Titolo: Delitto in cornice
Autore: Giancarlo De Cataldo
Editore: Einaudi
Collana: Einaudi. Stile libero
Pagine: 232
Prezzo: € 18,00
Uscita: 9 giugno 2026
Recensione
Giancarlo De Cataldo è tornato da poco in libreria con un nuovo libro dal titolo “Delitto in cornice”, firmato dalla casa editrice “Einaudi”. Si tratta di un giallo classico, che l’autore ci propone con la sua penna che conosce bene, sia il genere, che gli argomenti trattati. Il risultato è un’indagine che non vive soltanto di indizi e di interrogatori, ma di atmosfera, di sguardi, di azioni che si muovono sulle vite dei personaggi come se fossero parte integrante della scena del crimine.
Giancarlo De Cataldo non ci priva di dettagli e di informazioni importanti per il lettore, in modo da renderci partecipi della storia, dell’indagine, riuscendo, in tal modo, a coinvolgerci nella vicenda. Quest’ultima, come si intuisce dal titolo e dalla copertina, è ambientata nel mondo affascinante dell’arte contemporanea romana.
Il protagonista che dovrà risolvere il caso è Manrico Spinori che, fortunatamente per lui, non sarà da solo, ma aiutato da una squadra di sole donne.
Tutto parte dal cadavere di Verena Rex che viene ritrovato con un taglio alla giugulare. La donna era una artista provocatoria, esperta in scarificazione, quindi un personaggio particolare che fa parlare molto di sé. L’autore non ha bisogno di effetti speciale per tenere viva l’attenzione dei suoi lettori, ma basta la sua scrittura incisiva, precisa, dettagliata e ricca di particolari ad invogliare nel procedere nella lettura.
Il suo stile è interessante, a volte anche un filo ironico, oltre ad essere estremamente scorrevole. Per chi ama i gialli, troverà in “Delitto in cornice” una vicenda che apprezzerà e divorerà, in particolare se appassionato del mondo dell’arte.
Ho gradito molto Manrico Spinori perché è una persona capace di risolvere le situazioni più intricate, ma al tempo stesso un investigatore che non ha la brillantezza dei detective infallibili, ma la profondità di chi osserva, più che giudicare. Non è un eroe, ma è un uomo che si muove dentro la storia con la consapevolezza che la verità è qualcosa che cambia a seconda delle situazioni, dei contesti e dei vari dettagli, ha insomma varie sfaccettature.
Circa i colpi di scena e il ritmo lascio che siate voi a scoprire tutto ciò e a giudicare, per non rovinarvi la lettura e la sorpresa. Posso comunque aggiungere che i personaggi, di cui si fa la conoscenza nel corso del libro, sono particolari e lasciano il segno, Giancarlo De Cataldo è stato bravo nel caratterizzarli nel modo migliore.
Qui sotto vi propongo l’incipit:
“Cadavere di sesso femminile. Così diceva la prima segnalazione.
Doveva essere morta da almeno due, tre giorni. Persino sulla soglia del capannone, dove Manrico e Cianchetti si erano arrestati per non intralciare il lavoro della Scientifica e del medico legale, era impossibile sfuggire allo sconveniente odore della morte. Tenue, eppure inconfondibile. Anche se era una di quelle spettacolose ottobrate di luminosi effluvi che rendono unica al mondo la campagna romana. Anche se, a tratti, subentravano acri zaffate dalle sigarette che i barellieri fumavano, annoiati e distratti, appoggiati all’inutile ambulanza della Asl di zona.
L’ha trovata uno che doveva consegnare un pacco.
Cianchetti indicò un ragazzo nero, allampanato, che indossava un giubbetto stinto al quale sembrava aggrapparsi in cerca di protezione. Se ne stava in disparte, appoggiato al tronco di un pino solitario piantato al centro della spianata di cemento che separava il capanno dall’abitazione vera e propria. Ai suoi piedi, una bicicletta con pedalata assistita. Tre agenti del commissariato di zona, disseminati ai fianchi delle vetture di servizio, lo sorvegliavano a vista…”

Trama
Verena Rex, provocatoria artista esperta in scarificazione, viene rinvenuta senza vita nel capannone dove filmava le sue performance. Causa del decesso: un taglio alla giugulare. Nessuno sa niente, nessuno ha visto niente; computer e cellulare della vittima sono spariti. È stato un incidente o Verena ha inscenato un suicidio «artistico»? Mentre sul mercato le quotazioni delle sue opere salgono vertiginosamente, un secondo delitto complica la vicenda. Ma, per fortuna, ad aiutare Manrico Spinori nelle indagini c’è una formidabile squadra: formata solo da donne.
Il contino avvertiva, in quella storia, una nota falsa, una dissonanza vaga che non era ancora riuscito a individuare. E quanto all’orizzonte musicale, silenzio assoluto. In piú di un’occasione l’opera era venuta in suo soccorso, suggerendogli una soluzione che, per quanto improbabile, si era poi rivelata quella giusta. Ma stavolta…