Titolo: Ieri è il momento giusto
Autore: Paolo Kessisoglu
Editore: Solferino Libri
Collana: Narratori
Pagine: 263
Prezzo: € 18,50
Uscita: 12 maggio 2026
Recensione
“Ieri è il momento giusto” è il primo libro scritto da Paolo Kessisoglu firmato dalla casa editrice “Solferino libri”. In tal modo oltre a essere attore, presentatore, sceneggiatore ed aver scritto pure una canzone, si ripropone nelle vesti di scrittore con un romanzo che vi sorprenderà. Ho deciso di leggerlo sia per la trama, che mi ha conquistato immediatamente, sia perché, lo ammetto, ero curioso di scoprire la sua penna e questo suo nuovo ruolo nell’editoria.
Il protagonista, Federico, mi è sembrato subito molto particolare ed interessante caratterialmente, assai variegato con tutte le sue sfaccettature.
La prima parte mi è piaciuta molto, inizia assai bene, scorrevole, avvincente, anche se, ovviamente, avendo letto la trama si sa dove andrà a parare nei primi capitoli, ma, nonostante ciò, ho trovato la sua scrittura affascinante e coinvolgente. Proseguendo c’è stata una parte, a mio avviso, leggermente sottotono, per poi riprendersi alla grande, tenendomi incollato alle pagine, alimentando la mia curiosità circa gli eventi che sarebbero accaduti e specialmente sulla conclusione.
Il libro scorre bene, Paolo Kessisoglu si occupa di varie tematiche anche molto importanti, profonde ed interessanti che permettono al lettore di riflettere e di poter esprimere il proprio parere. Si affronta la solitudine, un tema considerevole ed intenso che colpisce, o che è entrato nella vita di molti di noi; il tempo che passa imperterrito nonostante gli errori fatti.
L’autore, ovviamente, ci racconta anche della famiglia, dato che inizialmente è proprio il punto focale da cui parte tutto. Nella prima parte c’è il mistero o comunque un momento di fermento e di attesa per quanto riguarda il testamento che stupirà non poco, poi da questo si movimenterà tutto e anche noi lettori saremo incuriositi su come proseguirà il romanzo.
La storia è avvolta in una atmosfera a tratti malinconica, mentre in altri punti è più ironica, Paolo Kessisoglu emerge in tutto il suo modo di apparire, pure con la penna, dimostra di essere sempre se stesso e fa uscire la sua parte più umana, più autentica e profonda, senza però rinunciare a qualche sorriso, oltre a passaggi brillanti che illuminano la vicenda e che si alternano con quelli in cui emerge la sua sensibilità che magari qualcuno non immaginava potesse avere.
Personalmente ho apprezzato questo romanzo, l’ho letto con piacere e con parecchia curiosità, gradendo i momenti di riflessione oltre agli insegnamenti che scaturiscono durante la lettura, come i rapporti di Federico con i familiari e con l’ex moglie.
Spero di avervi incuriositi un po’ perché è una storia che si snoda pagina dopo pagine e che coinvolge in varie maniere.
Qui sotto trovate l’incipit:
“Si guardano dritto negli occhi, nella stanza un silenzio denso. Nessuno dei due lo interrompe. La tensione si taglia col coltello. Già, proprio un coltello vorrebbe avere, pensa Federico, per bucarle le gomme dell’auto. Immagina la faccia che farebbe l’ex moglie nell’accorgersi del danno subito: pensieri assurdi che talvolta si diverte a dispiegare in maniera dettagliata, come un regista che disegna lo storyboard di una scena. Un attimo dopo ride di sé, sapendo che qualsiasi lama più lunga di cinque centimetri lo turba al punto da provare disagio quando apre i cassetti della cucina.
«Guarda che non sono mica Roberta, è inutile che mi fissi con quello sguardo furioso. L’avvocato Mazzi sorride allargando le braccia e sgranando gli occhi come se vedesse comparire un fantasma davanti a sé. Prova a sciogliere quel nervosismo insostenibile, Federico è talmente imbufalito che sembra avercela con lui…”

Trama
Federico ha poche soddisfazioni ma molte certezze: sa qual è il suo posto nel mondo, anche se ci sta scomodo, tra una figlia adolescente in crisi, un’ex moglie polemica e un lavoro di fotografo che non è mai decollato. Ma in una mattina di luglio, dalla Francia arriva la notizia destinata a capovolgere tutto: suo padre Giovanni è morto all’improvviso, durante un soggiorno ad Arles.
E nella cittadina francese non lo aspettano solo tristi adempimenti burocratici, ma la sorpresa della sua vita: Giovanni non è affatto quello che credeva. La sua placida esistenza di genitore modello e impiegato dell’Inps è fondata su un grande inganno, e le famiglie che si è costruito sono in un certo senso molteplici. Federico non ha nemmeno il tempo di riprendersi dallo choc che gli tocca partire per un viaggio attraverso la penisola e fino a Lampedusa, dove lo attende un’eredità misteriosa. Ma è un’avventura in cui non si imbarcherà da solo.