Titolo: Celeste Abisso
Autore: Giacomo Giannini
Editore: Edizioni Clandestine
Collana: Narrazioni Clandestine
Pagine: 108
Prezzo: € 11,99
Uscita: 03 luglio 2026
Recensione
Giacomo Giannini è l’autore del suo nuovo libro “Celeste abisso” pubblicato da “Edizioni Clandestine”. Il romanzo è breve, ma parecchio intenso e con diversi passaggi profondi che portano il lettore a riflettere, coinvolgendolo emotivamente in maniera pazzesca.
La copertina è stupenda e il titolo ha un suo significato importante che potrete scoprire solo leggendo il libro. I capitoli alternano gli anni, quello attuale, presente del 1983 e quelli passati in cui vengono date delucidazioni al lettore raccontandogli alcuni fatti passati per fargli capire meglio le varie scene, i vari avvenimenti accaduti, le motivazioni.
Tutto è un flusso intenso, scorrevole ed emotivamente forte in cui il protagonista, Roberto, ci racconta della sua vita, della sua sofferenza per alcuni motivi particolarmente incisivi che lo hanno segnato e fatto soffrire.
Si affronta il tema della morte, non è uno spoiler perché lo troviamo scritto anche nella trama, e riguarda una morte soffocante, una di quelle che nessun genitore vorrebbe e dovrebbe affrontare: ossia quella del proprio figlio. Roberto è un’anima fragile, sensibile oltre a sentirsi coinvolto parecchio nell’evento. Egli agisce come non avrebbe dovuto fare.
Oltre a lui troviamo, come protagonista, anche sua moglie, una donna che dimostra maggior forza rispetto al marito e che riserverà delle sorprese.
Nel corso della lettura ci sono anche dei pezzi in dialetto, ma ciò che mi ha colpito moltissimo e mi ha commosso in particolare, è una lettera di cui non posso anticiparvi altro per non rovinarvi la sorpresa.
“Celeste abisso” non è un libro facile emotivamente, colpisce al cuore, non può lasciare indifferenti perché, oltre alle situazioni tristi che accadono, ci sono dei passaggi commoventi che fanno riflettere. Penso che non sia stato facile per Giacomo Giannini scrivere un romanzo di questo genere. Egli affronta vari temi, prima di tutto il rapporto di un padre col proprio figlio.
Forse non è un romanzo adatto alle persone più sensibili, ma indubbiamente è un libro che consiglio di leggere perché riesce a trasmettere molto; infatti, l’autore è stato bravo nel raccontare la storia ricca di dettagli e di parti che colpiscono umanamente.
Ne suggerisco la lettura perché ha molto da trasmettere. La premessa è spettacolare e non voglio anticiparvela, ma vi invito a leggerla con attenzione e lentamente, mentre vi propongo qui sotto l’incipit del primo capitolo:
“Sudo, sento una goccia scivolarmi dalla fronte. Cade, la sento pesante. Mi asciugo la fronte con la maglia che si inzuppa inevitabilmente, appiccicata sì, ma di senso di colpa. Non riesco a togliermi quel momento dalla testa.
Giro la manovella del finestrino per prendere aria. L’odore di sudore mi arriva fino alle narici, il caldo è insopportabile e questa dannata Panda di ferraccio non sembra aiutare. Poi capisco che l’odore non è di sudore ma è semplicemente l’olezzo delle mie azioni. Sì, mi decido, devo prendermi le mie responsabilità.
Apro lo sportello e metto la gamba sinistra di fuori, la fascia in plastica di queste orribili ciavatte in voga è qualcosa di tremendamente insopportabile, il mio piede sudaticcio scivola in avanti al primo tentativo. Rimango con l’altra gamba all’interno, rimetto dentro la prima, giro la chiave e, al secondo tentativo, apro l’aria motore.
Ora arranca meno…”

Trama
Lampedusa, 1983: Roberto, un uomo qualunque dalla vita qualunque, scruta lo strapiombo celeste che si apre sotto di sé. È in cima a una scogliera e la sua vita qualunque non la vuole più. Non ora che suo figlio Gioele non c’è più. Ma il suo gesto estremo non andrà come previsto e nulla sarà più come prima. Solo con i propri pensieri e i fantasmi della memoria, Roberto sarà costretto ad attraversare le profondità della sua coscienza, dove senso di colpa, rimpianto e desiderio di redenzione si intrecciano senza tregua. Dalle morbide colline marchigiane degli anni ’80 ai meravigliosi colori di Lampedusa, la sua storia e quella della sua famiglia si muovono così tra ricordi e silenzi, in un viaggio drammatico e psicologico che conduce il lettore nell’abisso celeste del mare – e dell’anima.