensavo, arrugginendomi lungo la via del ritorno.”

Trama

Maria e Nicola sono una coppia rodata, lui pilota di aerei, cuoco e genero perfetto (per quanto esprima la sua ansia in dolori notturni che gli stringono il corpo), lei un po’ meno perfetta, una di quelle donne che in borsa non trovano mai nulla e che, soprattutto, molti anni prima ha ucciso Estate, sua sorella. La famiglia di origine si è strutturata intorno a questo lutto, il padre ha smesso di andare in ufficio, la madre si è sforzata di avere rapporti con lei, la figlia rimasta.

Dopo aver passato anni a vivacchiare senza uno scopo, dopo il classico periodo a Londra, Maria ha messo su un eccentrico negozio: i clienti vanno da lei perché pensi e compri per loro regali importanti per persone che lo sono altrettanto. Il suo lavoro consiste nel confezionare l’amore e l’affetto con un bel fiocco, per chi non ha il tempo di farlo.

La vita di Maria però, sempre in bilico, un giorno si incrina definitivamente: in ventiquattro ore, il tempo di quattro pasti, ha un negozio che non vuole, un compagno che non riesce a lasciare, e una scoperta che la porterà a riconsiderare tutto ciò che la circonda.

In un romanzo che lega un tono leggero a una sconcertante franchezza, Erica Mou demolisce la retorica zuccherosa delle relazioni d’amore e racconta come dietro ogni coppia perfetta possa nascondersi un doppio fondo inaspettato.

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