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Non è mai troppo tardi

Titolo:  Non è mai troppo tardi

Autore: Stefania Russo

Editore: Sperling & Kupfer

Collana: Pandora

Pagine: 230

Prezzo: € 15,90

Uscita: 14 luglio 2020

Recensione

“Non è mai troppo tardi” è il romanzo di esordio di Stefania Russo e si legge veramente molto bene. La penna dell’autrice è assolutamente scorrevole, appassionante e ricca di momenti teneri, piacevoli ed anche ironici. La protagonista è Annarita, una donna eccezionale, molto forte, tenace e sempre pronta ad aiutare il prossimo, nonostante la sua situazione fisica non le permetta di muoversi con tranquillità essendo su una sedia a rotelle.

Leggendo il libro si prova una grande ammirazione per lei, fa tenerezza e diventa per noi un esempio di vita. Infatti uno dei primi temi ed insegnamenti che si può trarre dalla lettura di “Non è mai troppo tardi” è proprio il fatto di non arrendesi mai e di pensare anche agli altri, di essere disponibili a porgere la mano in soccorso di chi ha bisogno.

La donna, inoltre, ha anche una situazione non facile da gestire, ossia il suo rapporto con la figlia Katia. Ad alleviare le sue pene e a darle aiuto e manforte, oltre ai vari vicini di casa, c’è la nipote Stella. Proprio da quest’ultima nasce l’idea della banca del tempo per raccogliere i soldi che serviranno ad aiutare una persona a loro cara che purtroppo non sta bene.

La lettura è avvincente, piena di momenti importanti ed educativi. Inoltre trasmette positività ed ottimismo, nonostante tutto, ed in questo periodo è assolutamente importante tutto ciò. Leggendo questo romanzo ci arriva una grande forza interiore a non mollare mai, ad attivarci per il bene sia nostro che degli altri.

Stefania Russo affronta, con garbo e bravura, vari temi della nostra società: il rapporto madre/figlia, la vecchiaia con le sue malattie, la solidarietà tra vicini di casa e del paese, l’amicizia. Inoltre tutto ciò provoca in noi varie emozioni e sentimenti: si sorride, ci si rammarica, si soffre, ci si commuove, si spera, si festeggia… Trovo, quindi, che sia un libro molto attuale, che racconta la vita in modo vero, sincero ed onesto.

Il ritmo è azzeccato per il genere di lettura, infatti ci invoglia e ci incuriosisce. Tutti i personaggi lasciano il segno, alcuni sono descritti maggiormente di altri, ma sarei comunque curioso di sapere qualcosa di più di tutti loro. Devo ammettere che in ognuno può capitare di riscontare qualcosa di amici, parenti e conoscenti. Infatti sono persone molto varie e comuni che rendono, in tal modo, ancora più piacevole la lettura, facendoci sentire più coinvolti dalla storia.

Essa ci conquista e non può essere altrimenti, perché, oltre ad essere narrata bene, è anche ricca di momenti che lasciano il segno e scaldano il cuore. Stefania Russo è riuscita a scrivere un romanzo ricco di umanità che è molto utile ai giorni d’oggi, specialmente per chi è arido di cuore, infatti queste persone dovrebbero prendere esempio dai vari personaggi del romanzo ed aprirsi al bene comune.

Una piccola critica riguarda il rapporto tra Annarita e la figlia Katia: mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa di più di loro due, del loro passato. Sarebbe stato bello se l’autrice ci avesse raccontato di più.

Mi auguro che Stefania Russo prosegua con la scrittura perché riesce ad arrivare bene a noi lettori. Quindi sono curioso, già da ora, di leggere il suo secondo romanzo.

“Non è mai troppo tardi” lo consiglio a tutti perché è una lettura assolutamente piacevole ed appassionante. Un libro in grado di lasciare il segno e di farsi ricordare per molti motivi, sia per come è scritto, sia per i segnali positivi che lascia e sia perché sa di vita vissuta !!!

Concludo con l’incipit:

“Ebbene sì, ho ottantaquattro anni mi chiamo Annarita. Avete idea di cosa significhi avere ottantaquattro anni? No? Adesso ve lo spiego. Prendete i vostri vent’anni, l’età dello svago, della leggerezza, belle decisioni prese di petto. Aggiungetene dieci e arrivate a trenta, gli anni della maturità, dei cambi di vita, delle scelte definitive. Poi sommatene altri dieci e arrivate a quaranta. Inizierete ad avvertire qualche fastidio: un colpo della strega, un dolore persistente alla base del cranio, il fiatone che arriva sempre troppo presto. Niente che non si possa risolvere con un Moment e un po’ di allenamento in palestra, eppure, a tratti vi sentirete stanchissimi. Adesso aggiungete, ai vostri quaranta, altri vent’anni: allora ne avrete sessanta e credetemi quando vi dico che a quel punto della vita le cose iniziano a farsi davvero serie…”

Trama

Mi chiamo Annarita, ho ottantaquattro anni e vivo nel Mostro di cemento, un anonimo complesso residenziale nella periferia di Milano, su una stramaledetta sedia a rotelle. Non si può certo dire che io sia autosufficiente, ma per fortuna posso contare sull’aiuto di Olga, una donna rumena premurosa e gentile. Ho anche una figlia, Katia, che vive proprio nella palazzina qui accanto, ma non ha più tempo ormai da dedicare alla sua vecchia. C’è una cosa, però, per cui le sarò per sempre grata: sua figlia Stella, la mia affettuosa nipotina sedicenne, la mia felicità quotidiana.

Trascorro le mie giornate tra un caffè con i vicini e i romanzi che Olga mi legge, trascinandomi, di tanto in tanto, nel cortile del Mostro, dove ho conosciuto questo strambo vicinato con cui mi sono trovata a vivere: le vecchiette con cui vado a messa, Alessio – il fidanzatino di Stella – e gli altri ragazzotti con i pantaloni strappati, il giovane e instancabile Totò e don Antonio, su cui tutti possiamo sempre contare.

Non ho mai visto il Mostro così animato come nelle ultime settimane, tanti vicini disposti a donare il loro tempo e altrettanti a pagare per imparare a impastare il pane o a usare il computer. Si chiama Banca del Tempo. L’idea è venuta a Stella: chi vuole può rendersi disponibile offrendo dei corsi, e il denaro raccolto dai partecipanti servirà ad aiutare la sorella di Olga, gravemente malata. Speriamo solo che non sia troppo tardi…

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