La parte che resta     

Titolo: La parte che resta

Autrice: Eleonora Megna

Editore: Narrazioni Clandestine

Gruppo: Santelli Editore

Pagine: 116

Prezzo: € 12,99

Uscita: 3 aprile 2026

Recensione

Eleonora Megna ci propone il suo libro d’esordio dal titolo “La parte che resta” arrivato in libreria da “Narrazioni Clandestine” che fa parte del gruppo “Santelli Editore”. L’autrice è una life coach e per oltre dieci anni ha lavorato come redattrice televisiva e in ambito teatrale.  Con questo romanzo ha voluto portare al lettore una storia molto intensa, profonda, costruttiva e significativa. Indubbiamente, in alcuni momenti, specialmente per le persone più sensibili, occorre avere a portata di mano un fazzoletto, perché i temi trattati e le storie narrate fanno, ogni tanto, gonfiare gli occhi di lacrime.

Le protagoniste sono tre donne con i relativi caratteri, più o meno forti, ma sicuramente carismatici e che dimostrano una propria personalità: Bianca, Lisa e Stella. Tre nomi corti, tre donne con una storia personale da raccontare che si ritrovano sotto lo stesso tetto, quello di un ospedale, e hanno in comune la maternità, seppure in modo diverso.

Lisa ha appena interrotto la gravidanza, Bianca ha avuto da poco un bambino, mentre Stella ha perso la persona che amava, ma anche lei si trova coinvolta nel tema della maternità. Tre figure femminili, che sebbene le loro storie siano diverse, l’autrice riesce a creare un filo invisibile che le unisce. Non è solo la loro grande sofferenza a legarle, ma quella sensazione di “sospensione” tipica di chi sente che la propria vita si è spezzata e non sa ancora come rimetterne insieme i pezzi.

La scrittura di Eleonora Megna è asciutta, ma emozionante, in grado di far vibrare le corde del cuore dei lettori. Si percepisce un’attenzione quasi chirurgica ad ogni minimo dettaglio, inoltre non si cade assolutamente mai nel sentimentalismo facile, ciò è qualcosa a cui tengo affermare con onestà e forte consapevolezza.

La narrazione procede lasciando, a volte, che siano i silenzi tra i dialoghi a parlare del vuoto provocato da un lutto o dall’ansia per una maternità, tutto questo fa sì che anche chi legge possa farsi una sua idea, è come se fosse parte della storia e volesse, ogni tanto, inserirsi per esprimere il proprio pensiero, o infondere coraggio, magari con un abbraccio o con delle parole di conforto.

Durante la lettura si viene a conoscenza delle vite delle tre protagoniste, dettagli, passaggi, pensieri, tutto ciò che avvolge le loro esistenze e che vogliono portare a conoscenza del lettore.

A mio avviso è un romanzo, seppure breve, che riesce a unire le protagoniste con i lettori, a essere un libro completo. Lo stesso titolo ha una sua motivazione: “La parte che resta” e lascio che siate voi, nel leggere la storia, a scoprirne di più e il suo significato.

Sicuramente è una storia sulla resilienza, quella vera, fatta di piccoli passi e di solidarietà improvvisate tra sconosciuti. Inoltre, è un romanzo che avvicina più individui, che spezza alcuni cuori, ma provoca anche affetto, umanità e conforto tra le persone.

“La parte che resta” è un libro che va letto perché sa come lasciare dei messaggi importanti e costruttivi.

Qui sotto vi propongo l’incipit del prologo:

“C’era una stanza. Un’attesa senza nome, un silenzio denso e immobile, come il fiato trattenuto prima di un urlo.

La sala non era vuota, eppure sembrava sospendere il respiro: odorava di disinfettante, plastica, metallo. Sotto, appena percettibile, un odore più persistente, quello della paura. La paura delle domande che non trovano voce, dei ricordi che si attaccano alla pelle.

Le luci al neon vibravano lievemente e ogni suono – un passo, un sospiro, il fruscio di un cappotto – sembrava amplificato, come se il tempo si fosse allungato e i pensieri dovessero sussurrare per non rompere il fragile equilibrio.

Le sedie grigie correvano lungo le pareti: troppo vicine per accogliere, troppo lontane per sfiorarsi davvero.

Tre donne sedevano distanti. Tre corpi. Tre vite in bilico. Tre soglie attraversate nel punto esatto in cui qualcosa si era spezzato.

Lisa guardava in basso, mani intrecciate in grembo, la gamba che tremava piano, come per andarsene prima che fosse tardi.

Gli occhi lucidi, ma non piangeva. Solo stanchezza che pulsava sotto la pelle…”

Trama

In una notte d’inverno, un corridoio d’ospedale unisce i passi incerti di tre donne. Nessuna di loro sa ancora che il loro incontro cambierà tutto. Lisa ha appena interrotto una gravidanza, Stella ha perso l’uomo che amava, Bianca è appena diventata madre. Non si conoscono, eppure qualcosa le lega da subito: sono tutte nel punto esatto in cui la vita ha perso equilibrio.

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