Intime distanze

Titolo: Intime distanze

Autore: Loris V. Carla

Editore: Autopubblicato

Pagine: 531

Prezzo: € 16,00

Uscita: 8 dicembre 2023

“Non si indossa una maschera per nascondere un volto.

La si indossa per proteggere un’essenza.”

Trama

Una cartolina firmata da “G” sconvolge la giornata di Andrea Marin catapultandolo indietro nel tempo all’anno del servizio militare obbligatorio. È l’anno della scelta che condizionerà la sua vita, l’anno in cui darà ascolto alla parte di sé fino ad allora repressa e rinnegata; che avrebbe tanto voluto non esistesse, ma c’era.

Tutto accade in una caserma car del Friuli orientale. Andrea, il “fighetto” che pensa troppo, è riservato, diffidente, selettivo, a tratti ruvido e spigoloso. Porta dentro i drammi di un universo famigliare permeato di tensioni e rancori. Con gli altri parla poco, instaura rapporti tiepidi, all’apparenza superficiali, in cui le confidenze appena sussurrate si alternano a distanze profonde e in taluni casi irraggiungibili. Entra in caserma con un obiettivo: ritentare il concorso di ammissione all’Accademia Militare di Modena.

L’incontro con Gabriele Pontini cambia tutto. Gabriele è un giovane verace, pratico, legato alle tradizioni della sua terra. Schivo, introverso, ma leale, è abituato a dire quello che pensa senza mai essere indiscreto. Involontariamente è lui a sovvertire i piani di Andrea, a indurlo a mettersi in discussione e invitarlo a mitigare il peso della ragione in favore del sentimento. È lui il primo a valicare il confine del pudore, a cercare il calore della carne. In un ambiente maschile già epurato dalla pratica del nonnismo, ma rimasto competitivo e fedele allo spirito di fratellanza, contraddistinto da gerarchie, anzianità e regole, Andrea e Gabriele si muovono con prudenza.

Trascorrono notti insonni a raccontarsi e a svelarsi l’un l’altro fino a oltrepassare la linea di demarcazione che separa l’amicizia da qualcosa di più grande che né l’uno né l’altro sapranno riconoscere e che disorientandoli genera una prima distanza tra loro. In quello strappo leggero s’insinua la personalità carismatica del sottotenente di complemento Gianluca Milani, giunto al battaglione poco prima di Natale. Se Gabriele lo percepisce come una minaccia, Andrea ne subisce il fascino. La simpatia e la determinazione di quell’ufficiale atletico, appassionato di corsa, onesto, affidabile e fin troppo sicuro di sé lo seducono.

L’iniziale sintonia sfocia in un’attrazione platonica che lo travolge nel bel mezzo della storia con Gabriele. Andrea resiste, prende tempo, dà ascolto al cuore e cerca in Gabriele una corrispondenza di intenti che però non trova e l’improvvisa comparsa di una ragazza nella vita dell’amico lo spingerà ad approfondire il rapporto con Gianluca. È una parentesi serena, la genesi di una relazione perfetta, regolata però da una razionalità troppo debole per mettere a tacere i moniti del cuore. E quando tutto collassa in un’intricata sequenza di equivoci e menzogne, quando anche Gabriele torna sui suoi passi, Andrea, incapace di riconoscersi e soffocato dal senso di colpa, si isola. Comincia per lui un periodo di riflessioni deliranti, ossessioni e violenze auto inflitte. Si chiude in un silenzio ermetico e risponde con rabbia alle curiosità e alle insinuazioni innescate da quel suo comportamento distaccato e sospetto, che catalizza l’attenzione dei compagni.

Nella quotidianità della vita militare, scandita dal lavoro, dai servizi e dalle punizioni, le storie di Andrea, Gabriele e Gianluca, si intrecciano con quelle di un ristretto gruppo di soldati in un crescendo di imprevisti e colpi di scena.

La cartolina di “G” è la chiave che darà al protagonista la forza di comprendere davvero quanto accaduto tra quelle mura e nel contempo – forse – perdonare se stesso.

Incipit prefazione

Era l’aprile del 2020, il mondo si era fermato e aveva spento i motori. Nella buca delle lettere non avevo trovato una cartolina, ma il mio profilo Instagram era stato tag- gato in una foto da uno sconosciuto. L’utente conosceva il mio essere curioso e aveva voluto attirare la mia attenzione. La foto era accompagnata da una didascalia che sembrava essere l’estratto di un romanzo. Alcune frasi mi catapultarono subito nel passato e precisamente al 1993.

L’utente sconosciuto aveva fatto centro. Immediatamente la memoria si accese su luoghi, persone e fatti di un’epoca lontana che il tempo aveva sbiadito. Era l’anno del servizio militare obbligatorio. Per alcuni giorni cercai di capire chi fosse la persona che si celava dietro il profilo di fantasia. Da quanto scritto doveva essere qualcuno che aveva vissuto con me quell’esperienza. Alcuni giorni dopo, lo identificai e lo contattai tramite Facebook. La mia intuizione si rivelò corretta: era Andrea Marin. Stava scrivendo una storia, tra realtà e immaginazione, legata alla sua esperienza durante quei dodici mesi all’interno di un muro di cinta che delimitava il perimetro tra la società civile e il mondo militare.

Incipit primo capitolo

“Una cartolina è scivolata dal mazzo di volantini pubblicitari che ogni giorno trovo nella buca delle lettere e prontamente butto nel bidone della carta. C’è uno scorcio di Udine che riconosco. Il cuore si deconcentra, dimentica di contrarsi e per un istante ho la sensazione di cadere nel vuoto, poi riprende, accelera, rimbomba e io mi sorreggo al portone d’entrata. Respiro a fondo, trattengo l’aria ed espirando mi chino a raccoglierla. Non la giro subito, non voglio sapere chi la manda, non qui, non sulla strada. Chiudo la cassetta della posta e salgo le scale fissando quella Piazza ritratta al tramonto. Come diavolo si chiamava?

La porta dell’appartamento è socchiusa. L’inquilino accanto mi saluta sbadatamente mentre me la chiudo alle spalle. Getto sul tavolo di cucina le chiavi e mi precipito in studio. Siedo nella poltrona di pelle bianca scelta apposta per leggere, un regalo che mi sono concesso quando son venuto a vivere da solo. Il telefono squilla, io lo ignoro, non mi interessa sapere chi mi sta cercando. Tutta la mia attenzione è rivolta al rettangolo di cartoncino goffrato, con il castello della città sullo sfondo. Chiudo gli occhi. Ruoto il polso. Li riapro. Leggo…”

Biografia

Loris V. Carla è il nome d’arte che ho scelto per raccontare storie. Un tributo e un ringraziamento a tre persone importanti che in modi diversi, nel bene e nel male, hanno piegato, raddrizzato e arricchito la mia vita.

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