Recensioni

Vera

Titolo: Vera

Autore: Elizabeth Von Arnim

Editore: Fazi

Collana: Le strade

Pagine: 294

Prezzo: € 15,00

Uscita: 26 settembre 2019

Recensione

Finalmente ho letto un altro libro di Elizabeth Von Arnim che, se mi seguite da un po’, sapete che l’adoro particolarmente. Infatti la sua scrittura è limpida, pulita, scorrevole e ha la capacità di catturare immediatamente l’attenzione del lettore tenendolo inchiodato alle pagine del libro fino alla fine. Ha, secondo me, uno stile ipnotico che apprezzo molto e che fa notare tutto il suo enorme talento.

Le sue parole sono ben calibrate, non c’è nulla di eccessivo né fuori posto. I suoi libri si leggono veramente con molto piacere perché ci permettono di evadere dalla vita di tutti i giorni in modo sereno e piacevole. Questo suo ultimo romanzo “Vera”, però, mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. La sua scrittura è assolutamente perfetta e gradevole, adoro veramente il fatto che i suoi romanzi mi facciano stare bene, anche questo, nonostante i protagonisti.

Infatti, secondo me, si discosta dagli altri. Elizabeth Von Arnim ammise, invece, che questo è il suo “miglior lavoro che abbia mai scritto”.

Ora vi spiego il mio parere. Rispetto agli altri c’è una atmosfera un po’ più misteriosa e cupa. Si ha la sensazione che, in particolare nella seconda parte, debba avvenire qualcosa di particolare, di oscuro. Infatti “Vera” ha una certa atmosfera noir dovuta anche alla morte della moglie del protagonista.

Ma veniamo ai tre personaggi principali. Il libro si apre con Lucy che ha appena perso il padre in modo improvviso e deve quindi cercare di reagire a questo grande dolore e mentre passeggia in giardino, nota in strada Everard, anche lui in lutto per la moglie Vera, che con i suoi modi, inizialmente ed apparentemente garbati, conquisterà subito la ragazza. Da quel momento la vita di Lucy non sarà più la stessa. Il terzo personaggio è la zia della ragazza che cercherà di stare vicino alla nipote e di insinuarle dei dubbi circa l’uomo, non appena si renderà conto di come è realmente. Tutti sono ben delineati nel loro lato psicologico e, forse, in questo romanzo in modo maggiore rispetto agli altri.

Per quanto riguarda Lucy, è un personaggio parecchio atipico rispetto a molti che ho incontrato sia nei libri di Elizabeth Von Arnim che di altri autori. Infatti, a tratti, mi ha irritato per il suo modo terribile di sottomettersi all’uomo e di dimostrasi senza carattere. Spesso, specialmente nella prima parte, non ha una sua personalità, ma viene assorbita completamente da Everard e quando cerca di essere un po’ più aggressiva, esprimendo anche un suo parere, si tira subito indietro chiedendo scusa. Da parte sua, lui ne approfitta facendola diventare sua moglie e quasi segregandola in casa. L’uomo è assolutamente arrogante ed antipatico, freddo e calcolatore. Inoltre i suo modi maleducati di comportarsi, in particolare con la cameriera, lo rendono ancora più odioso.

La zia di Lucy si rende conto della situazione e ogni tanto cerca di affrontare l’uomo; sono questi, forse, i momenti più carichi di tensione e movimentati fino ad arrivare ad una decisione finale da parte di uno dei tre.

Il romanzo mi è piaciuto moltissimo per lo stile narrativo, mi ha incantato come sempre. Circa la storia non è la mia preferita tra quelle che ho letto della stessa autrice e che trovate sempre edite da Fazi. La protagonista mi ha lasciato un po’ perplesso col suo atteggiamento e col suo modo di annullarsi davanti all’uomo. A volte veniva voglia di incitarla a reagire alle imposizioni e decisioni di lui. Forse, comunque, era proprio anche questo l’intento di Elizabeth Von Arnim: far nascere nel lettore delle reazioni dure, provocargli quel fastidio nei confronti dei personaggi, stimolare chi legge a diventare parte attiva della storia esprimendo il suo parere facendolo reagire davanti a determinati comportamenti. Ebbene, se è così allora da parte mia ha raggiunto il suo scopo.

Vi consiglio la lettura se desiderate leggere un libro con una scrittura raffinata e curata, con uno stile indimenticabile che crea dipendenza. Inoltre se avete voglia di una storia con dei personaggi diversi dai soliti che vi provocheranno veramente sensazioni particolari senza lasciarvi apatici.

Inoltre perché i romanzi di Elizabeth Von Arnim meritano assolutamente di essere letti.

Ecco uno dei primi passaggi che ho annotato, mentre procedendo nella lettura ne troverete altri che dimostrano il reale modo di comportarsi di Everard:

“…Lucy le aveva parlato del carattere determinato del suo Everard, di come possedesse la capacità di concentrarsi su una cosa per volta, per poi passare alla questione successiva soltanto dopo che la riflessione sulla prima era esaurita. Quell’uomo conosceva bene i meccanismi della propria mente. Zia Dot non concordava sul fatto che fosse una cosa fantastica conoscere la propria mente, invece dei tentennamenti, delle esitazioni con cui le persone di solito disperdevano pensieri ed energie in questioni secondarie?…”

Trama

Una mattina d’estate del 1920 la giovane Lucy perde il padre in maniera inaspettata e a causa del tragico evento si ritrova sola e disperata, priva di ogni speranza per il futuro. È uno sconosciuto, incontrato per caso sulla soglia di casa in Cornovaglia, a destarla dal torpore che il lutto improvviso le ha causato: il legame con Everard Wemyss, quarantenne da poco rimasto vedovo, è immediato, e la condivisa afflizione per la recente perdita di una persona cara genera tra i due un’inattesa e confortante intimità.

Quell’uomo che conosce appena, e che agli occhi di lei appare solido, genuino e premuroso, s’insinua nella quotidianità e nei pensieri della ragazza, afferrando con risolutezza le redini della sua vita.

Ma il tanto atteso matrimonio con Wemyss sarà diverso da come Lucy aveva sognato e le mura della casa dove il marito la porterà dopo le nozze diverranno quelle di una lussuosa e tetra prigione le cui giornate sono scandite da illogici rituali, un luogo in cui Lucy non si sentirà mai davvero accolta e dove la prima moglie, Vera, morta in torbide circostanze, si rivelerà un’entità ancora presente e palpabile, capace di turbarla nel profondo.

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