Interviste

Intervista all’autore: Valerio Mignogna

Ciao a tutti,

ecco pronta per voi una nuova intervista. Questa volta il protagonista è Valerio Mignogna autore del libro “L’altro lato del mio mare” edito da “Ensemble”

Per leggere la mia recensione potete cliccare qui

Biografia

Valerio Mignogna è nato e vive a Roma. È musicista e produttore in ambito blues, funky e jazz fusion.
E’ laureato in Musicologia, diplomato in Conservatorio e ha perfezionato il suo stile con i migliori chitarristi internazionali. Ha pubblicato un album live in duo acustico e un EP di musica originale. Ha inoltre collaborato con importanti artisti pop italiani, esibendosi in festival, teatri, e radio. L’altro lato del mio mare è il suo primo romanzo.

Intervista

1 –  Come è nata l’idea di scrivere il tuo libro “L’altro lato del mio mare”?

Ho sempre scritto liberamente, solo per passione, senza domandarmi perché lo facessi, ne ho mai cercato di dargli un fine. Anche in questo caso, non ho mai avuto la chiara idea di voler scrivere un romanzo. Ho cominciato semplicemente buttando giù delle sensazioni, che poi lentamente si sono sviluppate in un storia. La prima parte addirittura non l’ho neanche scritta, mi  è venuta in mente e l’ho registrata come audio nel cellulare per poi trascriverla.

Non avevo neanche in mente una trama precisa. E’ stato come vivere sul serio, quasi fosse vita vera. Il percorso che i personaggi hanno preso si è sviluppato scrivendo e ogni volta che mi sedevo non sapevo cosa avrei scritto di preciso, né come si sarebbe sviluppata la storia. Più che pensarla l’ho “sentita” o vissuta.

2 –  Mi puoi raccontare un pò della copertina, a cui so che ci tieni molto?

La foto è di una mia amica e bravissima fotografa, Giorgia Tino. L’ho vista per caso e mi era piaciuta. Mi ricordava il quadro della morte di Marat, di Jacques-Louis David . Quest’immagine ha anche a che fare con la trama del libro, ovviamente in maniera simbolica. Inoltre l’immagine dell’unicorno associato a una cuffia per capelli, mi lasciava quel senso di amaro, come di un feticcio di plastica, di un surrogato di una figura mitologica e quindi della commercializzazione di un archetipo, di un’idea. Un percorso profondamente materialistico ed è un tema che credo sia molto attuale. Rimane comunque anche un’immagine ironica, che lascia spazio alla percezione personale.

3 –  Mi descriveresti il tuo libro con tre aggettivi?

Delicato. Introspettivo. Pieno di speranza.

4 –  Un pregio e un difetto del protagonista? E di Mia?

Il difetto del protagonista è il difetto di tutti noi: l’immobilismo. Spesso guardiamo con paura alle novità, alle diversità e questa paura ci blocca. Il peggior difetto del protagonista è avere paura e aver deciso di rinunciare alla vita. Il pregio è ovviamente quello di imparare ad accettare questa paura e così riuscire a conoscerla e superarla.

Il grande pregio di Mia è quello di avere la forza, la maturità e l’innocenza di riuscire a salvare un uomo attraverso l’amore. Mia è la “porta” che trascina il protagonista verso la vita. E questo credo sia un meraviglioso gesto di generosità.

Il difetto di Mia è forse più una debolezza giustificabile, umana. Nel momento di massima difficoltà, di guerra e confusione civile, decide di tentare di sfruttare un’altra persona per fuggire dal caos che ha intorno.

5 –  Come ti descriveresti con tre aggettivi?

Curioso. Testardo. Sincero.

6 – Puoi anticiparci se hai in progetto un altro libro?

Ancora non sto lavorando su nulla, ma ho in mente una storia o forse più un tema di cui sarebbe bello parlare. Vorrei scrivere qualcosa su un uomo che scopre di aver il morbo di Alzheimer. Purtroppo è un problema con cui molte persone hanno a che fare e che anch’io, in famiglia, ho vissuto. Vorrei raccontarlo però in maniera diversa. Ovviamente non potrei omettere tutti i cambiamenti e la perdita delle capacità intellettuali che ne derivano, ma immagino un uomo che, di fronte a questo dramma, reagisce in un modo diverso, insolito e coraggioso.

7 – Ci puoi raccontare, se c’è, un aneddoto sul tuo libro?

Quando ho finito di correggere il romanzo e cominciavo a pensare di proporlo a qualche casa editrice, mi è capitato di parlare con varie persone, alcune delle quali scrittori con romanzi editi. Senza leggere neanche il testo, ho sempre ricevuto il consiglio di desistere, perché troppo difficile trovare una casa editrice non a pagamento. Il leitmotiv era quindi di non tentare, di lasciare che fosse solo un testo da far leggere a parenti e amici. Quando ho ricevuto la prima proposta di pubblicazione mi sono sentito quasi un miracolato. Successivamente ne ho ricevute altre quattro. Questo per dire quanto questa nostra società educhi costantemente alla sfiducia, alla rassegnazione. Quest’idea ha sicuramente delle basi fondate, ma l’assenza di coraggio credo sia disastrosa e penso non porti mai a nulla di buono e di nuovo. Non dovremmo mai educare o consigliare le altre persone a muoversi in tal senso.

8 – Oltre alla scrittura quali sono le altre tue passioni?

Io sono un musicista, è sempre stata questa la mia grande passione. Insegno anche musica e ormai, da oltre dieci anni, tutto questo è diventato anche il mio lavoro.

9 – Quali sono i tuoi autori e libri preferiti: puoi citarmene un paio?

Faccio fatica a citarne solo un paio. Sono un lettore assolutamente onnivoro. Se devo citare solo alcuni testi, penso che gli autori che maggiormente ho amato sono Pasolini, Bulgakov, Dostoevskij, Lem. Cronache dal sottosuolo credo sia un testo di assoluta genialità. In maniera diversa anche Il Maestro e Margherita, o Solaris. Di Pasolini poi non si possono non amare le sue grandi doti profetiche.

10 – Infine una curiosità: qual è stato il tuo ultimo libro che hai comprato e/o letto?

Ultimamente ho letto After Dark di Murakami. Trovo molto bello il suo modo insolito di delineare la psicologia dei personaggi. Lo sento culturalmente distante e forse per questo mi affascina.

Ti ringrazio di aver partecipato all’intervista.

A presto

Gabrio

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