Recensioni

Invisibile

Titolo:  Invisibile

Autore: Ursula Poznanskie Arno Strobel

Editore: Giunti

Pagine: 360

Prezzo: € 19,00

Uscita: 8 maggio 2019

Recensione

“Invisibile” è un thriller particolare, diverso dai soliti a cui siamo abituati. Infatti in questo caso si viene a conoscenza dei colpevoli già da subito, ma poi ovviamente le indagini continuano, occorre avere la certezza, le motivazioni, le conferme e tutto ciò che ruota attorno ad una indagine accurata e seria. Inoltre, come ben sappiamo, mai è come sembra o per lo meno se tutto fila liscio, magari anche troppo, occorre maggior prudenza ed attenzione.

Ciò che mi ha attirato subito di questo libro è il fatto che sia stato scritto a quattro mani, perché in genere i risultati sono sempre molto ben riusciti ed interessanti. Inoltre quando si tratta di thriller sono spesso spettacolari.

In “Invisibile” la nota positiva è sicuramente la coppia di commissari: Daniel Buchholz e Nina Salomon. Due persone normalissime con i propri problemi oltre ai loro pregi e difetti. In particolare lui risulta abbastanza misterioso e, a dire la verità, a me non è risultato molto simpatico, infatti spesso mi irritava il suo comportamento, a mio avviso arrogante e strafottente. Lei invece mi ha affascinato maggiormente sia per il suo modo di agire che per quello di ragionare.

Per tutta la durata della lettura si respira un’atmosfera molto misteriosa e tesa, che mette a dura prova anche noi lettori perché occorre porre attenzione a ciò che leggiamo, agli indizi e a non farci distrarre da eventuali altri fattori.  Si intuisce che all’interno della storia si nasconde qualcosa di particolare e, il fatto che i colpevoli siano già stati catturati, stuzzica maggiormente la nostra curiosità. Trovo, quindi, che questa idea di base, scelta dagli autori, sia interessante.

Purtroppo, però, ci sono anche degli elementi negativi, dal mio punto di vista, che non rispecchiano il mio gusto personale in fatto di thriller. Infatti a volte l’ho trovato un po’ lento, con poco ritmo e specialmente povero di colpi di scena. Da un libro scritto a quattro mani mi sarei aspettato davvero un po’ di più. Non ho sentito la tanto attesa adrenalina, né la frenesia di arrivare alla fine della lettura per scoprire e per capire di più. Mentre il rapporto tra i due detective mi è piaciuto e l’ho trovato interessante, inoltre come personaggi riescono indubbiamente a catturare il lettore interessandolo alle loro storie e al loro modo di indagare.

Sicuramente non mi fermerò qua a leggere i libri scritti da Ursula Poznanskie e Arno Strobel, infatti voglio recuperare i loro due lavori  precedenti (“Anonimo “ e “L’ estraneo” sempre di Giunti editore)  per capire se rispecchiano il mio ideale di thriller che tanto amo.

Riportare un passaggio di un thriller o di un giallo è sempre difficile per la paura di fare spoiler, quindi, come spesso mi capita in questi casi, vi propongo la quarta di copertina:

“Tre omicidi in una settimana e uno schema che si ripete senza essere prevedibile. Uomini incensurati che fanno fuori perfetti sconosciuti. Estranei da cui si sentono presi di mira, provocati, pur non avendoli mai visti prima. E non li costringono a un confronto, non si limitano a una rissa o a una denuncia. No, li uccidono. E’ così distante da qualunque cosa abbia mai visto nel mio lavoro che mi sento completamente persa”

Trama

Un paziente trafitto a morte dal bisturi del chirurgo durante un’operazione a cuore aperto. Un agente immobiliare ucciso con ventiquattro coltellate sulla soglia di casa. Un ragazzo massacrato con una mazza da baseball per strada, davanti a decine di testimoni. Un assurdo bagno di sangue travolge la città di Amburgo, ma la cosa più singolare è la facilità con cui i commissari Daniel Buchholz e Nina Salomon riescono a catturare i colpevoli.

Eppure il movente rimane incomprensibile: nessuno di loro sembrava conoscere davvero la vittima. L’ unico elemento in comune è una rabbia feroce cresciuta a dismisura, fino a diventare inarrestabile. Una rabbia che non lascia immuni nemmeno gli investigatori: mentre l’indagine si fa sempre più tesa, Nina stenta a riconoscere il suo partner. Come è possibile che Daniel, di solito così controllato e padrone di sé, stia diventando ogni giorno più aggressivo e irrazionale? Intanto, un dubbio comincia a insinuarsi in lei: e se gli assassini fossero stati manipolati? Ma da chi? E soprattutto: come?

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