Titolo: L’ incartatrice di arance
Autrice: Barbara Bellomo
Editore: Garzanti
Pagine: 288
Prezzo: € 18
Data di pubblicazione: 31 marzo 2026
Recensione Un libro in soffitta su A Tutto Volume Libri
Catania, 1906
“Non è tuo padre”: quella frase, pronunciata dalla madre Angela poco prima di esalare l’ ultimo respiro, continua ad echeggiare nella mente della giovane Rosetta. In quella stanza buia e spoglia dove il mobilio è ridotto all’ osso e il giaciglio della ragazza è un umido pagliericcio poggiato a terra, è rimasta sola con quel padre di cui non v’è più certezza sulla genitorialità. Impossibilitata a rivelare una verità disarmante di cui non riesce neppure a percepire i contorni, Rosetta si divide tra l’umile dimora e il porto in cui lavora al banco delle olive di Don Mauro.
Qui la sua anima prova una quiete transitoria tra il profumo del pescato giornaliero, le succose olive e la colorata varietà di persone che popolano il mercato cittadino. Unico svago l’ amicizia, pura e dal sapore delle dolce arance, con Michele, che coltiva gli agrumi nel podere paterno e i libri che il professore universitario Anselmi le offre in prestito. Lungo la strada di casa gli occhi di Rosetta si poggiano sul nobile palazzo degli eredi del barone Villardita, la cui figlia Elisa, osserva timidamente dal balcone la vita che le scorre innanzi, senza poterne essere parte attiva.
E poi la figura carismatica di Concetta Campione, titolare dell’ omonima stamperia, donna determinata e dai progetti in continua evoluzione.
L’ incontro fortuito con costei comporterà un radicale mutamento nella vita di Rosetta che, tuttavia, un destino beffardo e malvagio sottoporrà a prove estenuanti ove la pietas umana non avrà spazio.
Sullo sfondo della Catania di inizio Novecento l’ autrice prende le mosse da un personaggio realmente esistito, Concetta Campione, per illustrare la tradizione della coltivazione delle arance tarocco, l’ origine della denominazione, il curioso legame con le carte divinatorie e, dato di particolare rilievo, l’ intuizione della Campione nel dar vita alla produzione e alla stampa delle veline con cui venivano incartate singolarmente le arance per proteggerle dall’ umidità durante il trasporto.
Il romanzo analizza, poi, il ruolo delle donne, ridotte spesso alla dominazione prima del pater familias e in seconda battuta a quella del marito, che si arrogava il diritto di proprietà sulla consorte. Tema quanto mai di pressante attualità che Barbara Bellomo riesce a narrare con delicatezza e garbo attraverso le figure di Elisa e Rosetta, assurte a simbolo di una femminilità che non si piega al volere del dominus, sia esso un parente o una figura esterna al contesto familiare.
Concetta, Rosetta ed Elisa divengono fulgido esempio di resilienza e di rinascita. Barbara Bellomo coglie ogni dettaglio, racconta ogni sussulto, descrive, con encomiabile maestria, volti, personalità e storie di chi ha lottato strenuamente per realizzare i propri sogni.
Indimenticabile.

Trama
Catania, 1906. Il mercato del pesce brulica di suoni, odori, colori. Rosetta, sedici anni, lavora tra i banchi dall’alba al tramonto. I suoi sogni restano chiusi in un cassetto che osa aprire soltanto insieme a Michele, contadino dagli occhi verdi capaci di emozionarla. È lui a raccontarle di una nuova varietà di arance che si conserva più a lungo se avvolta nella carta oleata. In cerca di un futuro diverso, Rosetta incrocia il cammino di Concetta Campione, donna forte e determinata, proprietaria di una tipografia in cui lavorano soltanto donne. Ne resta incantata. Soprattutto da una macchina in grado di stampare immagini su una velina simile a quella che avvolge gli agrumi.
Rosetta è convinta che un disegno davvero accattivante possa decretare il successo, magari anche all’estero, delle arance di Michele. Nella mente cominciano a fiorirle figure dai mille colori, si immagina a incartare ogni frutto con cura. Il traguardo sembra vicino. Ma il destino, lo sa bene, è spesso un avversario imprevedibile. Una notte da dimenticare rischia di mandare in frantumi ogni progetto: il padre è costretto a fuggire negli Stati Uniti e Rosetta deve rinunciare a Michele per proteggerlo. .
Rimasta sola, sceglie di non cedere, di difendere le proprie idee, anche a costo di soffocare un segreto che riguarda le sue origini. Ora deve solo guardare avanti e costruire il suo domani. Perché chi ha attraversato la tempesta riconosce il momento in cui il cielo finalmente si rischiara. Barbara Bellomo consegna ai lettori un libro che intreccia la storia di Catania di inizio Novecento al frutto che più la identifica, l’arancia Tarocco, svelandoci il mistero dietro a questa tradizione. Personaggi realmente esistiti e figure di finzione si fondono in un romanzo che profuma di agrumi e ha la leggerezza dei colori del tramonto, mentre una ragazza, pagina dopo pagina, diventa donna e impara a trovare sé stessa.