Titolo: Autoritratto in verde
Autrice: Marie NDiaye
Editore: Prehistorica
Collana: Ombre lunghe
Pagine: 171
Prezzo: € 17,00
Uscita: 18 settembre 2029
Traduzione: Antonella Conti
A cura: Ornella Tajani
Recensione
Di Marie Ndiaye ho letto, con molto piacere, il libro precedente intitolato “La strega”, pubblicato da “Prehistorica Editore” e, se volete, potete recuperare la mia recensione cliccando qui.
Il 18 settembre di quest’anno l’autrice ha pubblicato un nuovo libro “Autoritratto in verde” sempre con la stessa casa editrice che è l’unica che porta in libreria la grande letteratura francese contemporanea e non. I suoi libri sono sempre molto ben curati in tutti i suoi dettagli e la carta usata è veramente super infatti aumenta il piacere della lettura, anche per il font usato.
Ma tornando a Marie Ndiaye la storia che ci propone questa volta è molto particolare, visionaria e incolla il lettore alle pagine per la curiosità di scoprire e di saperne di più, oltre perché anche noi che leggiamo siamo come ipnotizzati dalla vicenda e dalla scrittura, almeno per me è stato così per davvero; infatti, ho letto il libro in poco tempo.
La protagonista ha incontri con donne misteriose tutte vestite di verde (ovviamente), ma chissà se sono donne reali o immaginarie, se sono vive o già morte e se magari, quindi, lei ha la capacità di vedere i morti, donne con personalità molto diverse e particolari. Le domande che il lettore si pone sono molte, per esempio…ma siamo sicuri che la protagonista sia reale e viva? (non è assolutamente uno spoiler, ci tengo a sottolinearlo!!!) io ho continuato la lettura con questa frase nella mia testa, sono rimasto scombussolato, ma piacevolmente colpito da questo romanzo che mi ha trasmesso parecchie emozioni e sensazioni.
Lo stile di scrittura di Marie Ndiaye è incisivo, come dicevo parecchio ipnotico, scorrevole e in questo caso è come un monologo in forma di diario dato che sono riportate anche le date.
Una chicca del libro è la presenza di illustrazioni in bianco e nero che arricchiscono la lettura, permettendoci di entrare meglio nell’ambientazione narrata, la creano proprio, trasmettono le sensazioni; infatti, le ho trovate realizzate davvero bene, oltre ad avermi come catturato e fatto entrare all’interno del libro, in quella tetra e cupa atmosfera, a volte da brividi, come se il romanzo avesse anche una spruzzata di thriller e di esoterismo.
Tutto è parecchio particolare, a cominciare direi dal titolo che ci fa sorgere la domanda circa la parola autoritratto!!!! Sta a noi lettori, durante la lettura, cercare di rispondere ai quesiti che ci sorgono e provare a capire dove l’autrice ha voluto portarci e trasmetterci, compresi i temi affrontati nel corso della storia.
Questo romanzo di Marie Ndiaye è sicuramente peculiare, caratteristico, sotto tutti i punti di vista, ha qualcosa di oscuro, di magico e di misterioso, tutto ciò rende la lettura altamente interessante ed assolutamente consigliata a tutti vo!!!
Qui sotto trovate l’incipit:
“Dicembre 2003 – È calata la sera e il livello della Garonna sale di ora in ora nell’oscurità.
Sappiamo tutti che il complesso di argini che circondano il paese consente al fiume di superare di nove metri il livello del suo letto prima che ci inondi.
Questo lo sappiamo. È la prima cosa che impara chiunque decida di stabilirsi qui, in questa regione da sempre soggetta alle piene della Garonna. Quello che non sappiamo, stasera, è cosa succederà nella notte, o domani – se, come l’ultima volta, dieci mesi fa, l’acqua si fermerà al bordo dell’argine oppure, come ventidue anni fa, strariperà, allagherà le strade, invaderà il pianterreno delle case, a volte il primo piano, a volte l’intera casa.
Bisogna aspettare, e vigilare. Quando sarà vicina agli otto metri e mezzo, ci verrà raccomandato di parcheggiare tutti i veicoli sul pianoro, all’ingresso del paese vicino. Ma ancora non è il momento…”

Trama
È ossessionata dall’apparizione di misteriose figure di donne, tutte vestite di verde, ed è anche tormentata dall’impetuosa Garonna che minaccia di tracimare: la narratrice senza nome di questo romanzo non la smette di andare alla loro ricerca, tra Parigi, Marsiglia e l’Africa
Ogni incontro rivela differenti aspetti di quelle donne – reali o immaginarie, vive o morte, seducenti o agghiaccianti che siano – e conduce la protagonista sempre più in profondità, dentro la sua stessa ossessione, nell’inquietante esplorazione della propria identità, di una memoria incerta, di una paranoia.