Titolo: Bruciavano i sogni
Autrice: Morgana De Diego
Editore: Brè Edizioni (Gruppo Santelli)
Collana: Brenar. Narrativa
Pagine: 249
Prezzo: € 18,00
Uscita: 12 giugno 2026
Recensione
“Bruciavano i sogni”, pubblicato da “Brè edizioni” che fa parte del “Gruppo Santelli”, è il romanzo proposto da Morgana De Diego che ha scritto sempre, fin da piccola, e si diletta anche in racconti e poesie.
La trama di questo suo lavoro cattura indubbiamente l’attenzione del lettore, incuriosendolo parecchio, almeno per me è stato così; infatti, ho accettato la collaborazione e mi sono immerso tra le sue pagine. A mio parere è un libro molto particolare, ricco di scene, di dettagli e di crepe per quanto riguarda le relazioni.
L’autrice non si è risparmiata e ha scritto pagine e pagine di storia in cui troviamo anche vari personaggi, ognuno con la propria personalità, le proprie esigenze e caratteristiche. Personalmente l’ho letto con attenzione, ma in alcuni punti, a mio avviso, si dilunga un po’ troppo. Affermo ciò, perché ero curioso di saperne di più della storia e dei protagonisti e quindi volevo andare più veloce.
Ci sono alcuni colpi di scena, uno, per esempio, dopo una trentina di pagine e gli altri nel corso dei capitoli. Tra tutti i personaggi ho preferito Clarissa, che secondo me è la più misteriosa e alla fine, quando si chiude il libro, si riflette ancora su di lei facendosi delle domande, è la figura più particolare, più intrigante e misteriosa. Invece, colpo di scena, su Greta, la protagonista, ho dei pareri contrastanti; infatti, a volte non l’ho trovata per nulla simpatica e carismatica, ogni tanto mi è sembrata un po’ “pesante” come modo di comportarsi, altre volte, invece, mi è parsa maggiormente interessante e ricca di particolarità. Quindi devo fare i complimenti a Morgana De Diego perché ha saputo dare vita a dei personaggi parecchio contrastanti e vari, che possono piacere o non piacere, ma che sanno come trasmettere al lettore sensazioni di diverso genere.
Indubbiamente “Bruciavano i sogni” è un libro complesso, vario, a tratti movimentato, in altri momenti più tranquillo, ma che sa come intrattenere il suo pubblico di lettori.
Ho sottolineato molto, ho preso nota di alcuni passaggi e personaggi per non perdere il filo anche perché i capitoli sono davvero molto lunghi, quindi occorre, durante la lettura, metterci attenzione e interesse. Non è facile scrivere libri con i capitoli così lunghi quindi la scrittrice è stata brava anche in questo caso.
C’è da affermare che Morgana De Diego, se la cava assai bene con la penna; infatti, è uno dei punti di forza del romanzo, non si limita a scrivere, ma descrive, tiene in mano la storia con grande maestria, è incisiva e sa gestire bene i tempi lunghi, che questo libro ne è ricco, senza mai perdere il filo del discorso e della scena. Inoltre, sa portare avanti i vari personaggi, ognuno con le proprie caratteristiche e problematiche.
La sua voce narrativa è intensa, diretta, a tratti quasi ruvida, si percepisce che vuole lasciare il segno. La vicenda si muove attorno a personaggi che portano addosso il peso di ciò che non hanno detto, di ciò che hanno perso, di ciò che temono di volere ancora. ”Bruciavano i sogni” è un’opera che richiede attenzione, che necessita ascolto e non una lettura superficiale.
Come avrete intuito è un romanzo che vi metterà alla prova, che vi colpirà e a cui dovrete dedicare tempo e concentrazione durante la lettura, ma saprà anche sorprendervi e trasmettervi parecchie emozioni di vario genere.
Qui sotto vi propongo l’incipit:
“Questa è la storia di una fuga.
La vita degli esseri umani è spesso, per forza di cose, corredata di fughe. Fughe tentate, riuscite o fallite; fughe reali o mentali.
Una fuga può durare un giorno, un minuto, un anno o una vita. Può esistere la fuga intermittente.
C’è chi, dopo una fuga, fa ritorno a casa. C’è chi non torna più e, in alcuni casi, ci rimette la vita.
***
Andrea versa l’acqua nel bicchiere, l’ultimo prima di andare a dormire mentre fuori piove a dirotto e i lampi squarciano il cielo sopra le montagne. Io ripongo i piatti unti nella lavastoviglie, aggiungo il detersivo e premo il tasto d’avvio.
In questo momento, il rumore del temporale estivo che irrompe sulla valle è l’unico presente, sovrasta ogni cosa, persino i pensieri. Spero duri il più possibile.
Finisco le faccende domestiche mentre l’acqua, intrepida, continua a scagliarsi contro i vetri delle finestre.
Quando raggiungo Andrea in camera da letto, lui posa il libro che stava leggendo sul comodino e picchietta con la mano il mio lato del letto…”

Trama
Greta è una donna alla soglia dei quarant’anni che non sembra aver seminato né raccolto nulla; vive intrappolata in un presente che è ammantato dallo spettro di un passato che non riesce a superare. Ha sposato Andrea, ma con lui le cose non vanno: non riesce a costruire e sembra soltanto capace di distruggere.
Nel suo passato-presente aleggia la figura di Clarissa, l’amica del mare di Villa Alba, cittadina del Sibaritico dove ogni estate la Greta bambina veniva trascinata dai suoi genitori. La dimora di Villa Alba – questa casa piena di fantasmi – diventa lo scrigno di spettri, vissuti turbolenti e ricordi che, come delle anime in pena, non riescono a trovare la via d’uscita.
L’infanzia di Greta è stata quella di una bambina non amata, messa al mondo per errore da Gianna, figura dirompente, nonché alcolista, e Maurizio, padre depresso e passivo. Elio, l’amato fratello maggiore, è stato il suo unico punto di riferimento fino a quando non ha iniziato ad avere a che fare con la droga.
Cresciuta “per conto suo”, la Greta adolescente ha l’animo congelato, prende a pugni l’esistenza ed è disposta a combattere, persino a ferire, pur di tutelarsi e di tirare avanti. Ma se la Greta adolescente è così dura e adultizzata, perché la Greta adulta appare così fragile, volubile e irrisolta? Qualcosa è accaduto a Villa Alba durante l’estate del 2003, anno in cui l’immagine di Clarissa – ragazza da seguire, da rispettare, da imitare; una sorta di giovane guru – agli occhi di Greta iniziò a scricchiolare. Ma chi è davvero Clarissa? Esiste una vera risposta a questa domanda?