Recensioni

Paese infinito

Titolo: Paese infinito

Autrice: Patricia Engel

Editore: Fazi

Collana: Le strade

Pagine: 219

Prezzo: € 18,50

Uscita: 12 maggio 2022

Traduzione: Enrica Budetta

Recensione

“Paese infinito” è un libro scritto da Patricia Engel e pubblicato da “Fazi Editore”.

Inizialmente, dopo aver letto la trama, mi sono illuminato, desideroso di leggerlo il prima possibile, ma una volta iniziato mi sono accorto presto che, purtroppo, non rientrava nelle mie corde, cioè tra i libri a me più congeniali e preferiti.  Raramente, per fortuna, mi accade una situazione del genere, ma succede. Nonostante ciò, ovviamente, ho deciso di continuare la lettura per scoprire l’andamento della storia e delle varie vicende con protagonista Talia.

“Paese infinito” racconta di vari avvenimenti familiari e, purtroppo, anche di disgrazie, ma lo fa con una scrittura molto ben definita, precisa che rende tutto molto godibile e con un ritmo adeguato senza annoiare.

C’è la parte delle disavventure e delle disgrazie dei genitori di Talia, ossia di Mauro e di Elena, e poi la parte dedicata alla ragazzina. L’autrice ce la propone con un bel caratterino particolare che non lascia indifferenti; infatti, il libro inizia con lei che si trova in riformatorio per un suo atto violento, ciò anima ancora di più tutta la storia.

Il romanzo propone delle parti che a me sono risultate un pochino più pesanti, ma proprio per il fatto, come ho scritto all’inizio, che questa lettura non è propriamente indicata a me. Ho apprezzato comunque le descrizioni e la penna della scrittrice.

Circa la storia mi è piaciuta abbastanza e l’ho trovata, in alcuni punti, avvincente ed appassionante. Si affrontano vari argomenti e diverse tematiche come la guerra, l’immigrazione. Sicuramente “Paese infinito” è un romanzo potente, forte che non lascia indifferenti, ma anzi fa commuovere fino a provocare i brividi. Forse anche per questo motivo che ho fatto fatica a leggerlo, perché, a mio parere, occorre essere preparati, bisogna immergersi tra le sue pagine solo quando si è pronti ad affrontare una storia così dura, così forte e struggente.

Quindi, avendo provato queste sensazioni sulla mia pelle, mi sento di consigliare la lettura di questo romanzo, che ripeto è scritto davvero bene, solo a chi è in un momento in cui può affrontare le varie tematiche raccontate che provocano sofferenza. Loro troveranno in “Paese infinito” un libro davvero interessante e splendido.

Concludo, come sempre, con l’incipit:

“L’idea di legare la suora fu sua. Le luci del dormitorio venivano spente tutte le sere alle dieci. Chiuse nelle loro camerate, le ragazze erano costrette a un silenzio cimiteriale prima di addormentarsi, svegliandosi all’alba per le preghiere del mattino. Le suore consideravano il silenzio un’arma e insegnavano alle ragazze che solo grazie a esso avrebbero potuto scandagliare le profondità del loro animo senza essere schiave delle tentazioni di questo mondo.

A essere sinceri, non tutte le suore erano terribili. Alcune di loro a Talia piacevano molto. Ammirava persino il modo in cui riuscivano a trasformare gran parte della popolazione carceraria in damitas disciplinate. Era una struttura statale. Un riformatorio per delinquenti minorenni. Non un convento né tantomeno una scuola cattolica. Il personale non religioso ricordava alle suore che la laicità era l’obiettivo a cui mirare, ma su quelle montagne, che erano terra di missione, loro facevano come volevano…”

Trama

Dopo aver impulsivamente commesso un atto violento, Talia viene mandata in una struttura di correzione per adolescenti nelle montagne della Colombia. Ha urgente bisogno di andarsene e tornare a casa, a Bogotá, dove l’aspettano suo padre e un biglietto aereo per gli Stati Uniti. Se perde il volo, potrebbe anche perdere l’occasione di riunirsi finalmente con i suoi familiari. “Paese infinito” racconta come la famiglia di Talia sia arrivata a dividersi in due: due paesi diversi, due mondi diversi. I genitori, Mauro ed Elena, si sono innamorati, da adolescenti, davanti a una bancarella del mercato in una Bogotá sull’orlo di una guerra civile.

Nella speranza di costruire una vita migliore, insieme alla loro primogenita Karina hanno lasciato il paese alla volta degli Stati Uniti. Qui sono nati anche altri due figli, Nando e Talia. Ma quando Mauro è stato deportato tutto è andato in pezzi.

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