Fiori recisi

Titolo: Fiori recisi

Sottotitolo: Storia di un’aspirante suicida

Autrice: Scilla Salvi

Editore: Scatole Parlanti

Collana: Voci

Pagine: 138

Prezzo: € 15,00

Uscita: 16 febbraio 2023

Recensione

“Fiori recisi” è l’esordio in libreria di Scilla Salvi, pubblicato da “Scatole Parlanti”. È un libro breve, ma molto intenso, la cui storia lascia un profondo segno in chi la legge, perché tratta anche argomenti importanti e delicati.

Il romanzo racconta la vicenda di Stella, una giovane donna segnata da un trauma familiare che l’ha segnata parecchio nella sua emotività. Vive in una condizione di solitudine estrema: gli amici sono immaginari, gli affetti sono fantasmi, la famiglia un’ombra lontana. Il sottotitolo non lascia spazio a dubbi: il romanzo affronta il tema del suicidio in modo diretto, senza addolcire nulla.

Un incontro inatteso, però, apre una possibile via di risalita: Stella è costretta a confrontarsi con i propri demoni interiori e con la fragilità della sua salute mentale. “Fiori recisi” è un libro toccante, che provoca nel lettore parecchie emozioni e riflessioni. C’è però anche un lato positivo che nonostante il buio e la sofferenza si può trovare un percorso di guarigione.

Lo stile di scrittura di Scilla Salvi è, indubbiamente, molto delicato intimo, particolare e introspettivo, proprio come piace a me, inoltre ha un certo aspetto poetico e la narrazione si alterna tra passato e presente. Si respira, inoltre, una certa dose di sensibilità profonda.L’autrice riesce a far entrare il lettore nella mente di Stella, la protagonista, e far intuire tutto il dolore che prova anche a livello psicologico.

Per chi ama questo genere di argomento sarò indubbiamente conquistato dalle pagine di “Fiori recisi”. Inoltre, come intuirete, si esplora la mente umana, il disagio personale, ma con grande tatto. Non si tratta, ovviamente, di una lettura leggera, dato il tema forte trattato, ma esso viene affrontato con grande umanità e profondità, è proprio tutto ciò che mi ha colpito parecchio.

Scilla Salvi è riuscita a dare vita ad una storia che non si limita a raccontare il dolore, ma lo osserva da dentro. Da segnalare che Stella non è una vittima da salvare, e questo è uno dei punti più forti del romanzo. È lucida, tagliente, a volte disturbante nella sua sincerità. Non chiede, ma è come se sfidasse il lettore e, a volte, l’ho trovata un po’ arrogante.

Non c’è spettacolarizzazione, non c’è morbosità. Il suicidio è affrontato come un pensiero che si insinua, un’ombra che cresce, un’idea che diventa presenza. È un romanzo che non giudica, non offre soluzioni facili. E proprio per questo risulta schietto, sincero e autentico. Se cerchi un romanzo che ti faccia sentire qualcosa, anche di scomodo e di forte, “Fiori recisi” è quello per te.

Qui sotto vi propongo l’incipit:

“Apro gli occhi nella penombra. La mattina trapela dalla tapparella non completamente abbassata. Armando non lo avrebbe sopportato, diceva di poter dormire solo in una stanza ermeticamente chiusa, impenetrabile a qualsiasi fonte luminosa. Una fitta di dolore mi tra- passa da tempia a tempia. Non sono brava ad accusare i colpi, preferisco stordirmi, e ho bevuto decisamente troppo. L’angusto sentore di non aver puntato la sveglia serpeggia tra i miei neuroni intorpiditi. Mi alzo di scatto, umido. Il liquido mi scorre tra le cosce, porpora. Sento lo stomaco lacerarsi. Armando diventerà padre, ma non sarò io a dargli un figlio. Guardo allo specchio i risultati del mio processo di autodistruzione: ho ventidue anni e ne dimostro cinquanta. Cerco nell’armadietto del bagno, poi nel cassettone dove tengo di tutto, dalle scorte di carta igienica, agli smalti per le unghie. Niente. Frugo in ogni borsa, anche quelle della stagione estiva: prego di trovare un assorbente infilato in qualche anfratto. Sto gocciolando sul parquet. «Sembra un film di Tarantino!» osserva Geremy divertito, mentre fuma la sua marijuana mattutina. Quando ride, piccole grinze della pelle scivolano dagli occhi lungo gli zigomi, come lacrime zampillanti di un emoticon…”

Trama

Sono trascorsi diversi anni da quando la vita di Stella è cambiata per sempre, da quando il legame con i suoi genitori si è spezzato, rendendola un fiore reciso, privato della sua linfa vitale e destinato a deperire. Nel suo presente non ci sono amici, se non immaginari, non ci sono amori, se non sbagliati, e non c’è famiglia, se non uno sbiadito surrogato. Sarà un incontro apparentemente casuale a portare la protagonista ad affrontare i propri demoni, tra gli incerti confini del suo equilibrio mentale.

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