Interviste

Intervista all’autrice: Ilaria Bianchi

Un saluto a tutti voi !!!
Oggi è Ilaria Bianchi la protagonista dell’intervista. Autrice del libro “Viola di notte”, casa editrice “Bookabook”

Se desiderate leggere la mia recensione, potete cliccare qui.

Biografia:

Classe 1980, vivo tra la Toscana e la Liguria, sono cresciuta in un piccolo borgo sul mare, ho studiato scenografia teatrale all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Scrivo da oltre tredici anni.

Viola di notte è il mio romanzo d’esordio.

Intervista

1 – Come è nata l’idea di scrivere il tuo libro Viola di notte?

Durante una visita oculistica. Non ne avevo mai fatta una, mi hanno messo le gocce per dilatare le pupille e mi sono trovata all’improvviso senza la vista. Ero sola e senza la possibilità di tornare a casa autonomamente, seduta in sala d’aspetto, in attesa mia madre venisse a prendermi, è nata Viola, una ragazza in procinto di perdere la vista. Ho riflettuto molto su quanto sia comune sottovalutare l’importanza dei nostri occhi, la bellezza che ci regalano ogni giorno non sempre è valorizzata abbastanza.

2 – Mi descriveresti il tuo libro con tre aggettivi?

Semplice, profondo, introspettivo.

3 – Un pregio ed un difetto di Viola e Mattia?

Il pregio di Viola è senza dubbio la capacità di scorgere la bellezza oltre ogni cosa, quello di Mattia invece, la capacità di mettersi in discussione.

Personalmente non trovo difetti in entrambi, forse perché il loro è un percorso in crescita, procedendo lungo la lettura viene azzerata ogni loro mancanza.

4 – C’è un messaggio in particolare che vorresti arrivasse ai lettori?

Vorrei che il lettore riflettesse su quanto spesso sia semplice dare importanza a cose che importanti non sono, e di quanto invece sia difficile invece vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo.

Vorrei che il lettore capisse che accettarsi è la regola numero uno per sopravvivere, è ciò che siamo che ci rende unici. Tutto il resto, i dolori, le paure, i cambiamenti, le perdite, gli amori, i momenti di solitudine e di felicità infinita sono solo parte della vita di ognuno di noi.

Credo che questo concetto sia racchiuso completamente nell’ultimo capitolo del libro “Ti ho raccontato una storia”.

5 – Quali sensazioni hai provato durante la stesura del libro?

Durante la stesura la sensazione che più ho percepito è stata la naturalezza. Questo libro mi è uscito dal cuore, è stato assolutamente terapeutico. Ho la certezza che tutte le volte che aprirò Viola di notte ad una pagina a caso, mi ricorderò immediatamente ciò che realmente conta nella vita. E questo va aldilà della trama, del modo in cui ho scelto di trattare le vicende, dell’età dei personaggi, è il contenuto, sono le riflessioni al suo interno che quando corro troppo e perdo ogni riferimento mi riportano sulla giusta strada.

6 – Puoi anticiparci se hai in progetto un altro libro?

Ho un libro attualmente in chiusura, diverso da Viola di notte ma ugualmente importante per me.

È un racconto che mi sta mettendo alla prova, credo che dietro ogni timore ci sia l’ansia di non essere all’altezza dei temi trattati. Dopo la pubblicazione diventa difficile scrivere con serenità, il giudizio del lettore diventa fondamentale. Spero di riuscire a non deludere le aspettative.

7 – Come ti descriveresti con tre aggettivi?

Onesta, con me stessa prima di tutto e poi con gli altri, sono una grande sostenitrice dell’oggettività.

Emotiva, diciamo pure che ho la lacrima facile.

Pretenziosa, ogni cosa che faccio non soddisfa mai le mie stesse aspettative, “non è abbastanza, non è abbastanza, non è abbastanza” è il mio mantra.

8 – Ci puoi raccontare, se c’è, un aneddoto del tuo libro?

Le pagine del diario di Viola esistono. Sono parti di un mio vecchio quaderno in cui ho appuntato riflessione durante la mia adolescenza.

9 – Quali sono i tuoi autori e libri preferiti, citamene un paio.

Libri amati profondamente? Sono un po’ troppi. Così su due piedi mi viene in mente Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer, Il Cardellino della Tartt letto ultimamente, L’eleganza del riccio della Barbrey, Non Lasciarmi di Kazuo Ishiguro, un libro sconosciuto ma per me bellissimo è Tempo di Alessandro Scotti. Ma anche Acciaio di Silvia Avallone, Il Rovescio del Buio di Francesca Petrizzo, tutto quello che ha scritto Valentina D’Urbano, la Rooney scoperta da poco mi piace molto. Insomma, citarne solo un paio è veramente difficile. Leggo generlamente di tutto, l’unico genere a me quasi sconosciuto sono i gialli.

10 – Infine, una curiosità, qual è l’ultimo libro che hai comprato e/o letto?

Attualmente sto ultimando La casa dei Gunner della Kauffman, peraltro molto bello. Ne ho comprati diversi ultimamente tra cui Noi di Mason, Middelsex di Jeffrey Eugenides e Dio di illusioni di Donna Tartt.

Grazie di aver partecipato all’intervista

Ciao

Gabrio

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