Titolo: Primavera in Siberia
Autore: Artem Mozgovoy
Editore: Astoria
Collana: Contemporanea
Pagine: 336
Prezzo: € 19,00
Uscita: 7 marzo 2025
Traduzione: Simona Garavelli
“Temo di essermi innamorato di te”, disse il mio compagno di classe in un rapido sussurro, ma riuscii a cogliere quelle parole prima che si dissolvessero nel fumo della sera. Distolse lo sguardo dalla città e lo posò su di me; nei suoi occhi neri si leggevano sia la speranza di un sì sia la certezza di un rifiuto. “E tu, pensi di amarmi?”
Trama
Nel 1985, la Russia è a un punto di svolta, a cavallo tra la dissoluzione dell’Unione Sovietica e le promesse forse un po’ troppo dorate del capitalismo. È qui, nelle distese desolate della gelida Siberia, che nasce Alexej, anche lui a cavallo tra due mondi: timido e sensibile, vive nella sua immaginazione per scappare dalla realtà, rifugiandosi nel vivido e rassicurante mondo della poesia.
Tutto però cambia per lui quando un compagno di classe, figlio di agenti del kgb, gli confessa il suo amore, e soprattutto quando Alexej si rende conto di esserne innamorato a sua volta. L’idealismo e la purezza di questo primo amore si scontrano con una realtà fatta di odio e repressione, che tuttavia Alexej è pronto a sfidare per vivere libero e affermare la sua identità.
Così il ragazzo cerca la propria strada, forte di un’incrollabile determinazione e dell’aiuto di una madre coraggiosa; ma sarà abbastanza per sopravvivere a un Paese che lo vuole morto per il “terribile crimine” di essere apertamente sé stesso?
Incipit
“Quanta bellezza, una bellezza tutta particolare. Spazio senza mappe, tempo senza orologi, destinazioni impossibili da raggiungere. Un’infinità di domande, ma nessun uomo saggio che risponda al tuo sguardo con gentilezza, con l’aria di chi la sa lunga, e ti spieghi. La sensazione di ingiustizia, di essere la vittima della decisione crudele o dello stupido errore di qualcuno. Ma di chi? Chi può aver concepito l’idea di vivere in un posto del genere? Chi ha deciso di farne la mia casa, o quella di qualsiasi altro essere umano, se è per questo? Non mi sono mai sentito a casa, qui. Mi sono sempre sentito alieno…
Alien: mi chiamavano così a scuola. Li odiavo, quel soprannome e anche la scuola. Mi svegliavo alle cinque e mezzo per frequentare lezioni che iniziavano alle sette e un quarto, con la sensazione che forse non avrei dovuto esse- re io ad affrontare la giornata in quel posto, ma qualcun altro. Forse doveva toccare a un altro ragazzino trascinarsi nella notte invernale e percorrere il lungo tragitto fino a scuola quattro ore prima che il sole cominciasse a illuminare il cielo…”

Biografia
Artem Mozgovoy è nato e cresciuto in un paesino della Siberia centrale durante il collasso dell’Unione Sovietica, Artem Mozgovoy entra nella redazione di un giornale locale a sedici anni; a ventisei ne è il redattore capo. Nel 2011, per sottrarsi alla persecuzione degli omosessuali in Russia, lascia il suo Paese natale. Dopo aver vissuto in sei Stati diversi, inclusi gli usa, e aver lavorato come comparsa, istruttore di yoga e assistente di un mago, oggi Artem è uno scrittore, ha un passaporto del Lussemburgo, parla cinque lingue e vive in Belgio con il suo compagno.