Titolo: Le streghe di Benevento
Autore: Antonio Oliva
Editore: Caravaggio Editore
Pagine: 152
Prezzo: € 12.50
Data di pubblicazione: 1° gennaio 2014
Recensione Un libro in soffitta su A Tutto Volume Libri
Tra i libri da me scelti per essere inseriti nella Halloween Box vi è questo interessante saggio di Antonio Oliva, pubblicato qualche anno fa, che conserva intatto il fascino sulla leggenda delle streghe.
In particolare l’ autore, attingendo a fonti documentali storiche, esamina il legame tra la città di Benevento e la leggenda della “superstitiosa noce”.
Il fenomeno affonda le radici nell’ epoca della dominazione romana, quando nella città iniziano a diffondersi culti pagani.
Quello più noto è legato alla dea Iside in onore della quale l’ imperatore Diocleziano fece erigere a Benevento un tempio.
Culto che va di pari passo con la magia e le superstizioni e con la diffusione della credenza in virtù della quale per allontanare le streghe dalla propria abitazione occorresse posizionare una scopa o un sacchetto di sale innanzi alla porta d’ingresso.
La “janara”, com’era chiamata la strega nell’ idioma locale, sarebbe, pertanto, stata costretta a contare tutti i fili della scopa o i granelli di sale prima di riuscire ad entrare, contrattempo che avrebbe dato modo al giorno di sopraggiungere, laddove queste creature sarebbero svanite.
Fu, poi, durante la dominazione longobarda che si diffuse la pratica della celebrazione di riti pagani nella città di Benevento, nella cosiddetta “Ripa delle Janare”, una radura sotto il cui albero frondoso veniva onorata la divinità Wotan.
Si presume che dette cerimonie, dal carattere magico e diabolico, avvenissero proprio sotto un grande noce.
Testimonianze di carattere letterario e storico analizzano il fenomeno nelle varie epoche storiche, il loro rapporto con le religioni tra credenze, superstizioni e miti da sfatare.
Un ottimo saggio storico ricco di documentazioni e di citazioni.

Trama
Benevento è l’emblema delle streghe, il simbolo concreto della loro azione in mezzo agli uomini. Perciò resiste, durante i secoli e le culture che li attraversano, come un tema, insieme letterario e fantastico: “Ma niente è più rinomato in Italia del Noce di Benevento, credendosi comunemente dal popolaccio, che colà sia veramente il maggior concorso delle Streghe, le quali sopra un caprone, e con una scopa accesa in mano vi concorrano la notte”. Oliva procede, passo dopo passo, nel suo viaggio. Preleva le singole testimonianze e le rende eloquenti. Illustra i testi che gli sembrano pertinenti e li offre al lettore, tracciando progressivamente le tappe di un cammino attraverso una leggenda.