Tra Vercelli e Alessandria l’epica della provincia, con personaggi a tutto tondo e una sorprendente vicenda noir.
Titolo: Gli irredenti
Autore: Marco Avonto
Editore: Morellini
Collana: Varianti
Pagine: 371
Prezzo: € 17,90
Uscita: 14 aprile 2022
Trama
Borgo Alamo, 1997. Durante una battuta di pesca lungo il torrente, Pietro – un adolescente dal carattere schivo – scopre inavvertitamente che il figlio del sindaco del paese, Tommaso Pastore, detto il Bue – sta avendo rapporti omosessuali con un ragazzo di Alamo. Il Bue, temendo che la storia trapeli, affoga il ragazzo e decide di comprare il silenzio del suo amante.
Il sindaco, per salvare il figlio, decide di risolvere la situazione nell’unico modo possibile: trovare un capro espiatorio. Contatta Landi – il padre alcolizzato di un ragazzino rimasto menomato in seguito a un incidente – offrendogli un compenso affinché incolpi il proprio figlio per la morte di Pietro. Ma qualcosa va storto e il Bue deve scontare la sua pena in carcere.
Solo molti anni dopo, nel 2017, uscito di galera, il Bue proverà a trovare un’occasione di riscatto quando incontrerà Chiara, la figlia di un’altra “marginale” di Borgo Alamo con una difficile situazione familiare alle spalle. Nel legame, improbabile e traballante, che si crea tra i due, si intravede l’unica possibilità di redenzione dei personaggi del romanzo, che scopriranno quanto certi debiti siano costosi da saldare.
Incipit
“È rimasto immobile fino a un istante prima.
In piedi, a gambe divaricate lungo la riva del fosso, gli stivali di gomma marroni abbandonati in mezzo all’erba insieme alla cassetta da pesca e a una piccola sporta di vimini, osserva in silenzio il galleggiante bianco e arancione che da qualche secondo ha iniziato a sussultare. Minuscoli cerchi concentrici gli si allargano intorno e diventano sempre più ampi, e le increspature sempre più piatte, a mano a mano che si avvicinano alle due rive.
I grandi occhi castani del ragazzo, ora ridotti a due fessure per il riverbero del sole sull’acqua screziata, hanno colto il movimento appena è iniziato. La sfera bicolore ha cominciato a tremolare, a oscillare, e addirittura c’è stato un chiaro tentativo di affondo da parte del pesce. Ma il pesce è diffidente. Il pesce è furbo. Può trattarsi di una carpa, da come morde l’esca. Suo nonno sicuramente indovinerebbe di quale tipo di pesce si tratta solo da come morde…”
Quarta di copertina
Ha pagato, o almeno sente di averlo fatto.
Forse, almeno in parte. È stato dentro per vent’anni, dannazione! Non può riportare in vita il ragazzo ma… una vita per una vita, non si dice così? E che cos’è rimasto della sua vita? Non è forse stata spezzata anche quella? Non è forse sparita, cancellata come quei denti che ha sputato sul pavimento della cella tra grumi di sangue, sudore e piscio?

Biografia
Marco Avonto è nato a Torino nel 1975. Vive a Milano, dove lavora nel settore finanziario e dove ha frequentato vari corsi di scrittura creativa. Per alcuni anni ha collaborato al blog “Penne Libere” (pennelibere.blogspot.it) assieme ad alcuni colleghi di penna. Appassionato americanista, tra gli autori a cui si ispira cita Philip Roth, William Faulkner, Raymond Carver, John Cheever, Joyce Carol Oates, Donald Ray Pollock, Jay McInerney e Bret Easton Ellis. Gli Irredenti è il suo primo romanzo.