Titolo: Le ragazze dell’ atelier
Autrice: Lucia Chacón
Traduttrice: Sara Meddi
Editore: Piemme
Pagine: 400
Prezzo: € 21
Data di pubblicazione: 26 febbraio 2026
Recensione Un libro in soffitta su A Tutto Volume Libri
Madrid, anni Novanta.
La piccola Julia segue con attenzione le sapienti mani di mamma Nati che, con perizia e amore, muovono ago e filo per dare forma ad eleganti abiti.
Lei è cresciuta lì,in quel mondo di sete fruscianti e di stoffe pregiate, incantata dalla bellezza dei colori e dalla magia che ne scaturisce.
Dopo la perdita dei genitori ha inizio per Julia un periodo di indefesso lavoro in qualità di governante presso la dimora di dõna Amelia, signora dell’ alta società madrilena. Gli anni trascorrono rapidamente e il buio si abbatte anche nella vita di Amelia che, dopo la scomparsa del marito don Javier, pare aver smarrito la strada.
Un matrimonio costellato da gioie e copiose lacrime e la lontananza del figlio Alfonso che da anni ha abbandonato la natìa dimora, gettano dõna Amelia nel più totale sconforto.
La vita sa, però, regalare nuove opportunità a chi possiede la capacità di riconoscerle e quegli occhi luminosi di Julia che sognano di aprire un laboratorio di cucito inondano di luce riflessa anche l’ animo di dõna Amelia.
La caparbietà di Julia e le conoscenze di Amelia, ben introdotta negli ambienti delle famiglie altolocate di Madrid, danno vita a “El Cuarto de Costura”, un’ accademia di cucito per riparazioni e confezionamento di nuovi capi.
E qui, tra tavoli colmi di stoffe, cartamodelli, forbici e aghi s’intrecciano i fili delle esistenze di Sara, Laura, Catherine, Marta e Margarita.
Ognuna con una storia complessa alle spalle e con un desiderio di riscatto da una vita grama.
Si riscopre, così, il potere terapeutico del cucito “che fu per me come respirare aria fresca. Mi permetteva di sognare”
Quei pomeriggi trascorsi in accademia consentono alle sette donne di “ricucire” pazientemente anche le trame lacerate delle rispettive esistenze: “Siamo fatti di frammenti, ognuno di noi prende e lascia qualcosa negli altri. La trama delle nostre vite è tessuta con fili di tutti i colori”.
Un romanzo corale sulla resilienza femminile, sul potere delle donne che credono in sé stesse senza abbandonarsi a facili autocommiserazioni.
Una prosa elegante che emana fascino, che incanta il lettore e lo tiene avvinto a sé. Pagine ricche di poesia narrativa.
L’ autrice, qui al suo debutto, dimostra una perfetta padronanza del plot narrativo con un’ eccellente caratterizzazione dei personaggi.
Julia, Amelia e Sara rimarranno impresse nella mia memoria.

Trama
Madrid, 1991. Sette donne molto diverse tra loro si incontrano in una piccola accademia di cucito. Ognuna ha un motivo diverso per imparare a cucire e tra stoffe, cartamodelli e spilli, entreranno in contatto con parti di sé che credevano dimenticate, scoprendo il potere terapeutico dell’amicizia e imbastendo il racconto dei loro amori, dei loro dolori e dei segreti più reconditi.
Julia ha sempre sognato di condividere con altre donne l’amore per il cucito. Amelia, appena rimasta vedova, vissuta all’ombra del marito, decide di aiutarla e di liberarsi dai vincoli imposti dalla società. Sara cerca una pausa da una vita monotona che l’ha allontanata dai suoi sogni. Catherine, arrivata in Spagna negli anni Sessanta, è la voce della saggezza.
Margarita, messicana e moglie di un diplomatico, si sente spesso un’estranea. Marta, la più giovane e vivace, frequenta l’accademia incoraggiata dalla nonna. Laura, madre e professionista, vuole dimostrare di essere perfetta in ogni ruolo, ma sta rinunciando a sé… Le loro voci si intrecciano in una storia in grado di mostrarci che, nel cucito come nella vita, si sbaglia e si impara sempre, punto dopo punto, passo dopo passo.