Titolo: La ragazza d’aria
Autrice: Andreea Simionel
Editore: Rizzoli
Collana: La Scala
Pagine: 247
Prezzo: € 18,00
Uscita: 5 marzo 2026
“C’è, in questa voce che colpisce e ammalia, una forza primigenia. Un romanzo che pulsa, capace di parlare al nostro fragile presente.” – Silvia Avallone.
“Il mio corpo è arrivato, finalmente. Ha percorso i chilometri che ci separavano, ha oltrepassato i confini. Siamo diventati tutt’uno.
Sono un oggetto affilato. Se mi tocchi, taglio”
Andreea Simionel scrive una storia toccante sull’adolescenza come terra di confine, l’amore tra sorelle e il rifugio inaspettato nei libri. Con una scrittura che sa farsi vulnerabile e incandescente, ci racconta che, dopo essere scivolati sott’acqua, lentamente si può tornare a respirare, come se fosse la prima volta.
Trama
Una ragazza in bilico tra due mondi, due lingue, due identità. Aryna ha quindici anni e cammina sulla linea sottile tra ciò che è stata e chi può diventare. È arrivata da due anni a Torino dalla Romania, eppure sente che niente, nel mondo che la circonda, le somiglia davvero. Il nome che porta è troppo difficile per i coetanei italiani, la sua lingua madre ha troppi spigoli, il suo corpo è troppo pieno. Ed è così che inizia a stringere, ogni giorno controlla di più: il pensiero, gli affetti, il cibo.
Attorno a lei, i genitori, la sorella e gli amici le paiono distanti. Perché Aryna lotta con il peso delle proprie radici nell’Est, la fame di trovare un posto in un Paese nuovo, l’Italia, e al centro di tutto il suo corpo, che cade, resiste, si rialza. Andreea Simionel scrive una storia toccante sull’adolescenza come terra di confine, l’amore tra sorelle e il rifugio inaspettato nei libri. Con una scrittura che sa farsi vulnerabile e incandescente, ci racconta che, dopo essere scivolati sott’acqua, lentamente si può tornare a respirare, come se fosse la prima volta.
Incipit
“Alzati” dice la dottoressa. “In piedi.”
Mi alzo.
“Spogliati,”
Obbedisco. Sollevo le braccia sopra la testa e mi sfilo la ve- staglia, la butto in un angolo. Rimango nelle mie mutande ros- se di Capodanno.
Mia madre non mi guarda. È rimpicciolita sulla sedia. Piange e i singhiozzi le scuotono le spalle.
“Guardati allo specchio» dice la dottoressa. «Dimmi cosa vedi.”
Dentro, ci sono tutta.
I capelli neri, legati in una coda alta. Gli occhi verdi, come in quella canzone che cantavo da piccola, ochii verzi, ce la berzi I miei spigoli pallidi. Il naso lungo, le colline degli zigomi. Le vene sulle braccia si ramificano nei dorsi delle mani. Le ossa del bacino disegnano una diga.
Sono un oggetto affilato. Se mi tocchi, taglio.
Il mio corpo è arrivato, finalmente. Ha percorso i chilometri che ci separavano, ha oltrepassato i confini. Siamo diventati tutt’uno. Sono cambiati la conformazione del mio cranio, la forma del viso e il colore dei capelli, la larghezza dei polsi.
La voce della dottoressa mi riporta dentro il suo studio, in ospedale…”

Biografia
Andreea Simionel è nata nel 1996 in Romania e vive a Torino. Suoi racconti sono apparsi su varie riviste letterarie, tra cui “Altri Animali”, “Verde”, “l’inquieto” e “Nazione Indiana”. Il suo romanzo Male a est (Italo Svevo, 2022) l’ha portata all’attenzione della critica come una delle voci più interessanti della sua generazione.