Recensioni

L’anno nuovo

Titolo:  L’anno nuovo

Autore: Juli Zeth

Editore: Fazi

Collana: Le strade

Pagine: 177

Prezzo: € 18,50

Uscita: 24 giugno 2019

Traduzione: Madeira Giacci

Recensione

“L’anno nuovo” è un libro sul quale avevo alte aspettative, grazie anche ad una trama ricca di pathos ed intrigante. Ebbene, dopo averlo letto, posso affermare che, per quanto mi riguarda, ho trovato la prima parte assolutamente interessante e piacevole, mentre la seconda ha distolto un po’ il mio interesse nonostante fosse comunque abbastanza avvincente, ma di questa sono tornato ad appassionarmi verso la fine, nell’ultimo terzo che ho trovato davvero coinvolgente.

La scrittura di Juli Zeth è molto delicata, passionale e dosata. Ho notato, infatti, molta attenzione, da parte sua, specialmente nei passaggi in cui racconta del rapporto tra il protagonista Henning ed i suoi attacchi di panico.

Indubbiamente riesce ad attirare la nostra attenzione e a trasmetterci la sofferenza dell’uomo che si percepisce bene come se fossimo nei suoi panni. Ottimo, quindi, questo suo modo di affrontare un argomento molto delicato con tatto, ma incisività, grazie anche all’uso della parola “COSA”, scritta proprio così in maiuscolo, facendo riferimento all’attacco di panico.

La figura dell’uomo mi ha provocato sensazioni contrastanti, infatti da un parte ho provato nervoso e rabbia nei suoi confronti per il suo modo di agire, mentre dall’altra mi ha fatto tenerezza. È lui il grande protagonista del romanzo. Invece sua moglie Theresa, mi ha è sembrata spesso troppo aggressiva e non particolarmente simpatica, infatti in alcuni passaggi mi ha irritato un po’. Gli altri personaggi, a mio avviso, avrebbero meritato, forse, qualcosa di più.

Di bello c’è sicuramente, secondo me, l’atmosfera in cui viene raccontata la storia, infatti mi ha coinvolto ed attratto molto e ciò mi ha permesso di leggere il libro con uno spirito migliore, invogliandomi a continuare la lettura anche in quei punti in cui la mia attenzione e voglia erano un po’ calati. La parte finale ha incontrato assolutamente il mio gradimento perché regala molto al libro.

In linea di massima promuovo “L’anno nuovo”, specialmente per la scrittura dell’autrice che trovo garbata e dosata, ma avrei voluto osasse di più, ho avuto l’impressione, infatti, che mancasse qualcosa e che fosse leggermente sottotono. Credo che sia un libro che vada letto un paio di volte per cogliere al meglio tutte le sfumature e le sensazioni che Juli Zeth vuole trasmetterci.

Forse il fatto che l’avessi immaginato come un thriller mi ha poi spiazzato durante la lettura. Quindi ammetto che è un po’ colpa mia, perché invece è  un romanzo psicologico ed introspettivo. Infatti si assiste al percorso che Henning compie per risolvere il suo problema interiore che tanto lo fa soffrire e di cui cerca di scoprire e di capire il motivo.

“L’anno nuovo” lo consiglio a chi ama le storie introspettive ed in cui il protagonista lotta con il suo passato che non ricorda e che lo tormenta. Lo sconsiglio a chi si potrebbe far coinvolgere troppo dallo stato di malessere dell’uomo. Attenzione anche alla “COSA” perché in alcuni passaggi è davvero descritta bene e si percepiscono le forti sensazioni e lo stato di malessere di Henning.

Qui sotto un passaggio:

“Henning si concentra sulla respirazione, espira, inspira, espira, inspira, contrae i muscoli dell’addome e butta fuori dai polmoni gli ultimi residui d’aria, si rende conto che sarebbe meglio pensare a qualcos’altro…Il bisogno di controllare i propri pensieri è quasi peggiore della COSA stessa. Henning non sa più nemmeno se praticare un’igiene dei pensieri serva a qualcosa. Quando cerca di evitare pensieri sbagliati, si sente come un cervo braccato. Praticamente qualsiasi pretesto può risvegliare LA COSA….”

Trama

Henning ha una quarantina d’anni ed è sposato con Theresa, con la quale ha due figli. La famiglia sta trascorrendo le vacanze di Natale sull’isola di Lanzarote, dove il vento impetuoso spazza via tutti i pensieri e il sole accecante allontana lo stress quotidiano.

Henning si ripete di essere un uomo fortunato: vive in un bell’appartamento di Gottinga, lavora per una casa editrice, ha una famiglia felice. Nonostante ciò, da alcuni mesi soffre di attacchi di panico. Non è sereno, non riesce a dormire, litiga in continuazione con la moglie, che lo esorta a comportarsi «come un uomo, un uomo che io possa amare».

Il mattino del primo giorno dell’anno, durante un’escursione in bicicletta verso uno dei punti più alti dell’isola, quel malessere torna a fargli visita. A soccorrerlo è Lisa, un’artista tedesca che lo invita a casa sua offrendogli acqua e cibo. Dettaglio dopo dettaglio, la casa della donna gli appare sempre più familiare, una strana sensazione di déjà-vu comincia a farsi strada nella sua mente e, quando Lisa gli mostra un pozzo nel giardino, quella che sembrava una strana suggestione si trasforma in certezza: in quella casa c’è già stato, tanto tempo fa.

E poco alla volta tornano a galla i ricordi di un’esperienza terrificante vissuta fra quelle mura, un’esperienza che lo ha segnato per sempre.

Un tranquillo viaggio in famiglia a Lanzarote che si trasforma in un incubo: con una parabola vertiginosa, “L’anno nuovo” racconta la storia di un uomo in crisi d’identità e di due bambini che nel bel mezzo di una vacanza paradisiaca si ritrovano all’inferno.

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