Interviste

Intervista all’autrice: Antonella Dilorenzo

Buongiorno lettrici e lettori!!!

Qui sotto una nuova interessante intervista. Questa volta ha risposto alle mie domande Antonella Dilorenzo, autrice del libro “Limite bianco” firmato da “Scatole Parlanti”.

Se volete recuperare la mia recensione, potete cliccare qui.

Intervista

1 – Come è nata l’idea di scrivere il tuo libro “Limite bianco”

L’idea nasce durante un corso di scrittura alla scuola Holden. Ero partita con un romanzo, già scritto, da sistemare ma ho sentito l’esigenza di buttarmi in una cosa nuova. Per testarmi e rischiare.

Volevo un sogno, volevo un ragazzo, un finale che facesse riflettere e smuovesse le coscienze. L’unica via era scrivere una storia di attualità.

2 – Mi descriveresti il tuo romanzo con tre aggettivi?

Emotivo, rabbioso, avvincente.

3 – Un pregio e un difetto di Carl e dei suoi genitori?

Partiamo da Carl, il protagonista. Ha il pregio di crederci fino in fondo in quello che fa. La forza d’animo lo contraddistingue. Un suo difetto? L’impulsività.

Achille, il padre, è omertoso. Si chiude, non parla, nasconde, portando alla disfatta sua e della sua famiglia. Un pregio: il senso di protezione nei confronti di moglie e figlio.

Elisa, la madre. Ha la qualità di essere una donna forte. È risoluta e prende in mano le redini della sua vita e quella del figlio quando tutto sembra perduto. Un difetto? L’incostanza. Non riesce a essere sempre decisa e le sue debolezze emergono quando si tratta di sentimenti. A essere razionale ci vuole allenamento.

4 – Quali sensazioni hai provato mentre scrivevi il romanzo?

Sicuramente rabbia. E più quella saliva e più diventava il motore per far riscattare Carl, simbolo della ricerca di un’identità morale.

5 – Hai trovato qualche difficoltà durante la stesura e se sì quali?

Come un po’ tutti quelli che fanno le cose per bene, sì. Non ero mai soddisfatta di come i personaggi si intersecassero tra loro, e della loro credibilità. Temevo il giudizio del lettore al quale bisogna proporre sempre la verità delle cose. Dire che un racconto è vero, vuol dire che è possibile. I finti moralismi e buonismi non fanno per me e non volevo nemmeno metterli in questa storia. È come se avessi un debito da scontare nei confronti del lettore.

6 – Ci puoi svelare, se c’è, un aneddoto sul tuo libro?

Che ho cambiato la trama almeno dieci volte? La storia originale prevedeva tutt’altro e, addirittura, Carl aveva un amico immaginario. Ma questa è un’altra storia.

Senza spoilerare, ho trovato incredibilmente delle somiglianze tra la storia di Carl e quelle di Willy ucciso a Colleferro e di Marcell Jacobs. È doveroso sottolineare che il libro era stato già stampato quando questi due avvenimenti sono accaduti. Ma non dico di più: chi vuole, dovrà leggere Limite bianco!

7 – Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?

La scrittura è stata sempre una sorta di salvezza per me e si è presentata in vari momenti per darmi dei segnali. Il primo ingresso l’ha fatto quando ero piccola. Per dare sfogo al rifiuto della richiesta all’asilo statale (pare per sovraccarico di bambini) ho cominciato a scrivere, a prendere carta e penna e ricopiare quello che mia sorella maggiore scriveva sui suoi quaderni per la scuola. La scrittura, poi, è stata il mezzo, l’approdo finale di un’esigenza più lavorativa come è stato il giornalismo. Ciò che stranamente da bambina mi piaceva guardare erano i telegiornali.

Mi attraeva la notizia, la comunicazione, il racconto di un accadimento per creare stupore nel riportare il fatto agli altri. Sensazione che mi sono portata dietro da allora senza mai lasciarla tanto da incorporare sul serio il tutto e crearne una professione. E la comunicazione di una storia, di una notizia era inevitabile non passare attraverso la scrittura. Quando poi ho capito che la mia fantasia andava anche oltre fatti realmente accaduti, allora ci ho messo del mio e ho provato a scrivere storie.

8 – Come ti descriveresti con tre aggettivi?

Energica, risoluta, riflessiva.

9 – Quali sono le tue passioni e hobby?

Oltre alla scrittura e alla lettura – ormai parte integrante della mia quotidianità – la mia passione è la musica. Da un po’ mi diletto nel canto con una band di quattro elementi e suono l’ukulele. Sto provando a riavvicinarmi anche al pianoforte, ma ne riparliamo tra cinque anni almeno, dai!

10 – Infine una curiosità: qual è stato il tuo ultimo libro che hai comprato e/o letto?

Al momento sulla scrivania ne ho due: Corpi minori di Jonathan Bazzi e Strega comanda colore di Chiara Tagliaferri in parallela lettura. Ho concluso Sempre tornare di Daniele Mencarelli che ho adorato.

Biografia

Antonella Dilorenzo è giornalista pubblicista di origini pugliesi, vive a Roma. Ha lavorato per il gruppo Blogo e collaborato con La7. Suoi articoli e racconti sono apparsi su Wired, Fox Life, corriere.it, Futura del Corriere e in giro per la litweb. Nel 2012 ha pubblicato il libro Cuochi, sorrisi e tv. Racconti e ricette della telecucina (Editori Internazionali Riuniti) e nel 2020 il romanzo Limite bianco (Scatole Parlanti). Ha frequentato un corso di scrittura alla scuola Holden. Lavora al Gambero Rosso. Collabora con Fantastico! Nel 2019 ha fondato Rivista Blam e ora la dirige. Canta e suona l’ukulele e, quando può, sale su un palco per esibirsi.

Ti ringrazio di aver partecipato all’intervista

Ciao

Gabrio

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