Recensioni

Sleepwalk

Titolo: Sleepwalk

Autore: Christian De Palma

Editore: Scatole Parlanti

Collana: Voci

Pagine: 163

Prezzo: € 15,00

Uscita: 8 ottobre 2021

Recensione

“Sleepwalk”, pubblicato da “Scatole Parlanti”, è il primo romanzo scritto da Christian De Palma.

La storia è piena di amore, di passione e di vita. Inoltre, per tutta la durata del libro, aleggia una sorta di mistero che lascia il lettore in attesa che venga presa una decisione. Filippo e Greta sono i protagonisti di questo romanzo, ma oltre a loro aggiungerei altri personaggi, per esempio, Luce.

Durante la lettura ho trovato alcuni punti molto interessanti e piacevoli. Tra questi le parti in cui è ambientato a Milano, infatti l’autore ha citato zone a me parecchio note ed in cui ho diversi ricordi. Inoltre, ha riportato una frase di una poesia di Pedro Salinas tratta dal suo “La voce a te dovuta” che è il mio libro preferito per quanto riguarda le poesie. Oltre a tutto ciò troviamo anche alcuni titoli di libri famosi. Tutto questo mi ha esaltato ed invogliato a leggere con frenesia il romanzo.

La penna di Christian De Palma è scorrevole ed appassionante. Riesce a tenerci in balia della storia senza anticipare troppo, si cerca, infatti, di intuire dove vada a parare, ma non sempre si riesce ad intuire.

Indubbiamente è una storia che fa discutere anche noi lettori, che ci mette davanti ad un argomento intenso e, a volte, verrebbe voglia di parlare a Filippo e magari di esprimergli il nostro parere sulla vicenda. Infatti, la mia idea me la sono fatta, capitolo dopo capitolo, circa la sua storia e ciò che ha in testa. Come avrete intuito, non sono sempre stato d’accordo con lui, con i suoi pensieri e con le sue decisioni, forse avrei agito diversamente.

“Sleepwalk” è diviso in tre parti che variano, a volte, in stile e contenuto, seppure trattino ovviamente la stessa storia, ma la terza parte l’ho trovata assai più introspettiva e mi è piaciuta moltissimo. Ho apprezzato pure le precedenti (forse maggiormente la seconda della prima), ma l’ultima ha una certa profondità maggiore ed è, secondo me, più incisiva.

“Sleepwalk” ci porta a riflettere su ciò che racconta, ci mette davanti a determinate situazioni facendoci parteggiare per Filippo o contro di lui. Tutto è come un viaggio negli abissi della sua anima e del suo cuore, per poi tornare a galla e decidere che ne sarà del presente e specialmente del futuro. Tutto ciò è, indubbiamente, molto appassionante, anche se ammetto che alcune volte gli avrei dato una tirata di orecchie.

Questo romanzo potrebbe essere adatto ad un gruppo di lettura, perché si presta parecchio alla discussione e sarebbe interessante conoscere il pensiero di più persone possibili, su come avrebbero agito al posto di Filippo e di Greta.

Ho apprezzato molto la sincerità nel raccontare la storia, la schiettezza nel proporre i passaggi e nel lasciare al lettore se condividere o meno alcuni momenti di tutto ciò. La sua scrittura è delicata, profonda e sa affrontare i vari argomenti con capacità, regalando loro una certa intensità. Alcuni passaggi sono, a mio avviso, parecchio poetici, infatti, durante la lettura, ho voluto sottolinearli per poterli rileggere ogni tanto.

Complimenti, quindi, a Christian De Palma perché già con il suo primo romanzo dimostra, secondo me, di saperci fare con la scrittura e di riuscire a trasmettere molto al lettore, tenendolo pure incollato alle pagine. Infatti, è stato in grado di attirare la mia attenzione e la mia sete di conoscere lo svolgimento della storia.

“Sleepwalk” ci permette di entrare nel cuore e nella testa di Filippo e di Greta. Un libro che conquista il lettore e che non lo lascia indifferente, perché ognuno di noi, sicuramente, si può fare una propria idea, un proprio parere al riguardo. Oltre a tutto ciò ci fa anche viaggiare.

Ed ora concludo con la prima pagina in cui, come chicca, vi regalo i primi tre punti del decalogo del protagonista:

“Ho desiderato la sua bellezza perché mi faceva male dentro. Aveva i capelli lunghi e scuri e gli occhi di un colore strano. Certe volte verdi, altre marroni. Ma, in ogni caso, capaci di mandare al tappeto qualsiasi uomo capitasse a tiro.

Poco prima della piega sinistra del prolabio, un neo impercettibile se ne stava sospeso tra il naso e l’increspatura delle labbra. Nessuno rimaneva indifferente, quando passava. Le sue gambe si prendevano la scena e non la mollavano più, slanciate com’erano. Come la scia allungata di un aereo lontano. Di quel giorno conservo ogni dettaglio.

Non mi sembrava ancora vero che fosse proprio Greta la donna che, tutta nuda, giaceva sdraiata accanto a me. Ero stato così inquieto e pieno di dubbi, solo un paio d’ore prima, mentre aspettavo che arrivasse all’appuntamento. Il nostro primo appuntamento. Un mercoledì sera all’inizio di maggio, il mese che preferisco. Nella hall di un hotel in via dell’Orso, a Milano, avevo ripassato

nervosamente un copione preparato nei minimi dettagli. Un decalogo, per essere precisi. Uno schema meticoloso affinato dall’esperienza accumulata e del quale andavo parecchio orgoglioso. 

  1. Sii sicuro di te stesso, quando arriva. Padronanza assoluta della situazione.
  2. Portala a cena in un bel posto, non fare il barbone. E falla ridere, soprattutto. Quanto ci tengono le donne, a questa cosa.
  3. Vino. Aiuta te a essere più brillante e lei a ridere (a prescindere da ciò che dici)…”

Trama

“Spiegare l’amore non è facile. Filippo e Greta si incontrano e poi si perdono. Gli anni e la distanza sembrano ricoprire ogni cosa, attutire il ricordo di ciò che è stato. Ma basta una voce, un segno, perché i corridoi del tempo di nuovo s’intersechino, mischiando le carte. La storia cattura il lettore e lo trascina con sé, tra le notti di Milano, i tramonti di Roma e Parigi, le scogliere della Manica inglese. Accompagnato da una colonna sonora d’eccezione, Sleepwalk indaga la natura dei sentimenti, il loro volto più sfuggente e oscuro. Un viaggio che conduce in profondità, come una grande sala di specchi dove cercare la nostra vera immagine”. (Alessandra Perotti)

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