Titolo: Il giardiniere e la morte
Autore: Georgi Gospodinov
Editore: Voland
Collana: Sírin
Pagine: 198
Prezzo: € 19,00
Uscita: 16 maggio 2025
Traduzione: Giuseppe Dell’Agata
“Di cosa parliamo quando parliamo della morte?
Della vita ovviamente, di tutta la sua incantevole fugacità”
Ogni storia, perfino se è avventura ed è personale, una volta passata attraverso la lingua, quando si è rivestita di parole, non ci appartiene più, fa già parte dell’ordine della realtà che di quello della finzione.
Trama
Un romanzo su quanto dobbiamo ai nostri padri, su cosa ci fa essere quelli che siamo e una dichiarazione d’amore struggente: un figlio assiste il padre durante una lunga e crudele malattia. Lo ricorda lavorare in giardino, curare le piante da frutto, i fiori… pian piano il campo visivo si allarga ai vicini, ai conoscenti, all’intera Bulgaria povera e dignitosa. Con l’abituale maestria Georgi Gospodinov ci racconta la vita di un uomo e le storie che compongono un’esistenza, ogni esistenza. Perché la fine dei nostri padri è la fine di un mondo.
Incipit
“Mio padre era giardiniere. Ora è giardino.
Non so da dove cominciare. Che questo sia l’inizio. Si parla di fine, ovvio, ma da dove comincia la fine?
Forse mi son pisciato sotto, disse mio padre sulla soglia. Stava nel riquadro della porta d’ingresso, angosciosamente dimagrito, un po’ ingobbito, quell’ingobbimento tipico delle persone alte. Lo avevano portato tardi la sera prima, proprio alla fine di novembre. Aveva viaggiato per trecento chilometri sdraiato sul sedile posteriore in modo da attenuargli un po’ il dolore. Ero riuscito a fissargli una visita per il giorno successivo.
Mi son pisciato sotto, ripeté, come un bambino che si senta colpevole e con quella sua tipica autoironia, ci copriamo di ridicolo diventando vecchi.
Va tutto bene, dissi, e cominciammo a cambiare i vestiti in corridoio, chiudendo la porta del soggiorno.
Ho paura, mi disse piano all’orecchio mia figlia a un certo punto. Adesso mi rendo conto che lei lo aveva capito per prima. Io ancora non sapevo, non volevo sapere.
Lasciatemi dire da subito che alla fine di questo libro l’eroe muore. Neppure alla fine, già a metà, ma poi è di nuovo vivo, in tutte le storie di prima che se ne andasse o anche dopo. Perché, come diceva Gaustin, nel passato il tempo non va in un’unica direzione…”

Biografia
Georgi Gospodinov è nato a Jambol nel 1968, è poeta innovativo e raffinato, prosatore e studioso di letteratura, oggi considerato lo scrittore più talentuoso della Bulgaria. Con il suo esordio narrativo, Romanzo naturale (Voland 2007), accolto come una vera rivelazione, ha immediatamente incontrato il favore di critica e pubblico che ne hanno decretato lo straordinario successo, e ha ottenuto il primo premio del concorso Razvitie per il romanzo bulgaro contemporaneo. È tradotto in diciannove lingue.
Di Gospodinov Voland ha pubblicato le raccolte di racconti …e altre storie (2008), E tutto divenne luna (2018), Tutti i nostri corpi (2020) e i romanzi Fisica della malinconia (2013) – con il quale nel 2014 è stato finalista del Premio Von Rezzori e del Premio Strega Europeo –, e Cronorifugio (2021), con il quale l’autore si è aggiudicato il Premio Strega Europeo 2021.
Di lui è stato detto: “Definito il Milan Kundera della Bulgaria… potrebbe essere accostato anche a Friedrich Dürrenmat… ma a ben vedere Georgi Gospodinov è uno scrittore unico.”