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Quella metà di noi

Titolo:  Quella metà di noi

Autore: Paola Cereda

Editore: Giulio Perrone

Collana: Hinc

Pagine: 222

Prezzo: € 15,00

Uscita: 21 febbraio 2019

Recensione

“Quella metà di noi” di Paola Cereda è uno dei libri candidati all’ambito ed importante Premio Strega 2019. Le mie aspettative, quindi, erano molto alte, ma dietro l’angolo c’era anche il timore della delusione. Una volta aperto mi sono lasciato catturare dalla storia di Matilde, dal suo mondo, dalle scelte che ha fatto e che fa nel corso della sua vita. Grazie a questo suo modo di agire non ha rimpianti e trovo che ciò sia ammirevole.

La scrittura dell’autrice è assolutamente magnetica, profonda, cristallina e trascinante infatti ci cattura e ci conquista subito in modo pazzesco.

La figura della protagonista, descritta molto bene, ci accompagna per tutto il romanzo e si trascorre il tempo tra le sue vicissitudini provando, in alcuni casi, dolore e tristezza. Infatti il rapporto che ha con sua figlia Emanuela (sposata e mamma di Anita ed Emma) non è assolutamente dei migliori poiché la ragazza ha un  carattere arrogante, maleducato ed è priva di ogni sentimento di solidarietà e di sensibilità verso la madre.

Durante la lettura si soffre con Matilde, ma poi ci si rialza più forti e coraggiosi di prima. Ecco, il coraggio è una delle caratteristiche che la contraddistingue nel corso della sua vita, infatti, ne ha avuto molto in varie situazioni che non vi anticipo per non rovinarvi la lettura.

Quello che mi ha colpito maggiormente di questo libro, sono le diverse frasi e i vari passaggi intensi, profondi, veri e schietti che Paola Cereda ci regala. Tante piccole verità sulle quali riflettere e che si imprimono nella nostra mente e nel nostro cuore. Alcune sono dure e forti, altre più delicate e tenere, ma  tutte molto importanti e, inoltre, a volte risultano essere come degli importanti consigli per la nostra vita di tutti i giorni:

“…desiderare come desiderano i bambini… Desiderare con gusto. Farlo pienamente. Disperarsi per ottenere. Bearsi della conquista. Ricominciare a volere…”

Come si fa non restare incantanti da tutto ciò che scrive?

Un altro passaggio che mi ha colpito parecchio è contenuta in un biglietto che scrive alla figlia:

 “Cara Anita, ti auguro una vita in cui tu ti possa riconoscere, che non è una vita perfetta ma della misura che ti stia meglio addosso”.

Sono moltissimi i passaggi che vorrei segnalarvi perché mi hanno fatto battere il cuore, mi hanno emozionato tantissimo, facendomi anche riflettere. Tra questi ce n’è uno in cui l’autrice ci dimostra come due frasi che si assomigliano sono in grado di esprimere due concetti diversi. Lascio a voi scoprirle durante la lettura.

Qui sotto vi segnalo altri due passaggi che ci invitano alla riflessione e che dimostrano come Paola Cereda sia davvero in gamba con la scrittura e ha la capacità di istruire, rendendo “Quella metà di noi” un romanzo costruttivo.

“Matilde appoggiò il ricevitore sul divano e andò in bagno a recuperare l’asciugamano: come stai mamma? Di solito la figlia dimenticava di chiederlo, eppure quanto sono gentili le domande semplici. Sto bene, grazie e tu?”

 “Badante, Matilde lo sapeva bene, è una parola delicata: colei che bada a me o a chi mi è  caro, che riempie il tempo necessario alla cura”

Vi assicuro che all’interno del libro resterete incantati da molti altri punti su cui soffermarvi durante la lettura. Frasi che ci aiutano a riflettere in modo utile ed alcune ci regalano anche attimi di calore.

Sono felicissimo di aver avuto la possibilità di leggere “Quella metà di noi” e penso, in tutta sincerità, che  la sua candidatura al Premio Strega sia davvero meritata. Un libro da leggere assolutamente, che consiglio a tutti e dal quale abbiamo molto da imparare, nonostante sia a volte duro, ma anche scandito da passaggi assolutamente profondi che arrivano a toccare i nostri sentimenti.

Trama

Alle volte ci si ritrova nel mezzo: di due case, di più lingue. Nel mezzo di più vite, di decisioni ancora da prendere, di bisogni contrastanti. È qui che sta Matilde, maestra in pensione che si reinventa badante, alle prese con una parte di se stessa che credeva di non dover mai affrontare.

I segreti sono spazi di intimità da preservare, nascondigli per azioni incoerenti, fughe, ma anche regali senza mittente per le persone che amiamo. Ma cosa resta di autentico nei rapporti quando si omette una parte di sé? Dove si sposta il confine tra sentimento e calcolo? Matilde lo scoprirà nel confronto con sua figlia, con l’ingegnere di cui si prende cura, con gli spaccati di vite sempre in bilico del quartiere di periferia in cui vive: ogni rapporto ci trasforma, in una dimensione di reciprocità che, attraverso l’altro, ci permette di valutare quanto, alla fine, siamo disposti a cedere di quella metà di noi.

Dando voce a una coralità di personaggi, Paola Cereda racconta una società frammentata che cambia e fa emergere nuovi bisogni e nuove prospettive, in cui pare necessario inventarsi una nuova modalità per far quadrare i conti con noi stessi e con gli altri. Con una scrittura asciutta e chirurgica, che pure inaugura spazi di autentica poesia, tesse una storia universale, la storia di una donna in grado di restare in piedi quando crolla anche l’ultima illusione.

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