Titolo: Il cielo è nero la terra blu
Autrice: Rossella Sorbara
Editore: Neo Edizioni
Collana: Dry
Pagine: 174
Prezzo: € 17,00
Uscita: 1° aprile 2026
Recensione
“Il cielo è nero la terra blu” segna l’esordio letterario di Rossella Sorbara. Questo libro rientra pienamente nel genere di quelli pubblicati dalla sua casa editrice “Neo Edizioni”.
La trama è assolutamente interessante, invoglia infatti parecchio a tuffarsi tra le pagine per scoprire la storia narrata dalla sua penna. Il romanzo si avvicina al genere di formazione, di cui sono tanto appassionato, ma in questo caso ci regala anche qualcosa di più.
I personaggi, in particolare la protagonista Nico che ha solo tredici anni e che si chiude in bagno per piangere e per leggere, sono ben caratterizzati e con evidente carisma; quindi, uno tra i punti forti sono proprio loro che animano sapientemente la vicenda e la movimentano.
Tutto è scritto in modo schietto, appassionante e limpido, senza giri di parole. Troviamo anche il suo miglior amico Cosimo e sua sorella Angelina, loro due sono le sue ancore di salvezza.
Ciò che invece segna l’esistenza di Nico in negativo è il suo rapporto con la madre, che chiama “Quella lì”, che forse non è colei che l’ha messa al mondo. Infatti, tra le roulotte del circo presente in paese, c’è una donna che lei pensa essere la sua vera mamma. La storia si fa misteriosa e curiosa. Nico ha delle sensazioni, ma deve anche convincere Cosimo circa la sua verità.
La scrittura di Rossella Sorbara è a volte cruda, fluida, senza filtri e pulsante. Scorre veloce, piena di ritmo a tal punto che il lettore è conquistato dalla storia senza riuscire a smettere di leggere.
L’autrice affronta varie tematiche, anche importanti, che scavano nelle pagine e danno ulteriore importanza a tutta la storia: l’adolescenza, il bullismo, il bisogno di fuggire, la depressione, la ribellione… Risulta molto interessante anche l’ambientazione e l’atmosfera in cui si svolgono le varie azioni. A volte cupo, avvolto nella nebbia.
Il libro si legge con interesse e con un certo grado di curiosità, Rossella Sorbara è brava nel riuscire ad intrattenere il lettore e ad infondergli quel senso di desiderio a girare pagina senza fermarsi. Una buona opera prima che incoraggia noi lettori anche per il suo secondo eventuale romanzo.
Qui sotto vi propongo l’incipit:
“Nel paese in cui mi capita di vivere, l’unica cosa che succede è la nebbia.
Questo non cambia la vita a nessuno, lo so, non è che sono qui a lamentarmi, qualcuno si vede che ci doveva vivere da queste parti, per delle ragioni che non sta a me di mettermi a capire, eccetera. Mi dispiace solo che, tra tutti quelli a cui poteva capitare, è capitato proprio a me. Ma che posso farci?
Si vede che doveva andare così, mi dico.
Insomma, in questo paese la gente la vedi così poco che sembra ci sia appena stata un’epidemia di peste nera e se cammini per strada, come me, ti viene la malinconia a vedere tutte le case chiuse, le macchine parcheggiate dietro ai cancelli automatici. Io dico, secondo me, la vita, alla gente di qui, gli fa schifo…”

Trama
Se devi piangere ‒ ed è una cosa che può capitare a tutti, anche a una come Nico ‒ allora meglio farlo nei cessi, che lì non ti vede nessuno. E se c’è una cosa che fa piangere Nico è quella lì, la donna con cui vive e che dice di essere sua madre. Ma qualcosa non torna, perché quella lì prima le voleva bene e dopo, all’improvviso, ha iniziato a trattarla male. Quando poi in paese arriva il circo, con loro c’è una donna. Nico non ha dubbi, è lei la sua vera madre, l’hanno rapita e sostituita, e ora vuole scappare con lei, conoscere la verità. La verità sui suoi tredici anni, sui suoi amici, sul posto in cui vive.
Certo, c’è Cosimo, il suo migliore amico, per lui si taglierebbe un braccio, e c’è Angelina, la sorella di Cosimo, che studia filosofia nella grande Torino e canta Leonard Cohen e i Velvet Underground, ma come convincerli che la donna tra le roulotte del circo è la sua vera madre? Un esordio illuminato e travolgente. Una storia che parla di ostinazione, di libertà, e di quanto sia immensa e spaventosa la vita, soprattutto se sei un’adolescente costretta in un paese che ti opprime e vivi un rapporto tormentato con tua madre.