Titolo: Palagione
Autore: Gianni Abbate
Editore: Scatole Parlanti
Collana: Voci
Pagine: 174
Prezzo: € 17,00
Uscita: 19 marzo 2024
Recensione
“Palagione” è il quarto libro di Gianni Abbate ed è stato pubblicato dalla casa editrice “Scatole Parlanti”.
Il romanzo è diviso in due parti e in entrambe c’è solo la voce narrante del protagonista che si chiama come me: Gabriele.
La storia racconta del suo viaggio in auto verso la Toscana, a Palagione, e precisamente al casolare dove si è trasferito il fratello. Ciò su incarico di sua sorella Adriana dato che è preoccupata per lui e per sapere se sta bene, se tutto è ok.
All’interno del libro non ci sono capitoli, quindi si legge tutto d’un fiato perché fermarsi non è facile, sia per la curiosità di sapere di Cesare, il fratello, sia perché durante il viaggio, Gabriele racconta molto di se stesso, ritorna con la memoria agli eventi passati, ai momenti e alle persone, è un’evocazione della sua vita fino a quel punto, ci sono moltissime riflessioni, anche personali, che porta a conoscenza del lettore, inoltre ci racconta anche del fratello.
Nella seconda parte, arrivato sul posto, aumenta, invece, sempre di più la curiosità su Cesare, infatti l’autore è davvero bravo a calcare la mano su questo fatto e a creare un ritmo e una tensione che si taglia col coltello. Egli insiste parecchio sul mistero della vita di Cesare, creando una certa ansia.
La scrittura di Gianni Abbate è scorrevole, insiste su varie frasi, sui diversi passaggi che ripete, su determinati concetti, incide come un bisturi sul mistero di Cesare. Inoltre, sorgono in lui, e di conseguenza anche nel lettore, diverse domande sui vari temi e in particolare sul fratello. Che fine avrà fatto Cesare? Come vive? Come sta? Lo riconoscerà ancora? Quanto sarà cambiato? E molte altre ancora.
“Palagione” è un lungo monologo che tiene il lettore incollato alle pagine, lo incuriosisce e magari, ogni tanto, lo innervosisce perché ha sete di sapere, ma Gianni Abbate lo tiene in pugno per tutto il romanzo col mistero e con la storia ricca di fatti e di racconti.
Se amate il genere è il libro per voi.
Qui sotto l’incipit
“Sono oramai diversi mesi che non si hanno più notizie di mio fratello Cesare e quindi questo mio viaggio è ampiamente giustificato, pensai mentre ritiravo dal distributore automatico il cartoncino dell’autostrada. Non mi sembrava ci fosse particolare traffico, d’altra parte è mercoledì e di solito, secondo le statistiche, il giorno meno trafficato in autostrada è proprio il mercoledì. Mentre il venerdì sera e il sabato mattina sono proibitivi, assolutamente da evitare, sempre secondo le statistiche.
Ho fatto proprio bene ad aspettare mercoledì per partire, mi dissi soddisfatto di questa scelta. Mi ero preso un giorno di permesso per gravi motivi familiari. Del resto, dei tre giorni di permesso che spettano di diritto, è il primo giorno che mi prendo dall’inizio dell’anno scolastico, pensai. Gravi motivi familiari. Sì, in effetti, avevo un po’ esagerato, avevo detto che ero preoccupatissimo, che mio fratello viveva da solo e che probabilmente era in difficoltà, avevo saputo che stava male da diversi giorni e dovevo assolutamente sincerarmi del suo stato di salute…”

Trama
Gabriele è stato incaricato dalla sorella Adriana di andare a verificare che il loro fratello Cesare, ritiratosi in un casolare in Toscana, stia bene, perché da sei mesi non ne ha notizie. Nel tragitto da Roma a Volterra Gabriele ricorda, ripensa, riflette sulle vicende familiari, sulla personalità di Cesare che è sempre stato fuori dagli schemi. E piano piano i pensieri si ingarbugliano, si intrecciano, sfociano in teorie e poi in altre che diventano ai suoi occhi realtà. Chi e che cosa troverà Gabriele? La sua mente è un fiume in piena, così come quella di Cesare, sebbene siano su livelli diversi. Ma chi sono questi due fratelli? Riusciranno a comunicare? Due flussi di coscienza che diventano riflessione sul senso della vita, sulle parole, sulla loro importanza, la loro vitalità e la loro… inutilità.