Titolo: Un sogno di polvere e acqua
Sottotitolo: Storia della famiglia che ha inventato la Moka
Autori: Celestina Bialetti e Alessandro Barbaglia
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 274
Prezzo: € 19,00
Uscita: 24 giugno 2025
Recensione
“Un sogno di polvere e acqua”, scritto in coppia da Celestina Bialetti e Alessandro Barbaglia e pubblicato da “Mondadori”, ha attirato subito la mia attenziono quando l’ho visto pubblicato sui social.
Essendo un lettore appassionato di saghe familiari e di saghe attinenti nomi famosi, ho deciso che sarebbe stata sicuramente una mia lettura.
La trama mi ha conquistato subito e me se ne sono innamorato immediatamente non appena ho iniziato a leggerlo.
La scrittura è parecchio fluida, avvincente ed estremamente appassionante. Ho trovato interessante scoprire e capire meglio come è nata la Moka e i vari avvenimenti accaduti, sia in famiglia, che nel lavoro prima, durante e dopo.
Leggere un libro di questo genere penso sia davvero qualcosa di utile e di piacevole. Inoltre è ricco di particolari, di informazioni e di aneddoti che rendono la storia ben gradita a noi lettori. I personaggi sono stati ben caratterizzati e alcuni hanno un notevole carisma che ho apprezzato, in particolare il figlio, Renato, che è il protagonista di tutto il romanzo. Tra lui e il padre Alfonso si imparano vari particolari di quel periodo e della storia che ha portato alla nascita della famosissima ed utilissima Moka. Inoltre come non citare le donne della famiglia: Ada e Tina, due persone assolutamente importanti.
“Mio padre possedeva una grande personalità, geniale e naturalmente dotata di una ricca sensibilità umana. Era un uomo molto intelligente, un tecnico d’avanguardia, un vero artista nel suo campo. Tendeva sempre alla perfezione”. Renato Bialetti.
Da questo trafiletto si può già intuire come fosse Alfonso caratterialmente, ma anche gli altri personaggi sono bene descritti dagli autori. Inoltre ho trovato estremamente interessante e utile il fatto che il libro sia stato scritto da Celestina Bialetti, una componente della famiglia, affiancata dal noto Alessandro Barbaglia. Tutto ciò rende ancora più vero il romanzo e regala un senso di affidabilità.
La scrittura limpida, scorrevole e ricca di particolari permette una lettura veloce perché incuriosisce ed invoglia a procedere nella lettura pagina dopo pagina. Ci sono anche diversi colpi di scena, vari cambiamenti che avvengono nel corso degli anni, oltre alle sfide.
“Un sogno di polvere e acqua” è un romanzo ricco di speranze, di attese, di lotte e di decisioni da prendere, di paure, di gioie, ma anche di piccoli scontri, di vittorie e di momenti negativi in cui i problemi sembrano grandi e senza possibilità di soluzione.
Il lettore si attacca alle pagine con frenesia e con curiosità, specialmente gli appassionati del caffè, coloro che usano la moka che fa parte della famiglia, un attrezzo che è quasi sempre presente in tutte le cucine italiane.
Se avete voglia di leggere un romanzo scritto bene, avvincente e dedicato a una saga familiare importante e famosa, allora questo è il libro per voi e anche da regalare.
Qui sotto vi propongo l’incipit del prologo:
Crusinallo, ottobre 1945
“C’è un uomo, ha di fronte un ragazzo.
Lo inchioda con occhi appuntiti, sta appena a un passo da lui. Sono tanto vicini da sentirsi respirare l’un l’altro. Respiri lenti, caldi. Sembra siano arrabbiati, ma non è così, tutt’altro: hanno gli occhi umidi di gioia. La commozione, certe volte, ti fa rigido quanto la rabbia.
Comunque è così che sono, li vedo: spalle, gambe, braccia lanciate lungo i fianchi. La barba del giovane che non si distingue dai baffi, la sua camicia strappata. Potrei persino disegnarlo, tanto so com’è fatto quel suo vestito tutto rattoppi. “Il vestito da arlecchino”, lo chiamava così, ha una storia lunga anche lui.
L’altro invece è perfetto. Ha capelli ricci e folti, un cespuglio castano indomabile, giusto un poco tirato all’indietro all’altezza delle tempie. Una nuvoletta. Sulla tempesta di pensieri che ha nella testa.
Ecco da dove devo iniziare a scrivere di voi: da qui. Da quando vi rivedete. Da quando siete un uomo e un ragazzo, uno di fronte all’altro. Vivi. Roba da non credere.
Adesso rubo a entrambi i dettagli, li inquadro stretti, come al cinema: la mascella di uno che tira e tende la pelle fino alle tempie, gli occhi dell’altro invece un po’ gonfi…”

Trama
A Crusinallo, una frazione di Omegna alle spalle del lago d’Orta, ci sono ancora oggi i resti di una delle più grandi fabbriche al mondo. Architettura avveniristica, cemento e cristallo, centinaia di dipendenti per produrre un oggetto unico: la Moka Bialetti. Se la caffettiera porta quel nome è grazie a due uomini che in comune forse hanno solo il fatto di essere padre e figlio. Alfonso è colui che ha inventato questa macchinetta rivoluzionaria, che fa il caffè in pochi minuti: un sognatore prudente, che negli anni Trenta ha affidato alle proprie mani capaci un’intuizione geniale.
E poi c’è Renato, che è tutto l’opposto: ambizioso, temerario e dotato di una lungimiranza imprenditoriale senza pari. È grazie a lui se la Moka costruita in una piccola officina da suo padre diventa l’oggetto che non può mancare in nessuna casa; è per merito suo se il “baffo” Bialetti diventa un marchio che sanno riconoscere anche i bambini. Diversi come la polvere del caffè e l’acqua, Alfonso e Renato. Eppure la moka non funziona se manca uno dei due ingredienti, e acqua e polvere non si mescolano se non c’è pressione, tensione, persino conflitto.
A sorvegliare il loro equilibrio incerto ci sono le donne della famiglia, ostinate e rivoluzionarie come la Nigoglia, le cui acque scorrono al contrario, dal lago vanno verso i monti. Ada, che ha un talento naturale nel risolvere i guai, e Tina, la più piccola dei Bialetti, nata quasi da un miracolo e che rivendicherà sempre la libertà di scegliere la strada da seguire.