Titolo: Dalla montagna perduta
Autore: Pierre Jourde
Editore: Prehistorica
Collana: Ombre lunghe
Pagine: 184
Prezzo: € 17,00
Uscita: 21 novembre 2025
Traduzione: Silvia Turato
Recensione
“Dalla montagna perduta” è il nuovissimo libro di Pierre Jourde, pubblicato come sempre da “Prehistorica editore”. Non è il primo romanzo che leggo di questo autore, infatti vi rimando alle mie recensioni:
“Il viaggio del divano letto” che ho trovato davvero molto carino
“La prima pietra” altro libro che consiglio di questo grande scrittore.
“Paese perduto” romanzo meraviglioso forse quello che ho amato maggiormente e che consiglio assolutamente di leggere.
Ciò che colpisce subito di lui, è la sua scrittura e ciò accade in tutti i libri che ho letto. La sua penna è molto dettagliata, sicura, incisiva e ricca di particolari che permettono al lettore di immergersi nella lettura immaginandosi davvero bene le varie scene descritte come se si fosse lì presenti sul posto.
In questo suo ultimo lavoro, inoltre, è riuscito persino a farmi percepire una certa sensazione olfattiva che non è cosa facile. Personalmente adoro la montagna, la preferisco al mare e in questo libro mi ci sono ritrovato perfettamente. Quando mi è stato proposto di leggerlo, dopo aver dato un occhio alla trama, ho deciso subito di accettare perché, conoscendo la scrittura di Pierre Jourde, avevo alte aspettative e la certezza che mi avrebbe fatto sognare in particolare per l’ambientazione e così è stato. Quindi prima di tutto se siete persone amanti della montagna come me, questo libro dovete assolutamente leggerlo, è adattissimo a voi.
Leggendo “Dalla montagna perduta” ho percepito anche un senso di libertà:
“In quei posti che, quando sono scoperti, danno come nessun altro luogo la sensazione di libertà, di spazio offerto senza restrizione, con una specie di eccesso quasi inquietante in quella generosità, la stessa che nelle fattorie fa riempire il bicchiere di rosso …”
Inoltre, si racconta molto di camminate, ci sono descrizioni dei paesaggi, di racconti della gente del posto, di vite e di morti, del cielo immenso di quel blu che conquista, di quei posti a volte spettacolari che lasciano senza fiato per la loro immensità, almeno per me è così.
Un posto speciale nel libro ce l’ha sicuramente l’Alvernia, che si trova nel cuore della Francia (la casa editrice Prehistorica si occupa, infatti, con successo di libri di scrittori francesi). Inoltre, l’autore ci racconta dei villaggi, delle fattorie, tutti luoghi che hanno un loro fascino particolare.
Ecco posso quindi affermare che “Dalla montagna perduta” possiede quell’incanto che conquista il lettore e lo lascia spesso senza parole, sia per le descrizioni molto precise e ricche, sia per l’immenso spazio della natura che si perlustra, oltre all’aria pulita che sembra ora per noi un miraggio.
Vi consiglio sicuramente la lettura anche di questo romanzo, vi affascinerà, sia per la scrittura dell’autore, sia per la storia e il suo contenuto.
Qui sotto vi propongo l’incipit del secondo capitolo:
“Dominique Noguez tempo fa pubblicò Semiologia dell’ombrello. La scienza dell’ombrello è una disciplina ahimè un po’ trascurata. È il momento di apportare un nuovo contributo.
Uno degli ombrelli che mi hanno segnato (perché ci sono ombrelli che vi segnano per sempre, ganci indimenticabili e aste leggendarie) è stato quello il cui manico spariva nelle viscere della manona di Régis. «Le viscere di una mano» è una formula curiosa. Ma che calza come un guanto a quell’impressionante pezzo di carne rosa e bruna le cui pieghe potevano assorbire i più voluminosi oggetti.”
Trama
Ben lungi dalle ricette dell’esotismo fine a sé stesso, dall’ingenuità a ispirazione realista o folcloristica, Jourde racconta la vita di montagna, in tutte le sue sfaccettature, con quanto ha di profondamente rassicurante e di altamente sconvolgente.
Un libro inedito, in anteprima mondiale disponibile al pubblico prima nella sua versione italiana che in quella originale. Si incastona nel cosiddetto “Ciclo della Montagna” di Pierre Jourde, forgiato a partire da Paese perduto, cesellato con Il Tibet in tre semplici passi, La Prima pietra e con il fortunatissimo Il Viaggio del divano letto.
Un testo che ci porta a vivere una montagna potente, che ci conduce passo passo fra alpeggi, vette e vacche, trascinandoci fra le pagine al ritmo delle stagioni scandite da rituali atavici, facendo riverberare i personaggi nella loro brutale bellezza.
Questa è la sesta opera di Pierre Jourde edita in Italia; sono tutte pubblicate da Prehistorica Editore.

Biografia
Pierre Jourde è nato a Créteil nel 1955, ma la sua famiglia è originaria della remota regione dell’Alvernia, tra le montagne evocate in Paese perduto, La Prima pietra e Il Viaggio del divano letto. Ha un debole per la boxe e la metafisica. Nel panorama letterario francese è una delle voci più autorevoli, probabilmente la più schietta e coraggiosa in assoluto.
Si è sempre distinto per una sorprendente varietà di ispirazione, che gli ha permesso di spaziare dal romanzo al racconto, per arrivare al memoir, alla poesia e al saggio filosofico. Ha ottenuto numerosi premi, tra cui spiccano il Prix Renaudot Des Lycéens, il Prix Jean Giono e il prestigiosissimo Grand Prix De L’Académie Française.
È docente di letteratura francese presso l’Università di Grenoble III. In Francia, viene pubblicato da Gallimard.
Tutte le opere di Pierre Jourde in Italia sono pubblicate da Prehistorica Editore.