Titolo: Aureole e tigri del mondo queer
Sottotitoli: racconti di un’altra letteratura
Autore: Franco Buffoni
Editore: Il ramo e la foglia
Collana: Racconti
Pagine: 167
Prezzo: € 16,00
Uscita: 24 ottobre 2025
«A Central Park, senza dirgli nulla in precedenza, Louis gli fa incontrare il figlio di Benny Paret. Emile lo scruta un po’, poi avvicina il viso e gli dice: “Non volevo. Assomigli molto a tuo padre”
Nel 2005 partecipa al Gay Pride e in un’intervista su Sports Illustrated fa coming out: “Se uccido un uomo tante persone capiscono e mi perdonano. Se invece amo un uomo, per molti questo resta un crimine imperdonabile. È allora che divento cattivo. Per questo, anche se non sono mai stato fisicamente in prigione, è come se fossi rimasto in cella per quasi tutta la vita”.»
Trama
“Questo libro vuole essere anzitutto la testimonianza di un cinquantennale impegno, umile e costante, vòlto a dare dignità letteraria ad alcune istanze provenienti dal mondo queer. Perché, negli anni della mia formazione, quelli come me, a destra venivano considerati degli sporcaccioni, al centro dei peccatori, a sinistra una degenerazione borghese. Non era così, naturalmente: la classe operaia, di quelli come me, ne contava tanti quanti le altre classi sociali, solo che stavano nel closet. Ma, come diceva Mario Mieli, bastava frequentare i vespasiani per rendersi conto di quanti proletari en battuage li frequentassero. La situazione, almeno nel mondo occidentale, cominciò lentamente a cambiare con il Sessantotto, in un crescendo culminato il 17 maggio 1990 con la dichiarazione dell’OMS, che definì l’orientamento sessuale di quelli come me “una variante naturale dell’umana sessualità”. Dunque nessuna malattia, nessuna cur
Incipit
a) “L’amicizia è superiore alla parentela perché dalla parentela può venir meno l’affetto, dall’amicizia no”. Questa sentenza, tratta dal De Amicitia ciceroniano, mi sembra la più adatta per iniziare la riflessione su “What kind of friendship? Dal Bloomsbury Group al Maurice di E.M. Forster”.
Cerco anzitutto di sintetizzare su tre punti il concetto di civiltà culturale, declinandolo artisticamente. Perché i Poetae Novi, detti anche cantores Euphorionis o neoterici, nel I secolo a.C. a Roma, come Valerio Catone, Licinio Calvo, Furio Bibaculo, Elvio Cinna e sopra a tutti Catullo potevano permettersi di ardere d’amore per Clodia, alias Lesbia, ma anche per Giovenzio, come nel catulliano Carme 48, cantando entrambe le attrazioni con la stessa intensità e la medesima dignità letteraria? Perché non si era ancora verificata l’irruzione di Saulo nelle lettere greche: un’irruzione apportatrice di istanze ebraiche tra cui quella che oggi definiamo omofobica.
Con quella irruzione, la situazione cominciò a cambiare, fino a giungere all’editto di Costantino, e poi, con Giustiniano, all’inizio delle persecuzioni per i Giovenzio’s lovers, costretti a mimetizzare i loro amori sub specie di amicizia. L’ultimo a cantare tale specie di amori ormai proibiti – come ricorda anche Leopardi – fu Nonno di Panopoli: poi su quel tipo di legami per oltre un millennio calò ufficialmente il sipario…

Biografia
Franco Buffoni ha pubblicato Suora carmelitana (1997), Il profilo del Rosa (2000), Guerra (2005), Noi e loro (2008). L’Oscar Poesie 1975-2012 raccoglie la sua opera poetica. Con Jucci (2014) ha vinto il Premio Viareggio. In seguito sono apparsi Avrei fatto la fine di Turing (2015), l’opera teatrale Personae (2017), La linea del cielo (2018), Betelgeuse e altre poesie scientifiche (2021). È autore dei romanzi Zamel (2009), Il servo di Byron (2012), La casa di via Palestro (2014), Il racconto dello sguardo acceso (2016), Due Pub tre poeti e un desiderio (2019), Silvia è un anagramma (2020), Vite negate (2021), Il Gesuita (2023). Nel 2025 Interlinea ha pubblicato la raccolta di saggi Nel nome del male; Mondadori Poesie 1975-2025 comprensivo del nuovo libro La coda del pavone (2025). Il suo sito è www.francobuffoni.it
Franco Buffoni, fotografia di Dino Ignani, per gentile concessione. Dal sito “Il ramo e la foglia”