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The Chain

Titolo: The Chain

Autore: Adrian McKinty

Editore: Longanesi

Collana: La Gaja scienza

Pagine: 351

Prezzo: € 19,50

Uscita: 29 agosto 2019

Traduzione: Alberto Pezzotta

Recensione

Ho avuto la bellissima occasione di leggere, in anteprima, questo thriller elettrizzante, specialmente nella prima parte, la cui trama è  molto originale e ci cattura immediatamente perché parte subito alla grande togliendoci il respiro.

Infatti durante la lettura non c’è un attimo di sosta, il ritmo è assolutamente frenetico, serrato e la storia cresce pagina dopo pagina, inghiottendoci con essa. Si respira interamente la tensione e l’angoscia dei protagonisti che sono costretti a cedere al tremendo ricatto per poter riavere i propri figli. Non si riesce a staccare gli occhi dal libro perché, anche noi lettori, siamo ansiosi di scoprire che cosa accadrà, se ce la faranno a liberare i propri bambini e se ci saranno eventuali complicazioni.

Nulla è scontato, ma tutto è un procedere di avvenimenti, di azioni proprio come una catena, anello dopo anello. Suona il telefono delle persone prescelte, è una chiamata che mai avrebbero voluto ricevere perché stravolgerà la loro esistenza per sempre, infatti riceveranno una tremenda notizia, ossia il rapimento del figlio e, per riaverlo, saranno costretti, in tempi strettissimi, a decidere se accettare attenendosi alle regole che risulteranno tremende, crudeli e che li trasformeranno. Infatti passeranno da vittima, a rapitore, a criminale.

Ciò che si prova durante la lettura è una nutrita serie di sensazioni che ci travolgono oltre a trasmetterci una vera e forte dose di adrenalina, proprio come piace a me.

Indubbiamente anche noi siamo coinvolti nella storia, infatti, ovviamente, ci viene da pensare come avremmo reagito se ci fosse capitato un fatto così tremendo? Come ci saremmo comportati?

In questo caso le persone, per salvare i propri figli che amano più di loro stessi (come ci dimostra la protagonista che non gode di buona salute) si buttano a capofitto nell’impresa seguendo scrupolosamente i vari punti assegnati dal o dai rapitori.

In seguito c’è, secondo me, un leggero rallentamento del ritmo ed un cambiamento che ci porta a respirare con più tranquillità, la situazione pare modificarsi, ma si percepisce che sta per accadere qualcosa di importante, di grande che scatenerà ancora una forte tensione in noi e nei protagonisti, la dura lotta non è finita. Non vi anticipo nulla, ma posso dirvi che “The chain” è pazzesco, mi è piaciuto molto, grazie ai vari colpi di scena, ai personaggi che si muovono al meglio all’interno della storia, seppur Kylie, la figlia di Rachel (la protagonista), ad un certo punto ha dimostrato, secondo me, un po’ troppo coraggio per la sua età.

Un thriller pieno di adrenalina, di azione che sa stupire per la sua originalità e per il ritmo che vi assicuro essere molto frenetico. Ho provato varie volte i brividi lungo la schiena immedesimandomi nei poveri genitori che si vedono rapire i propri figli. Questo libro dimostra, quindi, il grande amore che essi hanno per la propria prole, sono disposti proprio a tutto per liberarli.

“The chain” è il thriller che piace a me, da cui non ci si riesce a staccare, che tiene incollati alla storia.

Lo consiglio sicuramente a tutti gli amanti del genere che credo proprio resteranno anche loro soddisfatti da questa storia scritta da Adrian McKinty

Un passaggio delle prime pagine (dato che non voglio assolutamente rovinarvi la lettura né farvi spoiler)

“..Devi scegliere un bersaglio e tenere prigioniera una delle persone che ama, finché quello paga il riscatto e a sua volta rapisce qualcuno. Quello che io ho fatto a te lo farai tu col tuo bersaglio. Appena avrei rapito quella persona e versato i soldi, mio figlio verrà liberato. Appena il tuo bersaglio avrà rapito qualcuno e pagato il riscatto tua figlia verrà liberata. È molto semplice. È così che funziona la Catena e continua ad andare avanti…”

Trama

“Mi chiamo Rachel Klein e fino a pochi minuti fa ero una madre qualunque, una donna qualunque. Ma adesso sono una vittima. Una criminale. Una rapitrice. È bastato un attimo: una telefonata, un numero occultato, poche parole. Abbiamo rapito tua figlia Kylie. Segui le istruzioni. E non spezzare la Catena, oppure tua figlia morirà.

La voce di questa donna che non conosco mi dice che Kylie è sulla sua macchina, legata e imbavagliata, e per riaverla non sarà sufficiente pagare un riscatto. Non è così che funziona la Catena. Devo anche trovare un altro bambino da rapire. Come ha fatto lei, la donna con cui sto parlando: una madre disperata, come me. Ha rapito Kylie per salvare suo figlio. E se io non obbedisco agli ordini, suo figlio morirà. Ho solo ventiquattro ore di tempo per fare l’impensabile.

Per fare a qualcun altro ciò che è stato fatto a me: togliermi il bene più prezioso, farmi precipitare in un abisso di angoscia, un labirinto di terrore da cui uscirò soltanto compiendo qualcosa di efferato. Io non sono così, non ho mai fatto niente di male nella mia vita. Ma non ho scelta. Se voglio salvare Kylie, devo perdere me stessa…”.

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