Ciao lettrici e lettori,
vi propongo una nuova intervista. Questa settimana l’ospite è Eleonora Megna, autrice del libro “La parte che resta” pubblicato da “Narrazioni Clandestine”
Se volete leggere anche la mia recensione, potete farlo cliccando qui.
Intervista
1 – Chi è Eleonora Megna e che tipo di scrittrice sei?
Sono una life coach e da anni lavoro con le donne nei momenti di cambiamento e trasformazione.
La scrittura è arrivata come un’estensione naturale di questo lavoro.
Come scrittrice, mi definirei emotiva ed essenziale: mi interessa raccontare ciò che si sente, più che ciò che accade.
Scrivo per dare voce a ciò che spesso resta non detto.
2– Come, o da dove, è nata l’idea di scrivere il tuo libro “La parte che resta”?
Nasce da un intreccio tra la mia esperienza personale e l’ascolto di tante storie incontrate nel mio lavoro.
A un certo punto ho sentito che alcune cose avevano bisogno di una forma diversa.
Non più solo essere elaborate, ma raccontate.
Questo libro nasce da lì: dal bisogno di attraversare il dolore e trasformarlo in qualcosa che potesse parlare anche ad altri.
3 – Mi descriveresti il tuo romanzo con tre parole?
Trasformazione.
Verità.
Rinascita.
4 – Ci racconti qualcosa di Bianca, di Lisa e di Stella: i loro caratteri, un loro pregio, un loro difetto…?
Bianca è il passaggio: cerca di tenere insieme i pezzi e trovare un senso.
Il suo pregio è la sensibilità, il suo limite è sentirsi spesso inadeguata.
Lisa è il conflitto: vive una scelta difficile e tutto il peso emotivo che ne deriva.
Il suo pregio è l’onestà con cui si guarda, il suo limite è il senso di colpa.
Stella è il silenzio: porta dentro il lutto e i non detti.
Il suo pregio è la profondità, il suo limite è la difficoltà a esprimere ciò che sente.
5 – Quali tematiche tratta e come le hai affrontate?
Il romanzo affronta temi come maternità imperfetta, aborto, lutto, abbandono e senso di inadeguatezza.
Ma al centro c’è anche il tema della rinascita: non come qualcosa di immediato o idealizzato, ma come un processo che passa attraverso il dolore.
Li ho affrontati senza semplificare e senza giudicare, cercando di restituire complessità e verità.
Non volevo spiegare il dolore, ma attraversarlo.
Perché è proprio nell’attraversarlo che, a un certo punto, può emergere una nuova forma di presenza: più consapevole, più autentica.
6– Qual è, secondo te, il punto forte del romanzo?
Credo sia l’autenticità.
È un libro che non cerca scorciatoie emotive e non idealizza.
Resta dentro le fratture e prova a dare dignità anche alle parti più scomode.
7 – C’è un messaggio in particolare che vorresti arrivasse ai tuoi lettori?
Che non siamo sbagliate, siamo in un passaggio.
E che anche ciò che sembra spezzarci può diventare uno spazio da cui ripartire.
Ogni donna ha il diritto di riscrivere la propria storia.
8 – Ci racconti qualcosa del titolo e secondo te c’è in tutti noi una parte che resta?
La parte che resta è quella che non si spezza.
Non è la parte perfetta, ma quella più vera: quella che continua a esserci, anche nel dolore.
E sì, credo che esista in tutti noi.
È la parte da cui, in fondo, ricominciamo.
9 – Come ti descriveresti con tre aggettivi e quali passioni/hobby hai nel tempo libero?
Mi descriverei come empatica, autentica e determinata.
Nel tempo libero cerco spazi che mi permettano di ascoltarmi davvero: leggere, scrivere, stare nella natura. Sono momenti in cui rallento e torno a me.
Mi affascinano molto anche il teatro e la danza, in generale tutte le arti espressive.
Mi emoziona vedere come un corpo o una voce possano dare forma a qualcosa di unico, vivo, irripetibile.
Forse è proprio lì che mi riconosco di più: in tutto ciò che riesce a trasformare un’emozione in presenza.
10 – Infine una curiosità: qual è stato l‘ultimo libro che hai comprato e/o letto?
L’ultimo libro che ho acquistato è “La neve in fondo al mare” di Matteo Bussola.
L’ultimo che ho letto, invece, è “Atti osceni in luoghi privati” di Marco Missiroli.
Sono due letture molto diverse tra loro, ma entrambe capaci di entrare in profondità nelle emozioni e nelle relazioni — ed è qualcosa che mi interessa sempre molto, sia come lettrice che come scrittrice.

Biografia
Eleonora Megna è una life coach certificata ICF, specializzata in percorsi di consapevolezza e ricostruzione personale rivolti alle donne che attraversano momenti di cambiamento e fasi di transizione familiari o professionali.
Con un approccio empatico e radicato nell’esperienza vissuta, accompagna le persone a ritrovare fiducia, autenticità e una nuova direzione.
Per oltre dieci anni ha lavorato come redattrice televisiva e in ambito teatrale, affinando uno sguardo capace di cogliere la complessità delle storie e della mente umana.
Oggi unisce scrittura, coaching e formazione per dare voce a ciò che spesso resta inascoltato.
La parte che resta, suo esordio narrativo, nasce da un’esperienza personale di perdita, dolore e solitudine, trasformata in un racconto di rinascita che offre al lettore uno spazio di riconoscimento e guarigione.
Grazie di aver risposto alle mie domande!
Alla prossima
Gabrio